10 km del Ducato – Parma, 12.9.2004
IL "SACCHEGGIO" DI PARMA
Di Marco Stracciari
Le foto
Un chilometraggio insolito, per me, ma che mi ha fornito i giusti "dati" per capire il mio attuale stato di forma. Un chilometraggio ad hoc per i miei compagni di avventura che "puntavano" questo 10mila per tanti motivi: il record personale, i premi e … perche’ Parma e’ sempre Parma ed e’ "obbligatorio" fare bella figura… e non per nulla c’e’ chi ci ferma per strada esclamando: "ecco i Gamber!"
La prima, ma per fortuna unica, notizia negativa (ma fino ad un certo punto) l’abbiamo appena arrivati quando apprendiamo che in realta’ il percorso e’ qualche centinaio di metri piu’ lungo. Sento qualcuno lamentarsi, anche dei "miei", pensando al personale gia’ sfumato in partenza (vergogna!!), invece il mio ottimismo prevale e l’unico pensiero che mi passa e’ "ma l’e’ apéna un desmila!!".
Sparo un po’ in ritardo rispetto all’orario ufficiale e via, non senza aver raccomandato a Cesare di non sbagliare strada: sarebbe la terza volta in tre partecipazioni!
Al via passo di slancio Norberto e Gerardo e allungo i miei piedoni e le mie "gamb de séler", scorgendo piu’ avanti la divisa da operaio dell’ANAS di Tommy (un bel giallo fosforescente da sfoggiare o in disco o sulla A4) e le sagome di Guido, Giuseppe e Matteo.
Al passaggio al ponte, dopo due chilometri e passa, cerco a grandi linee di contare gia’ le posizioni: vedo Matteo gia’ ampiamente nei primi dieci, Giuseppe e Guido subito dietro mentre Tommy si avvicina sempre di piu’. Occorrerebbero gli occhiali da sole per stare dietro a Tommy, anche se a risplendere e’ solo la canotta: e’ partito forte ma sta gia’ pagando e il pensiero in automatico mi va quando , ogni mercoledi’, da’ l’anima per meta’ del lavoro pattuito per poi scoppiare miseramente.
Accade piu’ o meno la stessa cosa anche li’ e allora, visto che tra l’altro non ho gli occhiali da sole, lo abbandono per accodarmi ad un bel trenino che viaggia sotto i 3.40 al km.
E’ una buona compagnia ma purtroppo, complice lo sforzo iniziale, non riesco a dare cambi e mi accontento di pedinarli, ma poi, quasi d’incanto, mi sento meglio e vado a recitare il ruolo di locomotiva. E la locomotiva sbuffa ma non molla, e non e’ l’unica: il gruppetto prima si sgrana leggermente poi ritorna unito e unito opera alcuni sorpassi, mentre dietro c’e’ solo un gran vuoto.
Il passaggio sullo sterrato del parco e’ un po’ piu’ lento, si inizia a fare conserva e se, al ponte, mi contavo leggermente oltre la 30° posizione (premiano i primi 50), dovrei essere a posto. In piu’ le gambe girano bene anche se il percorso e’ tutt’altro che filante: il solito menu’ che Parma offre con contorno di salitine, curvette strette strette e, appunto, lo sterrato del parco.
Mi confondo clamorosamente al passaggio del nono chilometro che per me si rivela una graditissima sorpresa perche’, ormai annebbiato dalla stanchezza e dalla "trance" agonistica che spesso non mi permette di ricordare granche’ del "contorno", pensavo di transitare ancora all’ottavo o forse perche’ ingannato da un crono positivamente inaspettato. E’ il momento di lasciare il treno perche’ ormai la "stazione" e’ li’, a 500 metri e mi accodo ad un giovane atleta del Maghreb tentando la sortita a sorpresa. Ma siccome non siamo a Pasqua e io non sono un uovo, la sorpresa non riesce e proprio nel finale, vengo sorpreso in volata da uno dei "vagoni" che avevo lasciato poco prima.
Sono comunque soddisfattissimo e il tempo poco sotto i 38’ mi assicura una piu’ che onorevole 25esima posizione, classificandomi proprio nel mezzo di un gruppo, il nostro, che, nonostante la "paura" derivata dal folto numero di iscritti rispetto alla passata edizione, riesce a piazzare 7 atleti nei primi 50!
E dopo il dovere (assolto in pieno) ecco il piacere: tutti in fila a ritirare i premi: i barbari del Podismo, che avevano colpito in quel di Ivrea 7 giorni fa, "saccheggiano" Parma… e furono sacchi pieni di gradite sorprese per tutti, anche se non e’ Pasqua!