2°  Bresciamarathon – 14.3.2004

 

 ALIVE AND KICKIN’

 

Di Marco Stracciari

 

 Avevo pensato ad un altro titolo ma stamattina, fermo nella solita coda della Tangenziale Est, mi e’ capitato di ascoltare alla radio un vecchio brano dei Simple Minds , colonna sonora del mio periodo post-adolescenziale per lungo tempo. E il titolo di quel brano ben si adatta a sottolineare tutto il periodo che ha preceduto questo mio nuovo appuntamento con la “Regina”, dopo le traversie fisiche dello scorso anno e la debacle di Reggio Emilia.

Le premesse per una grande gara ci sono tutte: non mi voglio soffermare sul fatto che una volta tanto corro una gara importante gratuitamente… e gia’ di per se’ e’ un fatto piu’ unico che raro; ma le premesse, quelle vere, sono rappresentate dal fatto che finalmente ho preparato a dovere un appuntamento: i lunghi, le ripetute, i medi e in mezzo un paio di mezze con riscontri piu’ che positivi, il tutto senza il minimo intoppo. Se poi ci aggiungiamo che la temperatura era ideale (9 gradi) e il cielo grigio ma non piovoso beh.. non si poteva proprio sbagliare.

All’arrivo subito coda per il ritiro del pettorale, coda per altro sbrigata abbastanza in fretta e, dopo una sosta alla “biologica”, un rapido riscaldamento con Luca Zava (li’ a fare da pacemaker per le tre ore) e con alcuni azzurri della “100”.

Prima del via il doveroso omaggio alle vittime di Madrid e la mia memoria corre indietro nel tempo e si sofferma a poche centinaia di metri da li’, in quella Piazza delle Loggia che anni addietro fu teatro di un’altra carneficina per colpa di mani vigliacche e crudeli.

Sparo alle 9.15, puntuale e Norberto, che e’ davanti a me, parte come al suo solito a razzo. Io me ne sto un po’ piu’ abbottonato e mi faccio raggiungere da Gerardo. Il primo chilometro e’ perfetto: 4,11 e subito una lunga e rilassante discesa ci accompagna per alcuni chilometri. Li’ lascio Gerardo e vengo “scortato” da un ragazzo di Clusone al suo terzo appuntamento con la Maratona ma gia’ in grado di attaccare le 3 ore. I passaggi, complice il facile percorso, sono nettamente sotto le mie previsioni: si viaggia attorno a 4,02 – 4,05 sempre regolari e questa regolarita’ mi permette, su un cavalcavia, di recuperare Norberto che si trova alla guida di un gruppetto che ospita, tra gli altri, Giovanna Cavalli, altra protagonista di fatiche di ogni ordine e grado. Al mio occasionale compagno faccio presente che chi guida il gruppo e’ tranquillamente in grado di portarlo sotto le tre ore ma anche lui sente aria di “garone” e molliamo, prima della mezza, Norberto and friends.

Il Beeep a meta’ gara offre un riscontro inaspettato: 1,26 e pochi. Ci sentiamo entrambi molto “alive and kickin’”, vivi e scalpitanti! Siamo sorpresi e subito avverto il mio socio che probabilmente pagheremo dazio anche in previsione di un arrivo tutto in salita. Lui non se ne cura e proseguiamo a recuperare gruppetti su gruppetti e a mulinare le nostre gambe ancora attorno ai 4.05.  Veniamo raggiunti da un altro ragazzo che sta preparando altri appuntamenti e che ci anticipera’ che abbandonera’ la lotta al 30esimo. Anche lui si unisce ai nostri discorsi, che poi sono sempre gli stessi: allenamenti, gare, ripetute, primati e cotture. Questo ci aiuta ad arrivare al 28esimo senza nemmeno accorgerci mentre mamma e figlia del ragazzo di Clusone lo raggiungono a piu’ riprese per scattare le foto di rito. La perfetta intesa tra noi si manifesta anche ai ristori, fornitissimi!! Ci si passa bottigliette e sali e intanto si chiacchiera ma al 30esimo perdo la compagnia. Uno abbandona; l’altro, il ragazzo di Clusone, approfitta di un gruppetto che viaggia attorno a 4,10 – 4,15 e mi molla, prudente, per approfittare della scia: potrebbe aver fatto il personale proprio grazie a questa accorta mossa.

Mi trovo solo ma ancora “alive and kicking”: vivo e scalpitante e abbatto a spallate il “fatidico muro” ma… la strada, come previsto, comincia a salire e con lei il crono. Inizia il momento di fare i conti. Sono sufficientemente lucido per capire che da li’ in avanti, a 5 al mille, non ce l’avrei mai fatta ma 4.30 al km sarebbero sufficienti per ritoccare il personale. Ma il crono mi sbugiarda e contemporaneamente mi fa sognare: sono ancora attorno ai 4.10 – 4.12 e anzi, un mille piu’ facile mi riporta nettamente sotto. Anche se le gambe ormai sono dure vado via ancora abbastanza bene e il fatto di raggiungere atleti su atleti mi da’ un’ulteriore spinta per fare bene.

Si entra in centro e sento l’altoparlante che annuncia gli arrivi a ridosso dei primi ma a me mancano ancora circa 4 km pero’ il fatto di  correre tra la gente che fa la “vasca” nelle antiche strade della “Leonessa” mi da’ ancora piu’ carica.

Cartello dei 41: e’ come tutti gli altri… nero su sfondo bianco ma quanto e’ bello quel cartello! Lo ammiro come se fosse una bella donna, un’altra occhiata al cronometro e… con un mille a manetta potrei addirittura stare sotto i le 2 ore e 53!! Chi l’avrebbe mai detto! Nemmeno il Matto Matteo (complimenti ancora: 2h41 dopo i fasti di Salso), inguaribile ottimista e amante delle previsioni aveva pronosticato un tempo cosi’ basso per me e con tutto quello che mi rimane cerco di sbugiardarlo. Manca poco… meno.. sempre meno e io sono sempre piu’ “alive and kicking”, vivo e scalpitante e anche il muro finale al 42esimo lo supero a grandi falcate e… PERSONAL BEST!!!

Il real time fa 2h.52.56!! frantumato di 4’15” il vecchio personale che risaliva al 2001 con una perdita, rispetto alla prima meta’, di soli 49 secondi!

Ma non sono l’unico: al traguardo ritrovo Matteo e Guido. Il secondo ritocca la gia’ straordinaria prova di Salso portando il personale a 2h45 una settimana dopo aver portato il suo personale sulla mezza a 1h16’. Poco piu’ indietro Norberto, 56 anni e ancora una maratona, la quarta di fila, nettamente sotto le tre ore!.. E anche Gerardo e Maurizio chiudono bene e senza avvertire troppa fatica su tempi poco sopra le tre ore.

Era la mia gara, le avvisaglie c’erano tutte, le previsioni pure e se e’ vero come e’ vero che certe situazioni non nascono mai per caso, il ringraziamento ai miei compagni di avventura e di lunghi e faticosi allenamenti e’ doveroso. Solo cosi’ ci si puo’ sentire “alive and Kickin’”: vivi e scalpitanti!

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