Sesto San Giovanni -MI-, 19 Novembre 2006
 


2a "Alpin Cup"

ERAVAMO QUATTRO AMICI AL BAR...

di Marco Stracciari

 

  

 

Scorrono nella mia mente le immagini di questa bella mattinata nel cuore del Parco Nord di Sesto e non posso non fermare i "frames" di questo film sui tanti momenti in cui, Guido e Tommy, mi hanno accompagnato in questa lunga cavalcata verso l'arrivo.
Eh si, sono stati proprio loro il "valore aggiunto" di questa mia ultima fatica. Fatica vera, tenendo conto che, a dispetto del paesaggio tipicamente padano del Parco, il percorso prevedeva una notevole serie di cavalcavia, ponti, sterrati, curve... tutto cio' che non servirebbe ad agevolare una buona prestazione cronometrica e a spezzare fiato e gambe di chi non ne ha.
Un test pre-Reggio iniziato il sabato precedente, con Luchino gradito ospite vitto/alloggio a casa nostra; una cenetta nientediche' perche' domani e'  gara, e un divertente film in DVD prima della buonanotte (senza bacio!).
Poi, con Roberto "superclick", Guido e Claudio ci dirigiamo verso questo meraviglioso polmone verde incastonato tra autentiche "icone" del degrado metropolitano che sono Sesto, Cinisello e Bresso. E li' incontriamo altri tanti amici: sembra una sorta di campionato Mi/Co/Lc/Bg di mezza maratona; quelli forti ci sono tutti o quasi e sinceramente mi rattrista non vedere Matteo scorrazzare tra i vari Copes, Jacoboni & c.
C'e' uno strano clima da ultimo giorno di scuola: sento tutti che non la vogliono "tirare" prendendo varie giustificazioni come buone: "Troppo dura, non si fa il tempo...", "sono poco allenato...", "ho corso una maratona un mese fa...." e anche Sabrina si fa contagiare da questo strano approccio.
Abbiamo corso insieme mercoledi' e sinceramente, dopo un inizio in sordina, mi sembrava avesse il passo giusto per affrontare questa fatica ma lei e' cosi', non si vuole addossare responsabilita' per poi stupire tutti con l'ennesima sua impresa.
Allo sparo, buona partenza. Siamo davanti e la cosa ci permette di stare nelle immediate vicinanze dei primi per ben sette-ottocento metri, fino a quando una discesa compie il primo vero break tra i vari gruppi. E il mio, di gruppo, che gia' non vedo piu': mi trovo con la terza donna ma la stacco subito, con la seconda.... idem, poi con la prima e sento Guido (con un parziale di 3'23 nell'ultimo mille) e Tommy che mi vengono a prendere e la prima idea e' quella di stare col gruppo della capofila del gentil sesso e tirarla fin dove si puo'. I due gruppi si fondono in un unico gruppone con alla testa me, Guido e Tommy. Sembriamo avere un altro passo rispetto ad alcuni subito dietro e infatti il gruppone si spezza in due tronconi e rimaniamo, al termine del primo giro, in 7-8 elementi.
Intanto si ride, si scherza, si sbaglia addirittura strada per poi rientrare con uno scatto bruciante (starring: io e Guido), e si fanno nuove amicizie. C'e' un tipo, con noi, che conosce il percorso a menadito e ce ne racconta la storia, oltre che soffermandosi sui vari aspetti tecnici.
E mentre il nostro estemporaneo "Gaetano Coppi" ci racconta, in breve, la storia della sua vita (un P.B. sulla mezza di 1h15, due gemelle che ne hanno limitato la carriera...), Tommy lo soprannomina  "mamma".... e sara' la nostra "mamma" per il resto della gara.
La "mamma" (o il quarto amico al bar) e' l'unico del gruppo che ha il fiato per scambiare quattro chiacchiere anche perche', viaggiando a 3'53 di media, non e' facile mettere insieme una frase di senso compiuto. Guido e Tommy, pur con fatica (non certo derivante dall'andatura), parlano e parlano e io mi limito ad annuire o a rimproverarli quando sento che "strappano", non accorgendomi che in realta' sono io quello davanti e sono io il primo a voler "scappare". Mi prendo i loro "vaffa....", incasso e rientro nei ranghi.
E il primo giro che scivola via in 41'20, senza un real time da confrontare per via di un'organizzazione che ha previsto tutto (e bene, direi) tranne l'uso (in questo caso superfluo) del chip. Ma poco male, essendo partiti davanti il tempo ufficiale e' questa volta molto attendibile anche come realtime.
Degli altri, pero', nessuna traccia. Gerardo, che era accreditato come il piu' in forma, fin dall'inizio non ne ha voluto sapere. Claudio ha assimilato piu' di ogni altro il clima da "ultimo giorno" e gia' pensa a come battere Ardemagni e soci alle prossime campestri e Norberto che, al rientro dopo mesi, si accontenta di un buon crono e nulla piu'.
