01.09.2002 - Castel Rozzone (Bg) (BERGAMO)
![]() |
5^ Maratonina di Castel Rozzone Come la ciambella col buco di Marco Stracciari |
Piu'
di 400 facce rilassate e abbronzate, idealmente piu' vicine a spiagge e mari del
sud piu' che a ripetute e "lunghi", hanno animato la piccola ma graziosa Castel
Rozzone, nella bassa bergamasca, per il primo serio appuntamento podistico del
calendario.
Una mezza bene organizzata,
con ben 140 persone impegnate lungo tutto il percorso, ristori e spugnaggi
puntuali, premi e sacca gara per tutti. Vince Zenucchi, e poco conta, ma
soprattutto vince l'Atletica Castel Rozzone per cio' che ha saputo offrire in
ogni senso a tutti. Niente sontuosi proclami, niente squilli di tromba ma tante
formichine
che rendono questa gara
molto piu' appetibile di tante altre piu' reclamizzate ma che sovente lasciano
l'amaro in bocca. L'atmosfera alla partenza ricorda le cose buone di una volta:
la ciambella della nonna preparata con pochi ingredienti ma con tanto amore: un
esempio che fa a pugni con la dieta ma che spero renda l'idea di che cos'era
Castel Rozzone in questa prima domenica di settembre. E' la classica da rientro
ferie: ci si saluta, auguri per tutti e le solite sane bugie con la promessa di
non "tirare" ma di assaggiare solamente la gamba. E tanti novelli Pinocchio ai
quali si allunga subito il naso.
Prima la partenza dei
disabili: con i pluridecorati Brigo (tra i maschi) e Porcellato (tra le donne) a
far capire subito che aria tira e poi, alle 9, lo sparo per gli altri. Zenucchi
fara' storia a se staccando al traguardo di circa tre minuti il secondo
classificato e io parto tra le retrovie mantenendo, forse tra i pochi, la
promessa di non arrivare lingua di fuori ma di provare l'andatura in vista di
Parma. Mi potrebbe bastare una media di 4' al mille senza chiedere di piu', ma
la voglia, dopo mesi di corse in montagna, ha il sopravvento e mi "sparo"
qualche mille al di sotto del tempo stabilito. La mattinata e' calda ma
godibile, i ristori e gli spugnaggi sono frequenti (anche perche' il percorso si
sviluppa su due giri) e mi diverto molto a raggiungere gruppetti davanti a me,
prendere fiato alla loro andatura per poi ripartire "mirando" sempre l'obiettivo
del gruppo davanti. Mi riprometto di seguire questa tattica per il primo giro
per poi tirare un po' meno nella seconda parte ma, complice forse l'incitamento
di papa' Rossi, mantengo l'andatura costante. Un mese di corse in montagna e i
recenti pesanti "lavori" al Parco mi rendono un tantino legnoso e quindi non
rischio la salute (c'e' scritto anche sulla tessera Fidal!). Clop clop clop e
arrivo al 15 senza quasi accorgermene e il crono non sale: buon segno! Raggiungo
al 19 la quinta in classifica femminile e le porto la buona novella: "Tranquilla
chica, la sesta l'ho passata al 13esimo..." e per un chilometro mi lascio
trascinare da Lei e dal suo "gabbiano" e sara', a parte quello di lancio,
l'unico chilometro sopra i 4'. Ormai e' finita, la lascio al suo (dolce) destino
e faccio andare la gamba come fosse un lungo sprint: sara' il mille piu' veloce
della gara, recupero ben tre posizioni e, per farmi perdonare dalla precedente
linguaccia rivoltagli durante il primo giro, mi stampo sul mio faccione stanco,
ma tutt'altro che stravolto, un sorrisone ad uso e consumo della fotocamera
digitale del Fabio Rossi (altra presenza di spicco della manifestazione, non
foss'altro per l'abbronzatura).
Una gara accettabile anche
per il crono ma soprattutto la gioia di aver scoperto (era la mia prima
partecipazione) una "mezza" vicina a casa con tutti gli ingredienti necessari
per accontentare anche i palati piu' fini: come la ciambella della nonna.
(Nella foto L'arrivo
sorridente di Marco Stracciari)