26/9/2004 Monza -MI-

MEZZA DI MONZA
gioie e passioni clandestine
di Davide Orrera

Penso che quando qualcosa, qualsiasi cosa ti dia la scossa, ti prenda al cuore, non ci devono essere alternative, lasciati trascinare dalla passione e falla perche' reprimendo
il cuore a colpi di cervello si finisce con l'intristirsi e diventare "vecchi dentro".
E' seguendo questo principio che quando ho saputo che la nostra societa' era stata coinvolta nell'organizzazione di questa gara mi sono detto: ok, non c'e' problema, io corro lo stesso, i miei soci pensino cio' che vogliono, m'importa nulla. (un po' come Di Canio nel famoso rigore contro la Sampdoria).
Era il lontano '92 o '93 ed io, proprio nel parco dove costruisco le mie gare, esordivo sulla distanza della mezza maratona; fu l'ultima volta che i Road Runners di Milano organizzarono quella gara poi, dopo anni di oblio, la nostra societa' organizzo' la Stramonza ma quella era proprio organizzata da noi e vabbene tutto ma sarebbe stato proprio scorretto in quella situazione non dare una mano per correre.
Ma questa volta, visto che la cosa non era in mano nostra, ho seguito la passione, il ricordo di quella mia prima gara sulla distanza che mi e' sempre rimasta nel cuore e, un po' come chi festeggia le nozze d'oro o d'argento (ma non ci sono quelle di bronzo? ha ha) torna sul luogo della luna di miele, ho deciso di partecipare.
Unica remora morale che mi sono posto e' stata quella di non indossare la divisa sociale come a dire: " Ok, oggi corro per Davide e non per i Gamber". e' stato un po' come cercare di celare la mia clandestinita'.
Pronti via ed io ho messo circa 1'30'' prima di passare sul tappetino dello start e far partire il crono, ma non c'era problema visto che ieri non cercavo la performance ma solo di correre per circa 1h30' di fila, come non facevo da piu' di 2 mesi poi, per il primo chilometro, ho corricchiato ed a tratti anche camminato vista la bolgia che c'era dopodiche', intorno al secondo mille, noto davanti a me un tipo che corre bene, e' anche bello altino cosi' ho pensato che se andavo a prenderlo avrei potuto ripararmi un po' dal vento e cosi', piano piano, al km 5 e' avvenuto il ricongiungimento. Ho notato che era un triatleta ed all'inizio pensavo fosse anche straniero visto che sulla divisa di gara aveva scritto "tri london". dopo qualche Km mi ha chiesto che tempo volevo fare e quando gliel'ho detto e mi ha risposto "'sti cazzi!!!" ho capito che straniero non era.
Lui mi ha detto che aveva 1'34 e quando gli ho detto che se teneva quel passo l'avrebbe polverizzato non ci voleva credere; ho cercato di fargli capire che se non scoppiava intorno al 15 km era fatta perche' fino a quel momento (si era intanto intorno al 10km) stava andando benissimo e non tradiva segni di fatica.
Arrivati al famoso punto critico, addirittura, era lui che allungava ed io che lo andavo a prendere e all'ultimo chilometro pensavo proprio che mi andasse via, salvo poi riprenderlo agli ultimi 100 metri. Li quasi litigavamo perche' ognuno voleva far passare l'altro per primo sotto il traguardo cosi' si e' deciso di arrivare insieme per la mano.
Li' il momento piu' bello: il mio compagno di avventura, guardando il crono (1'28'') quasi impazziva di gioia, era felice come un bambino e non finiva piu' di ringraziarmi; la cosa mi ha fatto immensamente piacere, in tanti anni di gare e' la prima volta che mi succede, a me che sono una persona sensibile (chi mi conosce bene lo sa) certe cose toccano dentro per cui non posso che archiviare positivamente questa giornata e voglio dire: Grazie Massimo, la tua felicita' e' anche la mia, peccato quel pettorale....
Infatti il nostro caro triatleta aveva deciso sabato all'una di notte di venire a correre a Monza e cosi' ha corso anche lui da clandestino ed io ribadisco, peccato, una performance del genere (il personal best migliorato di 6 minuti) avrebbe meritato il crisma dell'ufficialita' ma per noi, animi irrazionali, "clandestino e' bello".
Ciao Massimo ed auguri per i Campionati Italiani di Triathlon di sabato; mucha mierda
(dicono porti fortuna dire cosi').
se vuoi farmi sapere come ti e' andata ed il tuo commento su questo pezzo:

d.orrera@tin.it

Alla prossima.

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