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21 Gennaio 2006 Giussano -MI-
2^ Prova di Carlo Pupeschi
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Il campionato Brianzolo prosegue con un’affluenza assidua di partecipanti delle varie categorie maschili e femminili, mantenendo gli stessi numeri d’iscritti della prova precedente, ma sarà così sicuramente fino alla fine, d’altronde si tratta di un campionato che merita.
La seconda prova si è disputata a Giussano nella zona laghetto, che confina con Briosco, su un campo di gara decisamente migliore rispetto a quello di sabato scorso, in termini di terreno, ma comunque presenta strappetti di saliscendi che alla lunga, su 3 giri, si fanno sentire sulle gambe.
Nel frattempo che il tarlo della maratona e delle ultra cominciano a rifrullarmi nei pensieri, rieccomi a correre sull’erba e fango, testa a testa con i soliti avversari, il tutto ovviamente per l’amata forma primaverile.
Le fatiche di questo sabato sono state condivise con vari amici, tutti “on cross” per i Gamber, Gianluca, Maurizio, Luca, e con altri, tanti per poterli elencare tutti. E poi sempre lui, dietro ogni curva, a fianco ogni rettilineo, appostato dietro ogni dunetta, c’è il nostro fotografo ufficiale, l’immancabile Roberto Mandelli; oramai è un professionista delle foto, fa delle foto spettacolari e sempre con la prospettiva giusta!
Venendo alla gara, sono sempre più soddisfatto di come sta andando, certo mancano ancora 4 prove, bisogna distribuirsi bene le energie per “rendere” su sei gare, tirate, consecutive, ma faccio fatica a non dare il massimo, si vedrà; anche perché c’è da sudare per mantenere le posizioni che si guadagnano volta in volta.
In questi duri sei chilometri (un po’ cortini di almeno 200/300m) gli arrivi per tutte le categorie sono stati veramente scaglionati in secondi, che secondo me si dividono in tre gruppi: chi sta davanti, chi sta in centro (io) e, l’ultimo gruppo (ma non per questo tali come impegno, anzi).
La Vis Nova di Giussano ha organizzato molto bene questo pomeriggio sportivo, con partenze precise (anzi con qualche minuto di anticipo, che non guasta mai, soprattutto per la categoria del sottoscritto, l’ultima), distribuendo tè caldo a volontà, preziosissimo con questo freddo polare per scaldare i polmoni brucianti di fine gara.
Nel ritorno a casa, chiamando mia moglie e il mio piccolo Simone al telefono, accendendo al massimo il riscaldamento in auto, con il sottofondo della buona musica anni ottanta, sento del benessere fisico e appagamento interiore, non so perchè, so solo che correre è stupendo.