3^ Maratonina della Città di Cremona: 17.10.2004
..con
i veri “Campioni del cuore”
di Marco Stracciari
Ritorno al futuro, era questo il titolo di una trilogia cinematografica di una ventina di anni fa che spopolo’ ai botteghini e “ritorno al passato”, questo potrebbe essere il titolo di questa mia nuova avventura con le scarpette ai piedi.
Ritorno al passato, si, dopo un mese e mezzo trascorso tra i “Campioni” (quelli del Cervia, quelli della tivu’) e confuso tra simpatici e rumorosi atleti della romagna ad attraversar pinete e lungomari.
Ma si tratta solo di una parentesi: il mio ambiente sono le brughiere del Parco (il piu’ grande d’Europa), l’anello della Ghiringhella e le tapasciate a perdifiato sulle colline della Brianza… sugli sterrati della Bergamasca. Il mio mondo non e’ fatto di sangiovese, piadine, locali e donnine (anche se non e’ un brutto vivere!), ma piu’ modestamente e’ quella canotta arancione e tutto quello che ne fa parte.
E quella canotta sono tornato ufficialmente ad indossarla, e quindi a ritornare nel mio mondo, a Cremona, in occasione della mezza che tanto bene e’ organizzata dal grande Luca Zava and friends e.. le vecchie abitudini non si perdono mai! Come una strada inventata li’ per li’ per arrivare a destinazione passando per le provincie di Bergamo, Brescia e poi, dopo una rotonda percorsa due o tre volte con un grosso punto interrogativo, dritti in autostrada (ma non si poteva fare prima?); come un’affannosa ricerca del parcheggio (naturalmente a distanza siderale dal punto di partenza); come… come sempre Gamber, tante volte nel bene e qualche volta nel meno bene!
Sinceramente non so quanto valgo ora sulla “mezza”; a Parma, nel diecimilaerotti, avevo fatto un garone ma un mese senza riferimenti e con i postumi di un brutto raffreddore ancora addosso mi fanno pensare che forse qui e’ meglio stare tranquilli… anzi no e allo sparo lascio subito la compagnia di Gerardo, Claudio e Guido (occasionalmente con loro) e parto sotto i 3’50. Troppo?
Per il momento va bene cosi’ e l’incontro con Papa’ Rossi per la foto di rito avviene con sorrisi e saluti reciproci. Poi Guido mi prende, mi comunica che l’ennesimo tentativo di Gerardo di migliorare l’1.23 sta fallendo (o e’ pinocchio o e’ fatalista) e insieme percorriamo qualche chilometro anche se ovviamente lui mi sovrasta nel ritmo. Un improvviso e inopportuno problema di respirazione mi costringe ad alzare i tempi e Guido (e forse e’ meglio cosi’) mi abbandona.
E’ un dolore temporaneo il mio, lo so, ma un po’ mi spaventa perche’ cosi’ forte mai l’avevo avuto ma visto che qui, a Cremona, non devo dimostrare nulla a me stesso va bene uguale e se aggiungiamo qualche cavalcavia non proprio gradito e un venticello niente male… non c’e’ tempo per sorridere ancora, nemmeno per un’altra eventuale foto. Ma il dolore sparisce (tutto previsto), il tempo cala e all’entrata nella Citta’ delle tre T sono nuovamente pronto per la foto finale e annunciato e spronato dal Rossi (questa volta il figlio speaker), taglio comunque felice il traguardo. 1,21 e tanti,dice il display, che comunque suggella la mia quarta prestazione di sempre. E subito dietro di me, sorpresa delle sorprese, il Gera che finalmente infrange la barriera… e tutto felice “annunzio vobis gaudio magno”… e’ personale!
I commenti, di rito, con gli amici di San Damiano e con Ahmed: fresco fresco del decimo posto in 1.06 che mi racconta con poche parole la sua gara dopo avermi raccontanto in poche parole, persi tra le stradine bergamasche, la sua vita da musulmano praticante (e siamo in tempi di Ramadam).
Poi di nuovo in macchina, direzione Cervia e “Ritorno al presente” dove 24 calciatori crescono inseguendo un sogno (e intanto fanno 2-2 a Comacchio), dove ho lasciato simpatici e rumorosi podisti (di ritorno da una “sparo” a Imola) e dove mi aspettano di nuovo sangiovese e piadine, locali e donnine;