2a Maratonina Città di Cremona for Unicef  - 19 Ottobre 2003

RICOMINCIO DA TRE…T
Di Marco Stracciari

Cremona e’ universalmente conosciuta come la citta’ delle tre T: torrone, torrazzo e… la terza la lascio alla vostra immaginazione. Da due anni a questa parte dici Cremona e viene in mente anche la maratonina: bella, filante, con tanta gente che ti applaude e con un arrivo mozzafiato, proprio sotto una delle tre T.Ricomincio da Cremona ad indossare un pettorale esattamente un anno dopo la mia ultima apparizione in una mezza e a dieci mesi ormai dalla mia ultima competitiva… e dopo tante sofferenze e un rientro soft sinceramente non so quali sono le mie reali potenzialita’ anche se gli ultimi allenamenti hanno dato riscontri positivi.Al solito ritrovo sotto la sede siamo in nove, con il Webmaster-fotografo ecc.ecc. Roberto Mandelli recuperato all’ultimo minuto. Se oggi dovessi puntare dei soldi su chi fara’ il personale saprei gia’ quali cavalli giocare al bookmaker: Pierre e Guido sembrano in forma strepitosa, ho avuto modo di constatare lo stato attuale di Guido giusto una settimana prima: dopo 30 km mi ha piantato li’ per prodursi in un allungo da 3,40 al km e oggi non puo’ sbagliare.Arriviamo a Cremona stranamente in anticipo e; tra un caffe’, la ricerca di un bagno e l’incontro con un amico che ci ricorda ormai da qualche anno che tra poco compira’ 50 primavere, si avvicina l’ora della partenza.Con Claudio, al quale ho promesso gia’ da tempo di fargli abbassare il suo 1.28, studiamo a tavolino la tattica di gara e lenisco la sua fame (vera fame) con una barretta alla quale rinuncio volentieri.Dopo i saluti e gli auguri di Carlo Villa, un Gamber della prima ora trasferitosi recentemente proprio a due passi da li’,e un rapido riscaldamento giunge l’ora dello sparo.Qualche palloncino (pochi in verita’) si alza nel cielo a ricordarci che siamo li’ per correre ma anche per essere testimonial dell’Unicef, al quale andranno i proventi della gara (mi fa piu’ contento e nobilita la competizione).Il primo chilomentro scorre attorno ai 3.50: troppo per il mio socio e forse anche per me e allora ci stabilizziamo ad un’andatura attorno al 4’ al mille, sperando di non scoppiare troppo presto. Ma invece entrambi stiamo bene e passiamo i primi chilometri addirittura a chiacchierare e a raccontarci le nostre precedenti esperienze podistiche. Il percorso, a parte un paio di cavalcavia e un sottopassaggio che danno poco fastidio, e’ velocissimo… quasi non ce ne accorgiamo che passiamo al 10° km poco sopra i 40’… e il tutto chiacchierando, ridendo e scherzando, anche se Claudio mi confessa di non essere mai passato cosi’ lento nelle sue precedenti esperienze. La risposta e’ ovvia: e’ tutta benzina che si risparmia quando ce ne sara’ veramente bisogno e il fatto di superare runners a mucchi e in maniera costante ne e’ la prova concreta.Io sto bene, Claudio pure ma buttar via tanta energia sembra quasi uno spreco e allora si cambia tattica: prendiamo a poco a poco alcuni gruppetti di runners davanti a noi, ci copriamo per qualche minuto e poi li abbandoniamo per attaccarci ai successivi. La gente, in alcuni tratti assai numerosa, ci incita e ci applaude e il capoclaque Villa svolge appieno il suo dovere sapendo perfettamente che si corre si’ con le gambe ma anche e soprattutto con il cuore e il cuore si scalda solo in particolari occasioni come al passaggio di fronte ad un solitario violinista che ci allieta con le sue malinconiche note.Dicevo dei gruppetti e in uno di questi appare Gerardo, sempre costante come un metronomo anche se ci confessa di essere partito un po’ troppo forte. Vado davanti anche a lui mettendomi alla testa di questo terzetto di amici sperando che Claudio non scoppi anche se il suo sbuffare si fa sempre piu’ rumoroso. Per occupare la testa dei miei compagni di viaggio parlo un po’ anche se ottengo risposte formulate a monosillabi e mentre riprendo la concentrazione scorgo davanti, molto davanti a me un altro Gamber che di nome fa Claudio e il suo vecchio amico Angelo "Ripa" Ripamonti.Sono molto lontani ma io sto benissimo: mi sento in grado di fare cio’ che voglio anche se i chilometri percorsi sono gia’ 17. Lascio Claudio, l’altro, alle amorevoli cure di Gerardo consapevole che ormai per lui i giochi sono fatti e mi lancio alla disperata rincorsa dei due la’ davanti. Al 19° presi! Non faccio a tempo ad avvicinarmi al Ripa che mi confida di aver sbagliato tattica (classe 1942!!) e di essere al limite. Cucio il gap che c’e’ fra lui e Claudio e cosi’ formiamo un trenino che si sciogliera’ solo dopo il traguardo, tagliato in 1’24" e rotti: tempo che permettera’ al Ripa di vincere la sua categoria. Aspetto Gerardo ma soprattutto Claudio, che sbriciola il suo precedente personale portandolo a 1,25 netti e appena mi vede mi salta addosso come se fino li’ lo abbia portato io in spalla.Incontriamo Pierre e Guido: entrambi con il sorriso. Personale per entrambi (dov’e’il bookmaker?), poi, alla spicciolata, ci raduniamo alle docce dove incontriamo un raggiante Matteo fresco fresco di un 1,14 che rappresenta anche per lui il primato personale!Tutti contenti, quindi… tutti soddisfatti: anche quel Cesare Bianconi (cat. MM 75!!) che conclude in un’ora e tre quarti la sua sesta (sesta!!) maratonina in sei settimane. Applausi per lui!Il bilancio e’ ottimo: 5 personali battuti, Norberto timbra un gran 1,21 (MM55, mica pizza e fichi) e per quanto mi riguarda sono doppiamente contento: ho ottenuto le risposte che volevo in vista di una maratona di dicembre e ho contribuito a rendere felice un amico facendogli abbassare considerevolmente il personale.D’altronde, come non poteva essere dolce Cremona: l’arrivo sotto il Torrazzo e’ da favola, il Torrone e’ il dolce piu’ dolce che ci sia e la terza T… lasciamo stare: teniamo mogli e prole!

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