IVREA – 5 settembre ’04

27 edizione: CORSA DEI CINQUE LAGHI
di Marco Stracciari

Ed eccola una storia nuova. La mia, l’ennesimo infortunio, l’ennesimo recupero. Questa volta e’ stato un ginocchio ballerino a tradirmi, il solito. Come un vulcano: si spegne, dorme un po’ e poi si risveglia ed erutta fastidi e dolori. Combattero’ anche questo male come ho combattuto altri, con la stessa determinazione e voglia di recuperare e di ritornare ad essere un di "loro": l’ "Arancia Meccanica", ovvero quei ragazzi terribili vestiti di bianco-arancio che comprano le S.W. per metterci dentro i premi delle gare, non le valigie per le vacanze.
Oggi sono tornato ad essere uno di loro. E la S.W. dedita al trasporto premi oggi era un po’ piu’ piena.
Teatro di tutto cio’ Ivrea. I miei compagni di avventura c’erano gia’ stati e Matteo, senza nemmeno troppo sforzarsi, mi ha convinto che poteva essere lo scenario giusto per una mia rentrée ufficiale.
Gara lunga, tutta su e giu’, un po’ di asfalto e un po’ di sterrato ma un paesaggio splendido e i cinque laghi che, sornioni, aspettano e poi vigilano sulle mie deboli articolazioni spingendomi silenziosamente tra le stradine dei boschi circostanti.
La sveglia prestissimo, una cosa che la domenica mi mancava, il rituale caffe’ al solito bar e poi la MI-TO e poi Ivrea. La squadra e’ quella "tipo" o quasi e io sono contento e orgoglioso di farne parte. Uno sparo, il terzo in quattro settimane e la consapevolezza che "si puo’ fare", perche’ una settimana prima, a Missaglia, l’ho "fatto". E allora perche’ non "farlo" anche qui?
Non vedo piu’ Matteo… Guido…Pier.. Giorgio… ma vedo Gerardo che mi accompagna (o io accompagno lui?) per la prima meta’ del tracciato. E’ il suo tracciato, non c’e’ dubbio: quelle gambe nerborute e lunghe quanto basta per farlo arrampicare senza affanno e per farlo rotolar giu’ come un "residuo d’inferno".. li’ che di residui per il mio piedone-spoiler ce ne sono fin troppi!
Poi mi saluta, in una salita anche lei d’inferno che solo lui, su 6 atleti in fila, riesce a correre per intero. Non cedo, non mollo, la compagnia si sfalda e magicamente ritorna compatta, mi scappano atleti che poi riprendo, mi si affiancano atleti che poi scompaiono dietro una siepe o un anfratto o.. anzi no: eccoli di nuovo. Gente stravolta che cammina e la prima donna che accompagno tra il bosco per poi salutarla sull’asfalto, mio amico. E un mio amico la’ davanti da raggiungere: Guido chenonvedevopiu’ l’ho raggiunto…. Come soffre quelle discese da "prendere" come un "residuo d’inferno", si blocca e allora non ci sono incitamenti, non ci sono pacche o spinte.. e saluto anche lui. Il Pier ormai e’ dietro secco, lui fa sempre cosi’ per poi mascherare le sue folli sparate con frasi tipo "ho fatto un fartlek"… "ho perso troppo peso".. "le Generali hanno perso il 2 per cento".
E il Gera? Con Giorgio, altro specialista degli irti colli e dei sentieri tutti "residuo d’inferno".
Arrivo e la solita scena: mani all’orecchie per sentire l’applauso dei presenti che comunque si fa sentire e una posizione dignitosissima in classifica.. in mezzo ai ragazzi terribili "in casacca bianco-arancio" come si diceva una volta. E una dolce attesa: tutti a premio oggi i ragazzi terribili dell’"Arancia Meccanica"!
Matteo non aveva fatto molta fatica a convincermi… non sbaglia un colpo, una previsione, una strada, una gara. L’ho ascoltato e oggi sono nuovamente uno di loro.. un ragazzo terribile "in casacca bianco-arancio" e, scusatemi la presunzione… ma me ne vanto!

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