08.09.2002 - Truccazzano (Mi) (MILANO)
- 9^ Straberot
Un safari da rifare
sicuramente
Marco Stracciari
Tra una "mezza" e l'altra
pareva quasi obbligata una salutare scampagnata nella "bassa" milanese per fare
il punto della situazione sulla preparazione post-vacanziera. E da qui la
decisione di consultare i vari calendari di tapasciate e non competitive varie
per trovare, in zona, qualcosa di appetibile. Il calendario, in effetti,
proponeva molte alternative ma la scelta e' caduta su Trucazzano, non foss'altro
che nessuno dei miei compagni di viaggio conosceva il tracciato. Stra-berot dal
nome, pare, delle pecore che qualche tempo fa vivevano numerose in quella zona
(i berot, appunto) ma masticando maggiormente il brianzolo rispetto all'idioma
locale, non ci abbiamo messo molto a ribattezzarla Stra-bilòt (meglio
tralasciarne la traduzione ma immaginate...). E' una non competitiva a sparo,
questa, che comunque ha visto ai nastri di partenza amatori di buon livello
nonostante alcune gare di maggior richiamo nella zona.
Decidiamo, visto l'approccio
molto dolce a questa gara, di effettuare un primo giro di "lancio" di sei
chilometri tra i viottoli e i canneti di questa ridente campagna, ivi compreso
un molto maleodorante passaggio attraverso una fattoria nella quale facevano
capolino alcuni "sinistri" silos! Sparo alle 8.30 e facciamo appena in tempo a
presentarci alla partenza, che avviene con ben altro piglio rispetto alle
aspettative iniziali. Non c'e' verso, lo sparo racchiude un fascino tutto suo...
basta che sia a salve! Percorso segnato ogni 2 km anche se il passaggio in 7.37
al secondo ci lascia molto ma molto perplessi. Il totale dovrebbe essere di 12,4
km e il percorso si presenta molto bello, soprattutto nel suo sviluppo
conclusivo. Ma qualche imprevisto, si sa, e' sempre dietro l'angolo e
l'imprevisto di oggi si chiama moscerini. A centinaia, forse a migliaia e subito
dopo il primo ristoro. Quindi grande apporto di proteine (ma chi le aveva
ordinate?) e guai a tornare indietro per berci su qualcosa. Matteo, intanto, non
ci sta e il suo (a occhio) 4 al mille diventa prima 3,50 e poi sempre piu' giu'.
E mentre lui mi abbandona e si allontana, mi attacco ad un gruppetto formato
dalla seconda e terza donna trascinando con me anche Cesare. I commenti a bassa
voce tra di noi sulle presenze femminili a Trucazzano e nelle gare in generale
(compresa la mezza di una settimana prima a Castel Rozzone) le lascio alla
vostra immaginazione ma sicuramente non si parlava di tecnica di corsa.
Splendido, verso il secondo
ristoro situato attorno all'ottavo chilometro, il passaggio su uno stradone
sterrato e completamente ombreggiato in riva all'Adda. Qui raggiungo e supero
Gerardo e mi affianco ad un signore sbeffeggiato dai suoi compagni, che intanto
volavano sull'argine opposto del fiume in direzione traguardo. I commenti sono
sempre gli stessi: si piange per il dolorino o per gli allenamenti saltati e poi
si parte a milleeuno con le scuse che rimangono nella borsa del cambio.
Abbandono anche questa piacevole compagnia e quando mi trovo a dover tornare
sull'asfalto trovo davanti a me un bivio. Panico: non so dove andare. Un
"simpatico" signore in
tuta arancio con paletta mi
viene in "soccorso". Non trovo le frecce per terra (disegnate troppo a sinistra
rispetto alla traiettoria ideale). Altro panico: chiedo all'omino orange la
strada giusta e alla mia domanda mi risponde con un'altra domanda... e intanto
la paletta rimane bella piantata sul suo fianco destro. Perdo la ragione e anche
la pazienza ma proprio in quel momento, dopo aver percorso una ventina di metri
in piu' e aver perso una bella ventina di secondi, ritrovo miracolosamente le
frecce per terra. Saluto con "simpatia" l'omino con la paletta (e se gli
fornissimo anche il secchiello e le formine??) e riparto, direzione ultimo
chilometro che percorro (se giusto) in un bel 3,40.
Per fortuna, all'arrivo, le
brutte sorprese lasciano spazio a quelle positive: gran panini al salame e
ricco, ma ricco pacco gara finale. Ci ritornero' senz'altro a Trucazzano, gara
bella su un percorso che vale davvero la pena, ma a due condizioni: i moscerini
allo zoo e quel signore in arancione ad ammaestrarli. Piesse: ma vi ho detto che
questo safari mi e' costato soli 3 euro??