|
9/11.Giugno 2006 Misano Adriatico -RN-
CAMPIONATI ITALIANI INDIVIDUALI E STAFFETTE MASTER di Carlo Pupeschi |
Della serie non solo maratone e ultra.
Imboccata oramai la via della ricerca a nuovi stimoli, ad inizio maggio decisi di partecipare ai campionati italiani masters in pista, che si sarebbero tenuti a Misano Adriatico tra il 9 e l’11 giugno presso lo Stadio Santamonica, dilettandomi nei 5.000m.
Il mese di maggio è volato, tra una ripetuta e l’altra, cose che non facevo da almeno due anni, tentavo di riacquistare quella “velocità” che mi avrebbe permesso di non arrivare ultimo nella prova che mi aspettava l’11 di giugno.
In una gara test, campionato provinciale, tenutasi a fine maggio, sulla pista del centro sportivo di Cesano Boscone (ahh la mitica Gold Marathon…), finì i 5.000m al 4^ posto con 18’16’’, il che mi lasciava un filo di speranza nel poter di nuovo scendere sotto i 18’ come nel 2001 e 2003 (muro che per me è l’equivalente delle 3h in maratona, infatti nel 2001 feci 2h59’).
Nelle settimane successive gli allenamenti proseguirono sempre meglio, e i 3’30’’ al km diventavano un ritmo sempre più famigliare, ma l’euforia di queste belle sensazioni si è spenta il martedì precedente la gara: torno a casa dall’ufficio con un fortissimo mal di testa, provai la febbre e misurava 38°C, febbre che mi rimase addosso per due giorni e, fino a venerdì, mi ha assillato un senso di spossatessa che mi ha reso sicuramente meno brillante di come ero fino a lunedì.
Oramai era tutto prenotato: l’albergo, la gara, la preziosa compagnia dei miei due amici Stefano e Maurizio, così il sabato mattina partiamo alla volta di questa nuova esperienza.
Misano Adriatico si presenta poco animata, è normale siamo ad inizio Giugno, il clima è fresco e fa ben sperare per lo svolgersi della manifestazione, iniziata il giorno prima.
L’affluenza alle gare, è discreta, moltissimi partecipanti dal lancio del disco ai 400m, poi man mano che le distanze salgono i partecipanti calano; mi hanno impressionato questi due estremismi: nei 10.000m MM35 solo 2 partecipanti, mentre le categorie dove si è rilevata la più alta percentuale di partecipanti è stata dai MM60 ai MM80 anni, evidenziando una caparbietà strabiliante (per dover di cronaca, tra le tre gare che hanno disputato e vinto, cito Luciano Acquarone, MM75, che ha corso i 10.000m in 41’21’ stabilendo il nuovo record del mondo, e Sergio Agnoli correndo i 5.000m nei MM80 in 23’23’’).
Il compito di rompere il ghiaccio in questa trasferta è toccato a Stefano, alle 19:30 pronto allo start dei 5.000m MM35 di marcia, terminato con un dignitoso 27’25’’, ma il tempo ora non conta, lui da qui riparte per rientrare ai suoi livelli.
Dopo aver visto i 1.500m, la serata si è conclusa in pizzeria per poi filare subito in albergo, cercando dormire il più possibile (nella notte arriverà un lieto sms di incitamento dal nostro Mauro, che si trova per lavoro in Australia, sms che ci fa sentire sempre più vicino a questo nostro coraggioso amico e compagno di allenamenti).
Alle 8 siamo già allo stadio, accompagnati da un’ ottima condizione meteorologica (frescura e cielo coperto), Maurizio parte alle 9:15 e conclude con un ottimo 5° posto nei MM50 in 17’14’’ , anche lui un po’ lontano dai suoi livelli ma il tempo di allenarsi è quello che è, sono sicuro che si rifarà.
Mentre lui arriva, io inizio il mio riscaldamento di 20 minuti, le sensazioni non sono male, dopo qualche allungo mi cambio, faccio la spunta al gazebo Fidal e via, i tredici MM35 sono in pista.
La partenza mi ha spaventato sin da subito, i primi 800m sono ultimo e distante almeno 50m dal 12°, questi due giri sono sul filo dei 3’25’’ al km, mi rendo conto che devo fare la mia gara e di certo non posso continuare con questo ritmo, e così mi posiziono sui 1’27’’/1'28’’ al giro come prefissato, e nei primi 3 chilometri riprendo i tre davanti a me, tutta la gara ho cercato di mantenere la mia 10° posizione, il 9° era troppo lontano per averlo come riferimento e stimolo (infatti ha chiuso in 17’39’’) e così negli ultimi due mille mi sono un po’ perso via.
Termino con un mediocre 18’28’’, speravo in un crono migliore ma sarà per le prossime volte.
La gara è stata di ottimo livello, i primi sette hanno corso tra i 15’37 e 16’59’’.
Una piccola riflessione la faccio a freddo, e quando penso che fino alla fine di aprile stavo preparando il Passatore non posso recriminarmi molto.
La prossima? La Monza-Resegone il 24 giugno, e poi chissà….pista o no, fino alla fine dell’estate?