1° Mezza di Primavera – Paullo (MI) – 29.2.2004
“Una mezza fa … primavera”
di Marco Stracciari
Purtroppo impegni di lavoro mi impediscono di aggregarmi ai miei compagni dell’Arancia Meccanica che hanno fatto incetta di personali e premi in quel di Salsomaggiore e con Claudio, che gia’ avevo accompagnato a timbrare il personale a Cremona nell’ottobre scorso, mi accordo per partecipare alla prima mezza della nuova stagione.
Paullo e’ una piccola localita’ situata tra le provincie di Milano e Cremona famosa solo per aver dato il nome ad una strada statale che taglia in due il sud-est lombardo e proprio quella zona e’ incredibilmente baciata da un bello e tiepido sole che fa un po’ a pugni con le pessime condizioni del resto dello Stivale.
Arriviamo alle 8 a destinazione, il tempo di acquistare il pettorale in loco (passatemi un po’ di pubblicita’: a sole 3.50 euro una mezza artigianale ma perfetta per organizzazione: bravi gli amici del g.s. Zeloforamagno!), un salto alla pipi’ room e via, verso la starting line (che non c’era). E proprio li’ incontriamo gli amici di San Damiano, con Giuseppe gia’ concentrato per il suo solito garone di vertice e dietro i vari Walter, Mario, Moreno e Carmelo.
Decidiamo quindi di fare gruppo e di partire ad una andatura attorno ai 4.15, 4.20: per me, in vista di Brescia, deve essere solo un’allegra sgambata in compagnia e non di piu’. E invece… invece, tra una chiacchiera e l’altra (siamo o non siamo a Carnevale?) il primo mille finisce dopo 3 minuti e 55 secondi!! Claudio subito mi ammonisce e mi ricorda l’appuntamento che avro’ tra 15 giorni e io mi invento la scusa che questo e’ solo il chilometro di lancio; ma i successivi, chiacchierando e chiacchierando, non sono da meno e, come a Cremona; raggiungiamo gruppetti e li lasciamo poco dopo al loro destino.
In realta’ avevo in mente di tirarmi dietro Claudio per fargli migliorare il personale, baro dicendogli che di li’ a poco avrei rallentato l’andatura ma dentro di me maturavo l’idea di fargli passare una bella mattinata.
Piu’ di uno mi chiede da dove prendessi tutto quel fiato per correre, chiacchierare e anche cantare (con una buona intonazione direi)… “lo faccio per intrattenere il gruppo” e’ la mia risposta. E in questo gruppo rimane Walter, che pero’, all’11km esplode e rallenta di colpo.
Ci immettiamo nell’unico, lungo, tratto sterrato che presenta qualche insidia di base e un po’ di fango e pozzanghere, ma l’entusiasmo non diminuisce. Raggiungiamo un ragazzone lungo lungo che arranca senza pero’ farsi sopraffare dalla fatica e tutti in fila indiana percorriamo l’argine in asfalto del canale (il Muzza?).
Al termine di questo lungo rettilineo mi fermo e aspetto Claudio e gli altri ragazzi del gruppo, che mi tornano sotto in pochi secondi e ancora in fila indiana percorriamo un lungo tratto di provinciale prima di immetterci nuovamente nella campagna, prima percorrendo un breve tratto sterrato e poi tutto su asfalto.
Al 16km un addetto mi conta 32esimo e vabbe’, penso, fatto 32 facciamo 31 e allora comincia la mia vera gara. Lascio la compagnia e un Claudio che ormai ha il suo passo e comincio a mulinare le gambe ad andature inferiori ai 3’50 al km. Ne prendo uno, due, e nel tratto finale un terzo finendo con buona spinta e ottime sensazioni in 1h23.
Il tempo di bere qualcosa e ritirare il pacco gara che arriva uno stremato ma raggiante Claudio, che per 10 secondi, supera se stesso seguito dal ragazzone lungo lungo che, anch’egli raggiante, stringe la mano a me e a Claudio confidandoci che anche lui si e’ migliorato.
Fine della mattinata? Neanche per sogno: mi arriva una telefonata da Busseto dove un raggiante Guido mi delucida sulle straordinarie prestazioni degli amici nella terra di Verdi: ma perche’ il 29 febbraio arriva ogni quattro anni?