28.07.2002 - Adrara San Martino (Bg) (BERGAMO) - Campionato Italiano Amatori di corsa in montagna

Tra "stambecchi" e mattarellate
Marco Stracciari


Diciamo subito una cosa: circa 800 metri di dislivello ben spalmati in poco piu' di dieci chilometri sono abbastanza indigesti per chi non mastica di montagna. Se poi ci aggiungiamo che sono appena tornato dal Mare Egeo e che negli ultimi due giorni ho collezionato una serie di piccoli infortuni da record (e non sto qui ad elencarli), si capisce il motivo per il quale questi 10 chilometri senza respiro e senza appello sono diventati subito per me una bella tapasciata "contemplativa". Lungi da me quindi l'idea di misurarmi con i numerosi "stambecchi" che affollavano gia' dalla mattina presto la tranquilla localita' di Adrara S. Martino e allo sparo, avvenuto alle 9.30, sono partito piano piano verso i colli S. Fermo.
Il primo chilometro induceva ad andature da "pianura", ma noi delle retrovie non ci siamo fatti prendere da tanta frenesia e senza troppo sgomitare ci siamo fatti inghiottire dal bosco e da una prima mulattiera gia' molto ripida.
Purtroppo, dopo 3 km di ascesa, il primo brevissimo tratto in piano mi avvertiva che i miei numerosi doloretti, che credevo mi avessero miracolosamente abbandonato allo sparo, erano ancora vigili. Una forte fitta al quadricipite destro mi segnalava che forse era gia' ora di tirare i remi in barca.... e' vero che ero giunto fin li' senza alcuna velleita' ma e' altrettanto vero che finora non ho mai collezionato alcun ritiro e quindi, pianopianino, proseguo. Di nuovo salite, e che salite! C'e' chi cammina, chi cammina e poi sprinta di colpo per poi camminare di nuovo (a che pro?) e la mulattiera ci abbandona per fare posto ad una piu' gradevole carrozzabile asfaltata. Mentre i nostri "stambecchi" Alberto e Matteo sono ormai irraggiungibili anche alla vista, il resto della compagnia forma un trenino a pochi secondi di distanza l'uno dall'altro e cosi', al secondo rifornimento, Guido precede il sottoscritto, Gerardo e Cesare. Purtroppo pero' al suddetto rifornimento e' finita l'acqua e allora, come quei poveretti alla Maratona di Milano del 2000, raccolgo una bottiglietta usata da terra e mi disseto. Il caldo, nonostante l'altura, e' notevole ma la mia sofferenza psico-fisica e' mitigata da un panorama davvero notevole... quindi tutto come in tapasciata: compreso l'aspetto naturistico della corsa! Dopo il sesto chilometro l'irta salita lascia il posto ad un piu' accessibile sentiero e li' sento la seconda e piu' dolorosa fitta alla gamba destra. Il muscolo si arrovella su se stesso e allora e' veramente finita: tiro i remi in barca e mi faccio raggiungere e superare da Gerardo che ne ha ancora. Si esce dall'ultimo bosco e ancora panorami mozzafiato, mentre da lontano si ode lo speaker: buon segno, vuol dire che e' quasi finita, ma ancora una serie di tornanti ci separano dal traguardo.
Mi riprendo per un attimo e riprendo Guido ormai in chiaro affanno e "volo" (?) verso i tornanti prima e verso il traguardo poi, che taglio con un vergognoso 1h09' circa: altroche' campionato italiano, peggio che alle camminate di Sotto il Monte! E a proposito di peggio, il peggio deve ancora venire: l'organizzazione fin qui tutt'altro che impeccabile ha predisposto per il ritorno ad Adrara ben 3 (tre) pullmini da 9 posti l'uno per circa 500 atleti!! Volete sapere com'e' finita? Avete presente le vignette di Carlo e Alice che appaiono sulla Settimana Enigmistica? Nooo? Chiedete allora a Guido: anche lui ha passato una domenica alla "Carlo", tentando di schivare il mattarello della moglie!!

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