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Cremona 15 Ottobre 2006 5^ Maratonina di Cremona LA BRIGATA TAPASCIONA ALLA CONQUISTA DI CREMONA di Massimo Bertarelli |
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Le prime ombre della notte avvolgono un silenzioso e sinistro maniero fortificato. A poca distanza le dolci e verdi colline brianzole sono coperte da nuvole nere e minacciose che avanzano cariche di pioggia verso la pianura lombarda. Il vento che le sospinge si infila sibilando in ogni fessura della rocca. In un ampio e spoglio stanzone la luce tremula e fioca delle torce proietta sul pavimento in pietra l’ombra di un gruppo di cavalieri avvolti nelle loro lunghe e nobili vesti. C’è silenzio nella stanza, il silenzio che preannuncia l’imminenza di un’importante decisione.
Antonio, il Cavalier Anziano, ha appena ammonito i suoi fidi: “O miei prodi (intesi come arditi, non il maratoneta imperatore del “Romano” Regno) l’impresa è ardua, non certo scevra di periglio”.
E volge lo sguardo fissando ad uno ad uno i suoi amati Cavalieri. Nei loro occhi legge solo coraggio e determinazione.
Il Cavalier Sciancato, valente cerusico, sfiora l’elsa della sua spada tagliente come un bisturi.
Il Cavalier Gianluca, podestà del maniero, si passa la mano destra sull’ispida barba che nasconde le cicatrici di mille battaglie.
Il Cavalier Fabio, stratega illuminato, pregusta il trionfo tattico che sbaraglierà il nemico.
Il Cavalier Daniele, tesoriere saggio ed oculato, sta già sognando di affondare le mani nei forzieri nemici.
Il Cavalier Massimo, pazzoide guerriero dal cuor gentile, dopo aver condotto i suoi baldi alla conquista di rocche ben più fortificate alza il braccio destro ed esclama: “ Miei valenti cavalieri, è giunta l’ora. Colgo nei vostri sguardi la stessa fierezza e lo stesso ardore di sempre. Orsù, leviamo alte le nostre spade. Per il Regno di Brianza, siete pronti VOOOIII?”
Un possente siiiii riempie la stanza e riecheggia nella deserta corte.
“E sia, con voi miei fedeli partirò alla conquista del feudo Cremonese. A voi onore e gloria, e turun e turass. A me lasciate i …….tetass!!”.
E’ l’alba di una bella domenica d’inizio autunno quando la Brigata scende sul sentiero di guerra. In groppa ai loro fidi destrieri meccanici i nostri eroi, con le famiglie al seguito, si mettono in marcia. Daniele e Massimo conoscono molto bene quella zona perché in gioventù hanno impalmato due sorelle originarie della zona, fuggite da piccole con la famiglia verso la grande metropoli in cerca di……quei due polli che si sarebbero fatti accalappiare, e dopo anni e anni passati ad onorare il rito “facciamo un salto al paesello?” Cremona e dintorni sono la loro seconda casa.
Zii, parenti e cimiteri vari non hanno più segreti per i nostri, e con una mezza maratona in loco non vuoi cogliere l’occasione per tirare in ballo tutto il parentado?
Cominciammo a parlarne ai primi di Settembre: dopo qualche giorno, per la nostra arzilla suocera ottantenne (AUGURONI Santina, con tutto il cuore), eravamo già iscritti e stava pianificando lei tutto l’evento!!. Il cugino del paesello accolse la notizia con un “cusa fan chi du sémi là, i vegnen chi a cur? Roba de rid”. Una parente ha un’osteria proprio in centro e senza saperlo ci stanno già organizzando il pasta party. Io all’epoca non avevo ancora fiatato in casa su cosa avevo intenzione di fare la settimana prima e, come vengo a sapere dalla mia dolce pulzella di cosa si sta tramando alle mie spalle, comincio ad arrampicarmi sui vetri. Il ciarliero Daniele, sull’onda del suo fresco entusiasmo podistico, aveva fatto solo un accenno: figurati, quelle donne li come sentono nominare la loro Cremona “i capisen pù nient” e in men che non si dica ci avevano, come al solito, incastrato.
