22/06/2002 - Monte Resegone (Mi)  42^ Monza - Resegone

Una "caldissima" Resegone Marco Stracciari 

 

La "Resegone" e' la classica delle classiche nel panorama podistico lombardo. La "Resegone" e' una maratona "non" maratona: per la distanza, per il tracciato, per l'altimetria. La "Resegone", in sostanza, e' unica e ti fornisce una virtuale patente di podista doc, attestato che solo chi finisce almeno una "Resegone" puo' vantare a pieno titolo. A me mancava questo attestato e, francamente, non me ne sono mai fatto un problema. Ma sentivo che questo era il momento giusto. Uscivo dalla preparazione per la maratona di Verona disputatasi giusto un mese prima e, attratto dalle lusinghe di Norberto e Gerardo, non ci ho messo molto a farmi convincere. E' bastato solo affinare la preparazione e, alle 22,20 di sabato 22 giugno eccomi li', sotto l'Arengario di Monza, ad attendere il via. Il caldo e' soffocante, ma cerco di combatterlo utilizzando una canottiera completamente zuppa d'acqua. E tra due ali di folla la partenza! Avevamo studiato la tattica a tavolino: andatura a 4,30 al mille fino a Calolzio per sopperire alla calura, bere poco e spesso e poi... affidare le gambe alla Provvidenza. E cosi' fu: grazie al determinante apporto di Sergio e di sua sorella in qualita' di ammiraglia non facciamo strappi alla regola e i passaggi sono regolarissimi. Cio' ci permette di raccogliere numerose terne partite prima di noi e questo ci carica anche mentalmente. In un attimo superiamo i vari paesi che ci dividono dall'inferno delle salite: la folla che ci acclama e' sempre tanta e ci da' la carica, il fatto di partire col numero 100 ci rende anche un po' piu' simpatici e io mi abbandono a battute e scherzi con il pubblico. Mi piace l'idea ma subito, severo, Norberto mi ammonisce: "risparmia il fiato!" ... non sara' l'ultimo rimbrotto rivoltomi. Alla salita di Merate stavolta e' Gerardo a mettermi il freno: mi faccio prendere dall'idea di raggiungere una squadra di conoscenti poco piu' avanti di noi, ma vengo subito frenato dal "capitano": "ueee', frenaaa!"... altra ammonizione. Arriviamo al 30° ancora in ottima forma in 2h e 15': perfetta media, raccogliamo squadre gia' in cottura prolungata (al termine saranno ben 27 le squadre "saltate") e, come da copione, a Calolzio si inizia a salire. Per dare un'idea a chi non la conosce, la "Resegone" e' fatta cosi': 34km di distensiva corsa con leggeri e lunghi saliscendi poi circa 7 km di salite con scalinate (il tutto al buio) e per finire un ripidissimo sentierino, sempre al buio, da scalare a quattro mani fino al termine. Arriviamo a Erve in 3h e 6', a 580 metri di quota, ancora in buone condizioni e cio' ci permette di scherzare con alcuni amici che ci aspettavano nell'ultimo dei paesi prima di imboccare il terribile "Pra' de ratt": ovvero il sentiero che tante vittime miete ogni anno. E infatti anche con noi questa specie di trappola per topi si dimostra implacabile: mentre Norberto va su come Tobey Maguire nella sua ultima fatica cinematografica (Spiderman, tanto per intenderci), Gerardo si abbandona su una roccia: fine della benzina! Per non essere da meno io inizio a soffrire di crampi e l'uomo ragno scende, da bravo supereroe, per portarci soccorso. Aiuta Gerardo spingendolo su dalla schiena, poi tenta l'operazione anche con me, ma magicamente i dolori mi scompaiono e alla "bocchetta", al termine della tremenda salita, ritrovo un briciolo di energia. Ormai il piu' e' fatto e il pensiero va a quel ragazzo incontrato al termine di Erve ormai sfinito e urlante (si, urlante) di dolore. Sentiamo voci lontane e scorgiamo luci fioche: ormai il Paradiso e' a portata di mano e stanchi ma felici troviamo la forza di metterci in posa per la foto di rito. Il tempo finale e' di 4h e 15', 18esimo posto finale: la Termoidrosanitaria Missaglia di Agrate Brianza (ovvero noi tre) termina la propria gara accolta da festose urla che provengono dalla Capanna Monza: a capitanare la claque c'e' quel Matteo Crotti, giunto quinto assoluto, che solo un paio d'ore dopo si fa venire in mente un'idea delle sue: "Ci deve essere una tapasciata qui in giro, perche' non andiamo a farla?" Eh no, caro Matteo, la sola cosa che faro' nelle prossime 24 ore sono un bel bagno e una bella fetta di torta. E' il quinto compleanno del mio bambino e inevitabilmente la dedica di questa piccola impresa di questo suo folle papa' e' rivolta a lui. Auguri Mirko!

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