2^ ZERMATTMARATHON -CH- 5
LUGLIO 2003
di Alberto Giardini
Erano mesi che aspettavo questo giorno, memore della 1°
edizione corsa sotto acqua e neve!
Già dalla mattina le sensazioni erano diverse; bel
tempo, clima fresco e la convinzione di poter fare una bella gara.
Dopo la colazione a base di "pasta" mi avvio verso la
partenza insieme ai compagni d’avventura Pier, Luca e Norberto dopodiché i
soliti rituali delle gare, quali consegna della sacca, le varie creme (con un
odore allucinante), foto ricordo e il riscaldamento; addirittura mi chiedono se
sono brasiliano (per via della maglietta con la frase:"orgulho de ser brasileiro").
La partenza è da orologio svizzero: alle 9.07 si parte
da St. Niklaus e si attraversa il caratteristico paesino tra un pubblico molto
partecipe.
I primi km scorrono veloci e si arriva a Randa, dove
nel 1991 è caduta una frana di 10 milioni di metri cubi di sassi e terra, ancora
molto visibile.
Le sensazioni sono buone, le gambe girano e i riscontri
cronometrici sono confortanti.
La città di Zermatt (1/2 maratona) è sempre più vicina
e si passa da una corsa quasi solitaria ad una corsa in mezzo ad un pubblico
caloroso (roba da non credere visto che siamo in Svizzera!) che incita dicendo:
"super", "op op" e chiamandomi per nome (sul pettorale c’era nome e cognome).
Il tratto in centro a Zermatt è molto emozionante, poi
lo speaker dice il mio nome alla mezza ma la gara praticamente inizia qui.
Dopo un buon passaggio alla mezza (1h40’05" con circa
500m di dislivello) inizia uno dei tratti più duri, però sono confortato dal
vantaggio di 5’ sulla scorsa edizione e dalla imponente mole del Cervino che
inizia a vedersi all’orizzonte.
Dopo il ristoro di Patrullarve (25,4km) vado in crisi e
perdo diverse posizioni, ma non mi lascio andare, mangio un pezzo di banana al
ristoro di Sunnegga ma il peggio deve ancora venire: dopo il 31° km arrivano i
tanto temuti crampi che mi terranno compagnia fino all’arrivo.
Finalmente c’è qualche tratto in discesa in cui riesco
a correre e si arriva a Riffelalp (36,3km) un luogo molto bello sotto vari
aspetti: un tifo spettacolare, una vista del Cervino stupenda e la banda che mi
dice "forza Alberto"!!!
Bevo coca-cola e mangio ancora un pezzo di banana uno
sguardo al panorama e si riparte per il tratto più massacrante: 6 km con una
pendenza media del 13%!
Ad un certo punto leggo un cartello con scritto foto a
100m e il primo pensiero è quello che bisogna riprendere a correre per avere una
bella foto!
Dopo la posa, il sentiero s’impenna e costeggia la
ferrovia, si passa in una galleria l’aria inizia a farsi più rarefatta e arrivo
poco dopo al km 40,6 all’ultimo ristoro, con un’accoglienza fuori dal comune!
Mi dicono:"cosa vuoi Alberto?"
Io:" coca-cola"
E loro:"coca-cola per Alberto"
Mancano meno di 2 km e non è ancora finita; infatti c’è
un tratto di rocce duro da superare e poi siamo ormai a "3000 m".
Ormai vedo lo striscione "Ziel" (arrivo in tedesco),
accenno uno scattino e quasi rimango sul posto per un crampo al polpaccio!
Passato l’arrivo ho le gambe a pezzi, ma inizio a
godermi lo splendido panorama a 360° su 29 cime oltre i 4000 m e sono contento
perché ho migliorato di 4’ il personale.
Il ristoro è un po scarso: le immancabili banane,
barrette, coca-cola e integratori.
Per arrivare alle docce bisogna camminare ancora e in
salita, ma ne vale la pena perché fare una doccia a 3000m è raro!!!
Mentre gli arrivi si susseguono, noi ne approfittiamo
per fare qualche foto alle alpi.
Alla fine siamo tutti stanchi ma contenti per aver
portato a termine una gara faticosa ma spettacolare, per il buon debutto di Pier
nelle maratone in montagna e per il podio italiano tutto "Gamber"; infatti
io,
Norberto e Luca siamo i primi 3 italiani a giungere al traguardo!