VERONA, 31/10/2004

Mezza maratona "la citta' dell'amore"

di Davide Orrera

 

E questa citta' si e rivelata anche a noi la citta' simbolo dell'amore ( per la corsa ) contrastato (dal tempo ), proprio come tra Romeo e Giulietta le cui famiglie, accecate dalla loro faida, ostacolavano il loro sentimento; ma basta con queste storie smelaniose, mi si e' gia' cariato un dente solo a scriverle e veniamo alla cronaca della gara:

Giunti a Verona veniamo subito accolti da scrosci d'acqua tali da far serpeggiare tra il popolo dei malcapitati podisti il dubbio sulla partecipazione o meno alla maratona e di rottarsi sulla mezza a mo' di test, tanto di maratone piu' avanti ce n'e tante, ma tra il dire e il fare c'e' di mezzo il pettorale e quando qualcuno vede il rivale di turno gia' pronto ad abbigliarsi da "battaglia " decide che, pioggia o no, i rivali vanno sempre e comunque affrontati, e' meglio essere battuti che rinunciare a battersi.

Cosi', nonostante la pioggia battente, tutti si buttano nella mischia; ci si cambia negli arcovoli del'arena ( mi sento tanto Russell Crowe nel gladiatore, manca solo il pubblico che grida "ispanico, ispanico") e l' si resta fin quasi alla partenza che viene posticipata e poi anticipata.

Riscaldamento zero e, alle 9 e 20 si parte; vorrei partire in sordina, ma due keniani di  quelli che dovrebbero giocarsi la vittoria restano attardati ed intruppati nel nostro gruppo, cosi' per un paio di minuti provo a stargli dietro e, mentre corro gli guardo le gambe: cacchio, le mie al confronto, sembrano quelle di un obeso e si' che io sono 60 chili scarsi!!! Quando i due Kip-qualcosa prendono la loro strada il mio ritmo tende ad assestarsi e mi ritrovo in un gruppetto dove, tra gli altri, c'e' una negretta con un passo niente male ( e neanche il fondo schiena ) che poi risultava essere, fino alla deviazione delle due gare, la terza della Maratona. cosi', correndo sotto l'acqua, si costeggiava il fiume Adige e si usciva dalla citta'. Non che mi stessi tirando il collo piu' di tanto, doveva solo essere un test nell'ottica maratona per me, e poi con quell'acqua e quel vento (si, c'era anche quello) dove volevo andare? verso il 10 km,pero' complici 2 bergamaschi dei quali uno ben piantato, ottimo per proteggersi dal vento, stacco il gruppetto della colored e mi accodo a loro, peccato che tra tutti e 2 mi sembra di essere in mezzo a Montero e Gattuso, ben due volte rischiano di farmi cadere, ed al ristoro il bestione dietro al quale mi riparo quasi mi scaglia la bottiglietta d'acqua in faccia. Al 12 km vedo davanti a me una faccia molto nota che non ho mai battuto ma non diro' di chi si tratta, gliel'ho promesso, e l'idea di prenderlo mi ingolosisce, cosi' incurante del vento mi piazzo davanti, mollo anche i due randellatori folli e vado a prenderlo, poi lo stacco e mi produco in un forcing di circa 4 km. Era una vita che in una mezza non provavo a correre, anche solo per un pezzo, sotto i 4'/km!!. Al km 15 lungo il fiume c'era il giro di boa e li, dopo aver constatato che il mio avversario non mi avrebbe piu' preso a meno che non mi fossi fermato al bar, commettevo l'errore disentirmi appagato, cosi' mi accodavo a tre, stavolta veneti, due dei quali facevano da lepre al terzo che doveva fare il personale ( scendere sotto l'1h 30' ), si vedeva che i primi due avevano un'altra cilindrata perche' chiacchieravano allegramente tra loro, cosi' mi affiancavo e mi inserivo nei loro discorsi, trotterellando e parlottando scoprivo che eravamo compagni di sventura calcistica ( anche loro interisti ), che anche loro stanno preparando Reggio Emilia e che anch'essi, quando sono venuti a correre dalle nostre parti si sono trovati male non tanto per l'organizzazione delle gare quanto per la scarsa e malevola partecipazione del pubblico agli eventi, cosa che da loro non suc-

cede, infatti nonostante il tempo c'era un sacco di folla a battere le mani a noi che correvamo. Corricchiando corricchiando si arrivava al 18. km e li' pagavo dazio del mio voluto relax perche' i due picchiatori bergamaschi mi riprendevano ed andavano via, ma io quando attacco a parlare con qualcuno non riesco piu' a staccarmi neanche se c'e' in ballo la medaglia d'oro alle olimpiadi e cosi' me ne sono rimasto coi miei simpatici compagni di viaggio ancora per un chilometro; li' quello che doveva fare il suo tempo faceva capire che con quel passo non ne aveva piu' e gli altri mi hanno detto di andare, se volevo, loro dovevano aiutare il loro compagno e non lo avrebbero mollato proprio li' dove la fatica presenta il conto, bravi cosi' si fa!!!

Mi lanciavo allora all'inseguimento del duo "menatuchepicchioanchio"ma ormai mancava poco piu' di un km e, complici anche le rampe nel castello, ( con le salite non ho mai pasteggiato ) non riuscivo nell'intento di raggiungerli e cosi', facendo anche un po' di passerella negli ultimi 500 m. dando un cinque qua e facendo un sorriso la' per la foto di un'immancabile gruppo di turisti giapponesi, tagliavo il traguardo in totale scioltezza, contento del mio test andato bene, contento del fatto di avere battuto il mio rivale e non solo: per la prima volta da che e' nata mia figlia ( 5 anni ) sono di nuovo riuscito a battere il mitico Ripa!!! dopo l'arrivo, al ritiro del pacco gara, ad un bergamasco dei due che menavano ho detto: "se questa era una partita di calcio a meta' gara ti era gia stato sbattuto in faccia il rosso " mi ha risposto non so cosa in dialetto, non ho risposto prima che cominciasse a picchiare sul serio!!!

Alla prossima

d.orrera@tin.it

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