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Roncola di Treviolo (BG) – 8.1.2006 3° Maratona sul Brembo
SULLA “BRECCIA” DELL’ONDA di Marco Stracciari
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E’ vero. Il detto originale sarebbe un altro ma dopo quasi cinque ore davanti ad un microfono puo’ sfuggire anche questo. Erano passate quasi cinque ore dalle prime parole profuse dall’istancabile Fabio Rossi e una storpiatura di questo tipo gli puo’ essere anche perdonata. Anzi, l’ho presa in prestito per titolare questa breve cronaca di una gara che mi ha visto solo nei panni di spettatore-tifoso.
Tifoso dei tanti amici che hanno partecipato a questa semplice ma bella manifestazione, tifoso della persona che amo e che mi ha sbalordito ancora una volta. Non si allena mai, passa le vacanze mangiando e bevendo come e piu’ di altri, indossa le scarpine e corre (non sempre, ma corre) una maratona nettamente sotto le cinque ore. Come fara’ non lo sapro’ mai ma so che ha compiuto l’ennesima piccola impresa.
E gli amici? Ne ho incontrati tanti come mai avrei pensato li’ a Treviolo.. ero nei paraggi per correre una 20km di quelle senza tempo, attorno ai castelli di Ghisalba e, una volta terminata la mia piccola fatica, l’occasione era ghiotta per andare a sostenere chi quella mattina doveva sostenere una fatica ben maggiore della mia.
Correvano anche tre degni rappresentanti della mia societa’: Pier, che giungera’ ottimo 13° e poi Mario e Paolo, che daranno vita all’ennesima sfida interna vinta questa volta dall’intramontabile Mario, classe 1939 e tempo sotto le tre ore e tre quarti.
La formula e’ semplice ma divertente: correre come criceti attorno ad un percorso di poco piu’ di 2km per 20 giri e la maratona e’ fatta, anche se tra il dirlo e il farlo…
Non ho mai corso una manifestazione di questo tipo: la trovo monotona e i sorpassi (si tratta comunque di un percorso dislocato su di una pista ciclabile) quanto meno difficoltosi, visti i numerosi doppiaggi che chi come me affronta la distanza in un tempo attorno alle tre ore.
Ma chi l’ha corsa mi dice che comunque non e’ cosi’: i continui e repentini passaggi, l’incitamento dei presenti, la musica e la voce senza fine di Fabio mitigano la monotonia di un percorso steso in campagna e i suoi 20 giri.
Contenuti tecnici? Praticamente assenti: Il dominio di Zenucchi, che a volte passa in compagnia di Togni (che effetto vederli insieme durante una maratona), la sfida dei due Gamber, Pier con l’immancabile i-pod da maratona, il cappellino bianco di Fabio e il Vichingo con il Re Leone a fargli ombra (o viceversa) e quest’ultimo che reclina verso destra la criniera, segno di una forma tipica del periodo post-natalizio. E Achille, che compie 100 maratone, i sempiterni Zucchinali e Dellapiana, profeti in patria e Nerino, che non ne perde una e le corre tutte con lo stesso tempo e…
E Sabrina con al fianco Mario Liccardi, gabbiano che vola troppo veloce per lei… e infatti lui emigra verso giri piu’ veloci e lei che emigra prima alla sua destra, dove ci sono io a sostenerla ( e ad ogni giro la breve sosta per un bacio), poi a destra dove il lungo bancone dei ristori l’attende passaggio dopo passaggio.
Forse sara’ noiosa per chi la corre (o forse no, dipende dai punti di vista) ma sicuramente e’ divertente per chi la vede ed infatti il pubblico e’ numeroso nella zona del traguardo dove Fabio la fa da mattatore assoluto spendendo una parola buona per ogni maratoneta, un incitamento e perche’ no, qualche spiritosa battuta che fa bene alle gambe e soprattutto allo spirito.
Ovviamente con un percorso cosi il lato tecnico della gara viene un po’ a mancare, come gia’ detto, ma per una volta chissenefrega: tanto vince Zenucchi con un tempo relativamente alto per lui, come da pronostico, mentre la gara femminile e’ piu’ combattuta, anche se nessuno se ne accorge: tanto ogni 8-9 minuti passano tutti, velociraptor e tapascioni insieme, Zenucchi e Togni, Sanna e… Tricarico.
E per dare un po’ di colore a questa mia presenza (nel vero senso della parola) mi faccio truccare da un paio di ragazzine- animatrici li’ apposta: un pagliaccio per stupire, far sorridere Sabrina e per lenirle, anche solo virtualmente, la fatica.
Gli arrivi si susseguono e nemmeno me ne accorgo: un momento prima corrono e un momento dopo sono gia’ li’ a commentare la propria gara: arriva Zenucchi con ancora i talloni che gli toccano i glutei, arrivano gli altri (quelli piu’ forti) e via via tutti… Il Pier che dopo aver passato la mezza in un clamoroso 1h23 conclude in 2h58 aumentando il tempo lasciato al ristoro giro dopo giro. E poi Il Vichingo e il Re Leone mano nella mano, dopo che uno stacca di due metri l’altro e il giro dopo viceversa… poi, dopo circa un’oretta il Mario che si bulla di aver fatto mangiare la polvere al povero mio concittadino Paolo, con la promessa di ricordargli questo suo exploit almeno per un anno.
La ciclabile del parco a poco a poco si svuota, se ne va anche Luchino, che rimarra’ a lungo con me a fare da improvvisata “claque” a questi cricetini con le scarpe di gomma e Castagna, che si e’ ritirato da tempo con la scusa di un ginocchio arrugginito.
Rimane Sabrina con i suoi estemporanei amici:, soprattutto con un signore che, alla faccia della tecnologia imperante, porta in una tasca una vecchia radiolina di quelle che usavo io da piccolo quando, la domenica dopo le tre, mi auguravo di ascoltare una voce che diceva: “Scusa Ameri, scusa Ameri; a San Siro il Milan e’ passato in vantaggio con un gol di Pierino Prati…” e il suo possessore, dall’eta’, e’ proprio uno che i vari Pierino Prati dovrebbe ricordarseli bene.
E truccato da clown mi viene in mente di percorrere l’ultimo giro della fatica di Sabrina, insieme a lei, per un arrivo mano nella mano in compagnia dei suoi nuovi gabbiani, dopo il tradimento del Liccardi.
Quattro ore e quarantaquattro dice il display e questa prima fatica dell’anno di Sabrina e’ terminata. Come? Ovviamente con il minestrone-party, un panino al salame, un bicchiere di vino e un goccetto di grappa: l’enervitene puo’ attendere come puo’ attendere il carbone: oggi la befana porta solo dolci ai Runners Bergamo, grandi nel saper organizzare questa piccola-grande gara!