Però dai giorni della riunione segreta di tempo ne è passato ed i nostri eroi devono fare la conta perché tra contusi e feriti la Brigata è ridotta all’osso.
Il Cavalier Daniele si è immolato (un ginocchio) nella conquista della micidiale rocca monzese, mentre nelle retrovie della pattuglia tentava di resistere ai contrattacchi…..alla seconda curva di Lesmo, ma sarà comunque presente anche se non pugnante ma fotografante.
Il valente cerusico Marco, fiaccato dagli assedi durati ben 42…km alla capitale sabauda ed a quella lombarda, è andato a cercare ristoro e refrigerio nelle lontane lande teutoniche.
Il Cavalier Fabio, patito di un passatempo chiamato “calcio fiorentino” all’ennesimo tonfo della sua “beneamata” pensa bene di prendere a calci una scala nelle segrete del suo maniero rompendosi un mignolo: ma stoico come solo gli interisti sanno essere non vuol rinunciare alla tenzone.
Il Cavalier Gianluca in una delle sue ultime scorribande si ammala di febbre gialla e, devastato da salassi, pozioni e sulfumigi, si concede una dolce guarigione contornato dalla sua numerosissima prole.
Il Cavalier Anziano ed il Cavalier Massimo, anche se in condizioni pietose dopo il “ lungo sogno” milanese, saranno in prima linea durante l’assalto: ma mentre uno è li per spirito di gruppo all’altro…”gli tocca”.
Ma quando la tenzone sembra terribilmente compromessa giungono, insperati, i rinforzi.
Solo una settimana prima, nella battaglia meneghina, la Brigata si era arricchita di un valido elemento. Una fanciulla gentile d’aspetto e nobile d’animo, ma fiera e temutissima combattente, entra a far parte del gruppo e decide di scendere anche lei in battaglia al fianco dei suoi Cavalieri. L’ardita è una vera furia, basti pensare che si tratta di Sabrina la famelica “Bagheera, la pantera di Gorgonzola”. Ed immancabile la scorta il suo fid(anz)ato e temutissimo scudiero Marco, il terrificante “mulinatore d’arti” la cui sola presenza intimorisce il nemico.
Ed ora che ci siamo tutti vi racconto com’è andata la battaglia, oops scusate, la gara.
Sapete come si fa a capire che sarà una giornata da incorniciare? Alle 7.45 prendete la Paullese, passate Truccazzano e trovatevi di fronte il sole, una palla enorme e rossa a darvi il benvenuto: uno spettacolo fantastico.
Sapete cosa dovete fare per passare una mattinata di sport ad un livello eccezionale? L’anno prossimo venite a correre questa gara. Se siete lenti nel decidere pagate 15 Euro per avere tutti i servizi, ma proprio tutti, ai massimi livelli possibili; una partenza con le note di una fantastica canzone dei Queen che vi fa ballare e vi da’ una carica bestiale;un percorso bello, rilassante e se siete dei veri atleti molto veloce;un pacco gara straricco; una medaglia stupenda coniata apposta per l’evento; un arrivo in una piazza bellissima con tanta gente ad applaudirvi ed uno speaker da brividi; un ristoro finale incredibile e se non vi siete ingozzati abbastanza anche un buono per il pasta party. Ed i vostri soldi, tutti, vengono devoluti in beneficenza.
Sapete cosa dovete fare se volete divertirvi? Ormai, purtroppo, continuare a leggere perché quello che abbiamo combinato oggi è stato e resterà unico.
