21.10.2001 - Alagna (PAVIA) - Campionato Provinciale mezza maratona

Campionato Provinciale mezza maratona
Marco Stracciari


Una settimana d'inferno (a livello personale e metereologico) ha
anticipato questa "mezza" molto attesa da tutti noi di Concorezzo,
qualcuno per approfittare del percorso filante (anche se 21 km sono
sempre 21 km)e qualcuno per riscattare le opache prove di Roverbella e
Inzago.
Con poco allenamento e con un raffreddore ciclopico mi sono avvicinato
a questo appuntamento dal quale era piu' che lecito, purtroppo,
chiedere il nulla piu' assoluto. E cosi' purtroppo e' stato.
Con le narici semichiuse e la consapevolezza di doverla prendere alla
leggera, ho atteso lo sparo, giunto pochi istanti prima delle 9.15, in
compagnia degli amici Davide, Gerardo e Tommy, quest'ultimo volutamente
in nostra compagnia anche se il suo abituale "crono" e' di gran lunga
inferiore ai nostri. E per qualche chilometro va tutto stranamente
bene. Formiamo un bel gruppone con il quale scambiamo qualche opinione
su temi di cronaca e cultura generale (grande fratello, barzellette
spinte, calendari senza giorni e mesi ecc.), mentre davanti a noi la
jena Matteo si apposta saldamente nel gruppo di testa e dietro di lui,
Luca e Norberto fanno parte del gruppo degli inseguitori. Loro fanno
sul serio; noi, dietro, non prendiamo sul serio nemmeno i nostri
discorsi!
Tutto bene fino al dodicesimo (a proposito, perche' qui l'undicesimo e'
sempre piu' lungo di una ventina di secondi?) poi il crollo! Atteso,
vero, ma senza preavviso! Crolla Davide, che alle nostre sollecitazioni
vocali risponde da sempre piu' lontano; crolla Gerardo, al limite del
ritiro mentre Tommy rimane con lui e cerca di fargli coraggio; e crollo
io, prima del ristoro al 13o mentre vedo il sempiterno (cosi' direbbe
Brunone Pizzul) Remo Andreolli andarsene sempre piu' convinto. Sono da
solo e cerco di cavarmela da solo. Le narici si stringono sempre di
piu' e la' in fondo intravedo una canottiera verde avvicinarsi. Mi
faccio coraggio, lo prendo ma questo sforzo mi costa carissimo e
infatti affronto i due classici chilometri contro vento, cioe' il 18 e
il 19, senza reagire minimamente alle sollecitazioni del mio attuale
compagno di viaggio che se ne va. Vengo raggiunto e superato con
estrema facilita' da altri due virgulti podisti...oggi non e' proprio
giornata. Ultimi due chilometri: mi faccio coraggio e cerco di tornare
su tempi a me piu' consoni (attorno ai 4 al mille) recupero e stacco un
podista piu' cotto di me (se mai puo' essere possibile) e arrivo
davanti al traguardo dove l'amico Mandelli, con la sua macchina
fotografica iperprofessional, mi scatta la foto di rito. E riesco anche
a trovare la forza per muovere un mini-muscolo e schiacciargli l'occhio
sinistro. Striscione d'arrivo: ci passo in 1.25.34 (non era proprio
giornata) e subito un commissario Maigret mi si avventa per estrarre il
cartellino dal pettorale come uno scippatore alle prime armi si
avventerebbe su una vecchina appena uscita dalla posta con la sua
agognata "minima" tra le braccia! E che dire di quel ciclista o
presunto tale che mi taglia la strada a due metri dal traguardo?

 

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