3^ MARATONINA DI CERNUSCO LOMBARDONE  -LC– 28 Marzo 2004


L’APPETITO VIEN … CORRENDO!
Di Marco Stracciari

E’ arrivato cosi’, senza chiederlo, sull’onda lunga della grande performance di Brescia, questo mio nuovo record personale sulla distanza dei 21,097 su un percorso non propriamente liscio e piatto e dopo una settimana passata seguendo uno stile di vita non propriamente da atleta, nonostante le performance in allenamento erano senz’altro piu’ che confortanti.
E in condizioni non propriamente ottimali per quanto riguarda lo stato di formamentis (il fisico invece c’e’) mi presento ai nastri di partenza di questa mezza maratona che due anni fa mi vide incauto protagonista di un risultato-beffa che gridava vendetta.
Il ritrovo al solito posto ci vede solo in due, Claudio e io: il "grosso" della compagnia e’ ai piedi del Cupolone a ribadire per l’ennesima volta uno stato di forma strepitoso.
E’ vicina, Cernusco Lombardone, poco piu’ avanti del termine della tangenziale est e la si raggiunge in pochi minuti. In pochi minuti ci si iscrive e in pochi minuti ci raggiungono altri "Gamber" a cominciare da Norberto e Signora e il Mario Raffanini, che appena tolti i punti per una recente operazione non ha voluto comunque rinunciare a presentarsi ai nastri di partenza.
Partenza alle 9.30 e subito uno strano sospetto: il primo mille corso a perdifiato a… 4’21???? Forse la macchina avrebbe bisogno di un impianto satellitare dalla voce suadente come quello di Pier o almeno un Tuttocitta’, ma dove si trova un Tuttocitta’ di Cernusco Lombardone?
Cominciamo bene: a grandi linee 150-200 metri in piu’ rispetto alla distanza.. ci guardiamo tutti negli occhi con un grosso punto interrogativo sopra la testa ma con la speranza di vedere accorciati i successivi chilometri in modo tale da sopperire all’errore. Errore: i restanti 20,097 km sono assolutamente esatti e allora teniamo conto del surplus (come se qualcuno lo avesse chiesto).
Appena il tempo di rendermi conto di dov’ero e che cosa stavo facendo e al 4° km, dopo aver corso i precedenti a ritmo primato, cominciano i guai. Un dolore lancinante al fianco (fegato?) e uno allo stomaco: "… vedi Marco a fare il pirla prima della gara? Adesso che hai voluto la bicicletta pedali e guai a te se ti ritiri.. tanto passa!". Questo e’ il messaggio che mi mandavo a mo’ di training autogeno per non venire soppresso dagli eventi anche se il crono continuava a segnare andature attorno ai 3.50 e su un percorso non esattamente piatto.
Finalmente, dopo essermi affidato ad una buona cinquantina di Santi del Calendario, al nono passa tutto e comincio davvero a correre come dico io, leggero e dinoccolato quanto basta e al passaggio al primo dei due giri previsti trovo anche il tempo e la voglia di salutare alcune persone a me arcinote. Automaticamente il crono scende, si va da una media sotto i 3.40 in discesa e attorno ai 3.45 – 3.48 in leggera salita e anche le posizioni in classifica scendono. Recupero posizioni su posizioni (la cosa mi fa piacere anche perche’ tante delle facce che incontro e che passo sono a conosciute), mi affianco a Ernesto, un gamber sicuramente piu’ veloce di me ma a corto di allenamenti, e al suo gruppo e poche centinaia di metri dopo lascio anche loro. Ormai i calcoli sono fatti: con un’andatura attorno ai 4’ al mille per il personale siamo a posto. E invece la stanchezza e’ lontana, il percorso diventa meno difficile e il crono non sale dalla media, ragion per cui pensare ad abbattere anche il muro dell’1.20 non sembra impresa impossibile.
E infatti taglio il traguardo, nonostante l’appendice iniziale imposta dagli incauti battistrada, in 1.19.40 e nemmeno stanchissimo, nonostante tutto.
Non mi reco subito allo spogliatoio, mi metto con Roberto ad attendere l’arrivo degli altri amici e poi tutti al ristoro, fornitissimo, per i commenti di rito.
In una giornata apparentemente perfetta doveva pur esserci una nota stonata: un 13° posto di categoria che sa di beffa se penso che con lo stesso tempo sarei arrivato 4° nella categoria precedente e 5° nella successiva.
Poco male, dopo solo due settimane da Brescia sinceramente non credevo e ora aspetto la controprova alla prossima, magari il 25.4 a Treviglio, una settimana dopo la maratona di Torino…magari dormendo qualche ora in piu’!

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