41a  MONZA RESEGONE - 23 Giugno  2001
TRIO CEREDA: COME SEMPRE!
Di Marco Stracciari

 Doveva essere una di quelle notti magiche, da raccontare ai nipoti davanti al focolare; e invece la 41esima edizione della Monza Resegone e’ stata in vari tratti un’autentica prova di sopravvivenza. Non tanto per il percorso, durissimo ma lo si sa, quanto per i polmoni dei partecipanti i quali hanno dovuto fare i conti con un traffico automobilistico davvero fuori dal comune. Soprattutto nel tratto Oggiono – Merate fin quasi a Calolzio, il serpentone di auto al seguito dei podisti si e’ mischiato all’abituale traffico del sabato sera rendendo rischioso e altamente “tossico” un buon tratto del percorso. Se si aggiunge che alcuni incroci molto trafficati non erano per nulla presidiati e i ristori regolari erano troppo pochi per una gara cosi’ lunga e dura, gli atleti hanno avuto i loro problemi per portare a termine questa atipica maratona.
Molti i ritiri, complici i disagi sopra elencati e il caldo, che ha attanagliato in una morsa letale gli atleti fino a Calolzio: alcune tra le squadre favorite per il podio hanno infatti alzato bandiera bianca: e’ il caso del team di S. Damiano guidato dall’inossidabile Giuseppe Mininno e anche la prima delle tre squadre dei “Gamber” di Concorezzo (Gualtieri – Crotti – Gianati) ha dovuto fare i conti con le varie crisi subìte lungo il percorso.
Un autentico boato ha invece accolto a Erve il trio capitanato dal Santalbinese Cosimo Della Torre; il quale, incurante della fatica, ha risposto elargendo baci e cinque alti al numeroso pubblico: lo spirito ideale per chi ha come obiettivo terminare la gara… e per lui si e’ trattato dell’ arrivo n.  20!
Nei piani alti della classifica tutto facile, come da pronostico, per il trio Cereda (Zenucchi – Casentino – Poletti) gia’ in vantaggio sul traguardo volante di Villasanta e al controllo di Erve. I tre favoriti hanno concluso la loro fatica in tre ore e quattro minuti, distaccando nettamente il team della Polisportiva Libertas Cernuschese, gia’ buoni secondi lo scorso anno.
Se quindi dal punto di vista tecnico c’e’ stato poco da dire, e’ quasi banale soffermarsi sull’ “impresa” compiuta da tutti gli altri partecipanti a questa massacrante gara notturna; universalmente riconosciuta come una sorta di “laurea del podista” dal movimento regionale lombardo, conseguita a pieni voti lungo i mitici sentieri illuminati a fuoco del monte Resegone, che ogni anno “accoglie” l’incessante screpitìo di centinaia di arditi della corsa.
Da raccontare ai nipoti…davanti al focolare!