Durante la settimana avevo lavorato su due idee: non volendo assolutamente correre una gara nel vero senso della parola, ma solo divertirmi alla grande dopo le emozioni e le frignate della Maratona di Milano, pensavo di fare un finale di quelli da ricordare per me e per gli amici Brigatisti. Quello che volevo fare io lo avevo studiato benissimo, più difficile sembrava riuscire a coinvolgere gli altri. Volevo organizzare un comitato d’accoglienza molto particolare per la nostra Pantera Sabry, cosi chatto con Marco anticipandogli qualcosa. Ci incontriamo prima della partenza, gli racconto cosa ho in testa e decide con gioia di essere dei nostri. Il suo unico problema è, che essendo un atleta vero e non un tapascione come noi, dovrà attendere una buona mezz’ora prima di vederci arrivare. Antonio e Fabio però non sanno ancora niente, anche se preavvisati che qualcosa bolle in pentola. Alla partenza Sabrina è con noi, ma dopo un po’ si stacca e con Antonio e Fabio corriamo tranquilli chiacchierando di tutto ed infischiandocene alla grande che stiamo andando come lumaconi. Fabio corre con il dito non ancora completamente guarito dalla frattura, però non sente grossi fastidi e cosi decidiamo di correrla tutti insieme. Molto presto comincio ad entrare in clima stupidera con i miei soliti ed infruttuosi abbordaggi di atlete, tra me e Antonio volano spugnate, a Fabio continuo a strizzargliele nel coppino, Antonio prende una bottiglietta d’acqua ed anziché berla la usa per farmi la doccia. E mentre i keniani stanno quasi arrivando al traguardo noi siamo si e no al 12^ km. Per Fabio la lunga assenza dalle corse incomincia a farsi sentire vicino al 18^ km, mentre Antonio si produce in un breve allungo per sciogliere un po’ le gambe. Da dietro, zitta zitta, quatta quatta ci raggiunge Sabrina. Dato che a lei noi quattro maschietti volevamo riservare una bella accoglienza all’arrivo, il suo recupero scompagina un po’ il piano. Fabio, ormai a conoscenza di quanto volevamo fare e non in grado di tenere il ritmo, mi fa un gesto con la mano per dirmi di andare. Passo Sabry le racconto una stupidata ed incomincio a correre sul serio. Prendo Antonio, lo avviso del contrattempo e lui mette giù il crapone ed accelera. Che forza il mio socio, sa che per riuscire nel piano dobbiamo arrivare almeno un paio di minuti prima di lei ed allora innesta il turbo. Come vedo il cartello del 20^ km gli dico qual è l’idea per il nostro arrivo. Pensavo di farlo da solo, ma sono con lui ed in due sarà uno spettacolo: mi ascolta e sorridendo mi dice “Max, ma sei proprio scemo!” Ci facciamo passare da qualche runner perché ci serve un po’ di spazio e come arriviamo in Piazza del Duomo cominciano i fuochi d’artificio. Fabio Rossi ci vede ed urla nel microfono l’arrivo dei Gamber i quali di colpo si girano all’incontrario e percorrono il rettilineo d’arrivo in retrorunning: La Piazza esplode in un applauso ma nessuno poteva immaginare che la “genialata”, quella vera, doveva ancora cominciare. Mancano 5/6 metri all’arrivo e di colpo ci fermiamo, ci inginocchiamo sul tappeto rosso e tra applausi e risate tagliamo il traguardo nel più fantastico e mai visto arrivo in retrorunning a….gattoni!
Non abbiamo molto tempo per la seconda parte dello spettacolo, fortunatamente Marco è li in zona e ci raggiunge. Come spunta Sabrina noi tre ci inginocchiamo proprio dietro al traguardo, braccia in aria ed al suo arrivo le regaliamo un inchino degno di una principessa.
E quando arriva Fabio siamo in quattro nella stessa posa, parte un “Ooooooooooh” e l’inchino finale è il degno coronamento per una grande prova di volontà e tenacia.
E poi sotto con le foto, gli abbracci con le mogli, l’intervista come se fossimo dei campioni.
Cremona è conquistata, si ricorderanno a lungo di noi.
E concludiamo questa splendida giornata andando ad occupare con armi e bagagli e mogli e figli un’osteria locale dove la festa e le “magie del Mago Massimo” per la dolcissima Lara, la bimba di Fabio, continuano per un altro paio d’ore.
Questo che avete letto è lo spirito che anima questo “inguardabile drappello”: il destino ha voluto farci incontrare, questo regalo ce lo teniamo bello stretto.
Ma la Brigata non dorme sugli allori: tra quindici giorni si torna finalmente a respirare la bell’atmosfera del circuito Corrimilano, c’è il trofeo Montestella e li ci sono punti in palio e classifiche da onorare. Oggi siamo stati dei tapa-demenzial-turisti, ma attenzione a voi runners padani: tra due settimane dissotterriamo l’ascia di guerra e conciati come siamo……….speriamo di non tagliarci.
Alla prossima.