20.10.2002 - Marengo (Al) (ALESSANDRIA) - 2^ Marengomarathon

Na mezza....tazzuriella 'e cafè
Marco Stracciari


2^ Marengo Half Marathon

Nel variegato panorama delle mezze di fine ottobre decidiamo per quella logisticamente piu' scomoda, non fosse altro perche' la maggior parte di noi opta per la distanza doppia, giunta alla 2^ edizione. E quindi via verso Alessandria, o meglio, verso una localita' che avra' si' reminiscenze di carattere storico, ma che di bello offre veramente poco.
Logisticamente pero' la Marengo Marathon, pur conservando per certi versi una sorta di organizzazione "artigianale", offre di tutto in spazi molto ravvicinati e in un contesto, quello del parco di Marengo, sicuramente accogliente. Sparo per entrambe le distanze alle 10 e subito mi butto alla ricerca di un bel trenino che mi faccia viaggiare sotto i 4' al km. Faccio abbastanza fatica a trovarlo: il vento e' abbastanza fastidioso e cerco innanzitutto di ripararmi ancor prima di trovare un'andatura consona al mio attuale stato di forma (che francamente non conoscevo appieno). Dopo qualche chilometro trovo un bel gruppone che fa al caso mio, tento sempre di ripararmi e di fare corsa di conserva, ma notando il pettorale diverso dal mio trovo il fiato per complimentarmi con questi (taluni attempati) signori che affrontano i 42,195 sotto i 4' al mille. Tanti auguri ma sto meglio, tento un timido affondo e dopo qualche tentativo trovo tre ragazzi che fanno veramente al caso mio. La decisione e' subito presa: chi li molla piu' questi! In effetti uno dei tre appartiene ad una categoria decisamente superiore e infatti e' sempre lui a decidere l'andatura da mantenere, facendoci anche da scudo da raffiche di vento abbastanza fredde, ma mai decisamente fastidiose. Raggiunta meta' gara (con un mille interamente a favore di vento in un preoccupante 3'44) scorgo a distanza la chioma bianca di Angelo "the legend" Ripamonti: e' nettamente il meno giovane del suo gruppetto ma e' lui che fa l'andatura...e morire se qualcuno gli da' uno straccio di cambio!
Intanto uno dei miei tre amigos cede di colpo: il nostro battistrada decide di fargli compagnia per non lasciarlo alla merce' degli sciacalli e mentre rallenta mi chiede di non lasciare l'altro suo compagno di viaggio da solo nella steppa alessandrina. Il "Ripa" si fa sempre piu' vicino e i suoi ingrati compagni lo lasciano al suo destino. Il mio invece cede mentre io cerco, con un certo successo, di cadenzare maggiormente un ritmo che ormai lambisce i 3'50". Raggiungo il "Ripa" con la spia rossa perennemente accesa e tento di tagliargli l'aria portandomi davanti a lui ma ormai tra di noi c'e' una differenza di piu' di 10" al chilometro. E allora parto con la vendetta: le gambe vanno da sole e posso permettermi qualsiasi cosa. Raggiungo i suoi ormai ex compagni di gita (quelli ingrati), li marco stretti e ai 300 finali sferro un attacco che neanche Ben Johnson dopo aver fatto un'indigestione di brodo di tartaruga... (ma funziona davvero?). Arrivo in spinta e mantengo la necessaria lucidita' per scovare tra il pubblico le mogli di Raffaele (un buon 1'33 per lui nonostante l'influenza) e di Norberto (che si e' impegnato nella distanza doppia).
Un saluto e passaggio sotto lo striscione sotto l'ora e ventitre' in perfetta forma. Un gentile signore mi porge subito un buono per un sacco di caffe' da un chilo che fa il paio con i 250 grammi inseriti nel pacco gara e via a cambiarmi in attesa del "Raffa" e dei maratoneti. Dopo la pasta di Parma, le crostate, gli agnolotti e quant'altro, mancava solo il caffe': guaglio', vulite 'na tazzuriella?

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