Ma la compagnia, quella della "mamma" and friends, si e' tanto coesa che, pur aumentando i ritmi, non se la sente di sgretolarsi. E sono ancora sorrisi e chiacchiere, linguacce e mani alzate a "Superclick", fin che al 16o  incrocio prima Scianca e subito dietro Sabrina, che mi saluta col proverbiale "ciao amore!" divenuto famoso da un'ecomaratona di un anno fa.
Ma a differenza di allora non ho piu' fiato; sto percorrendo, in salita, un lungo tratto su di un porfido insidioso e l'unica cosa che riesco a fare per salutarla e' alzare una mano. Sento che le forze stanno venendo meno e qui gli amici al bar, i miei amici, mi prendono "idealmente" per mano.
Ci sono altri due fattori che mi aiutano: il crono, che nonostante la fatica addirittura si abbassa a 3'50, e i gruppetti che via via prendiamo.
Tra i quali l'esile sagoma del simpaticissimo"Uela!" Mangili: ci sbatte li' una sua "massima" in puro vernacolo orobico e Tommy (impareggiabile) che gli chiede se e'  francese! "Mi son bergamasco, se sent mia??". ... l'unico vero momento in cui mi sento di voler mollare tutto, ma per piegarmi a portafoglio dalle risate! Invitiamo "Uela!" a far parte della brigata ma ormai ha dato tutto e ci saluta.
Lo lasciamo e mi accorgo sempre piu' che la stanchezza e' piu' mentale che fisica: le gambe girano bene bene e il secondo giro scorre via senza particolari patimenti. Me lo conferma anche Tommy e mentre uno dei "nostri" si stacca per voler timbrare il personale sotto l'1h22, Guido lo accompagna tirandolo per gli ultimi 2.500 metri mentre Tommy rimane con me e gli altri per il volatone finale.
Cartello del 20o, ormai l'arrivo e' alle porte e Tommy scatta in avanti. Il gruppo si sfila: c'e' chi sta dietro e chi, sotto i 3'45 (e' questa la nuova andatura) proprio non ce la fa.
Io mi lascio staccare ma per poco: richiamo le gambe e prendo di nuovo Tommy. Gli sto dietro ma sto benissimo e mi metto nuovamente davanti. Un'ultima curva ed ecco, apparire tra la foschia di quest'umidissima mattinata, il gommone dell'arrivo. E' lontano 5-600 metri e io aumento, e sentendo dietro di me tutti ansimare. Trovo nuova linfa e uno stimolo in piu' per non farmi superare e lancio la volatona. Lunga, tanto so che non cedero' un centimetro.. e mentre vedo Guido aspettarmi e Tommy sfilare, sento gli altri avvicinarsi, ma ormai e' tardi: un ultimo secco allungo e il secondo giro chiuso 30 secondi sotto il precedente con un totale di 1h22 netti.
Giusto un attimo con le mani sulle ginocchia per riprendere fiato e i complimenti a tutti. Ringrazio Tommy e Guido per la compagnia e l'aiuto, la "mamma" per le chiacchiere e le strette di mano con tutto il resto della compagnia: tutti felici, tutti soddisfatti!
Mi allontano dalla zona traguardo e intanto arriva anche Gerardo: 1h24 e rotti insieme alla prima donna... davvero non male, se consideriamo il fatto (tesi condivisa da chiunque) che a simili velocita' c'e' da limare almeno un minutino per la serie di difficolta' che il percorso presentava nel suo sviluppo.
Doccia e l'incontro, nell'ampio spogliatoio, con Claudio. Mi spiega di una tremenda fitta al fegato ("e' la prima volta") capitatagli a 2 km dal traguardo e di una prova che non lo soddisfa del tutto. Ma so che a gennaio si correra' sul suo terreno e sulle sue distanze e so anche che non ce ne sara' per nessuno.. basta pazientare ancora un po', amico!
Un defaticante per ritornare sul luogo del traguardo e per incontrare prima Scianca e poi Sabrina, che manco si accorge di quanto sia il suo tempo finale. Un incitamento... "scatta che sei sotto l'ora e 58!!" e lei che parte come ad una finale dei 100m.! Si era lasciata coinvolgere pericolosamente dal clima da "ultimo giorno" per poi rischiare di fare il personale in un percorso cosi' insidioso... ancora una volta mi sorprende, il mio amore!
La nostra mattinata finisce al pasta party, dopo aver avvertito "Superclick" Mandelli impegnato nell'immortalare vippetti da reality e pseudo starlette incipriate, presenti li' (spero) per altro.
Un piatto di maccheroni consumati con Luchino, Carlos e Roby ed ora si' che e' clima da ultimo giorno; anche se saremo tutti presenti in quel di Reggio: il vero ultimo giorno di scuola dal valore aggiunto... un compito in classe da svolgere al meglio prima del "rompete le righe". Reggio: sono pronto!

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