Reggio Emilia - 15/12/02

7a Maratona di Reggio Emilia

LA NEBBIA AGLI IRTI COLLI...

di Marco Stracciari


E anche questa e' fatta. Sinceramente non ci speravo piu', due settimane fa, quando abbandonai l'abituale ritrovo e i soliti riti della domenica mattina per l'allenamento collettivo. Una bella abitudine che dovetti mollare per una serie infinita di guai fisici alla schiena prima e alle gambe poi.
Ci tenevo a partecipare a questa maratona: a Reggio gli organizzatori non sbagliano un colpo e il percorso, pur non filantissimo, e' davvero suggestivo.
Poi mi sono rimesso in piedi. quattro allenamenti quattro a ritmo blando per vedere come va a finire e venerdi' 13 (una data che e' tutto un programma) mi sono deciso: ci vado lo stesso.
Ci presentiamo in sette e i complimenti di rito vanno a Guido, che dopo il 3:07 di Milano frantuma il personale con un bel 3:03; e a Mario Raffanini, classe '39, ancora in grado di chiudere sotto le 4 ore!
Sono contento anche se la condizione e' pessima se non di piu' e allora, senza aspettarsi troppo, me la prendo comoda comoda.
La partenza e' su discreti ritmi per la condizione attuale e al sesto km Barbara mi "offre" la sua andatura e la sua proverbiale verve. Accetto per tre chilometri poi la lascio al suo destino e al folto gruppo di accompagnatori. La strada sale, quasi impercettibilmente, ma sale; non me ne faccio un problema anche perche' non mi lascio prendere dalla smania di abbassare il pur dignitoso 4,30 al mille che regolarmente timbro ad ogni passaggio.
A Montecavolo (patria dei crauti???) scorgo l'inconfondibile sagoma di Mara, che ho avuto il piacere di conoscere in quel di Verona, mi sforzo e la raggiungo. Un paio di chilometri anche con lei (e la stessa verve di Barbara), poi mi molla secco e edecide di partire lasciandomi in compagnia di un simpatico atleta napo-fiorentino.
Comunque sempre in compagnia, ci si aiuta e si parla di esperienze passate tra le strade di Italia e poi, al 26, mollo un attimo e lo lascio andare via. Conosco ormai questo percorso e so che se si arriva indenni al 32 il piu' e' fatto. E infatti dopo aver rifiatato raggiungo nuovamente il mio compagno di avventure che ha provato ad aumentare nel punto critico e che ora sta pagando.
Lo lascio e torno nuovamente a viaggiare attorno ai 4,30 pur rallentando agli spugnaggi (caldi, che libidine!) e ai ristori col tentativo di far cadere a terra meno liquido possibile.
Purtroppo pero' gli spugnaggi si rilevano un'arma a doppio taglio e, con "l'aiuto" della pioggia, mi bagno i piedi provocandomi una serie di vesciche distribuite in ordine sparso sui miei "fettoni tripla XL".
Giusto il tempo di una lieve imprecazione (oggi corre anche un prelato, guai a lasciarsi andare) e davanti a me la minuta e inconfondibile sagoma di Nuccia Fadigati sbuca dalle nebbie dei colli reggiani: penso a tutte le volte che mi ha fregato il parcheggio al Parco di Monza porta Villasanta... merita una bella lezione e diventa cosi' il mio prossimo obiettivo (ovviamente fallito).
Ma ormai Reggio e' vicina, al 40o riesco a raggiungere e superare un Luca Ripamonti che dalla cottura consuma i battistrada delle scarpe trascinandosi stancamente e pesantemente metro dopo metro e poi mi imbatto nuovamente di Mara il cui coraggio non e' stato evidentemente ripagato.
L'ultimo chilometro in assoluta surplace e poi l'ingresso nel lungo lastricato del centro di Reggio, tra luci natalizie, negozi aperti e battimani soffocati dai guanti... elargisco baci al vento e infine l'arrivo.
Chiudo, neanche troppo provato, attorno ai 3:10, e' tanto se confrontato con altre mie prestazioni ma pensando a tutto quello che ho passato di recente la incornicio senza indugi come la mia piu' bella maratona... e' cosi' per tutti: l'ultima e' sempre la piu' bella!


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