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Cernusco Lombardone (LC) – 23.4.2006
5^ Maratonina di Cernusco Lombardone NOTTE IN
BIANCO E MATTINA IN… ROSSO!
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E’ una mezza che mi piace e dove, in genere, riesco sempre a fornire buoni risultati. Anche lo scorso anno “partorii” un 1.23.30 dopo una preparazione che definire sommaria sarebbe stato un eufemismo. Mi piace l’organizzazione: perfetta sotto tutti i punti di vista; mi piace il percorso: nervoso con strappi mozzafiato e lunghe discese da far rifiatare e… un personale strappato due anni fa inaspettato, che mi ha definitivamente fatto innamorare di questa gara.
Di questa edizione, purtroppo, non ne avro’ un buon ricordo: ma e’ tutta (o quasi) colpa mia.
Certo, il caldo l’ha fatta da padrone: e nonostante abbia percorso la seconda parte un minuto sopra la prima, sono stato superato da un solo atleta mentre, soprattutto nella parte finale, di atleti ne ho presi almeno una decina. Questa riflessione deve far pensare: faceva caldo si’ ma… di questo aspetto non ne ho sofferto soltanto io e cio’ “rivaluta” almeno in parte il mio peggior risultato dopo quattro partecipazioni.
Il crono, alla fine, mi da’ un anonimo 1.24.10, ma la serie di errori da me commessi risalgono a monte.
Ad una notte passata praticamente in bianco, preso dall’ansia di chissa’ cosa, io che solitamente la sera prima di una gara dormo tranquillamente. Al caldo, certo, ma anche ad una scellerata condotta di gara, almeno nella prima parte, con qualche chilometro percorso nettamente sotto i 3.50 e… oggi proprio non si doveva fare.
Le prime avvisaglie di quella che sarebbe stata la classica giornata no le ho avute durante il riscaldamento con Claudio: primi giramenti di testa dovuti al caldo, gia’ ben presente fin dalle prime ore del mattino, che alla notte passata ad ascoltare, mio malgrado, tutti i rintocchi del campanile: chissa’, forse il mio letto, sabato notte, era… troppo vuoto.
La partenza e’ alle 9.30: siamo in tanti… ad occhio e croce siamo intorno alle 400-500 unita’, e tante sono le persone conosciute: una sorta di campionato brianzolo di mezza maratona, anche se vale “solo” per il campionato provinciale Lecco-Como.
Incontro Tex e mamma Angela, e con lui percorrero’ qualche chilometro; Gianluca, che percorrera’ con noi qualche chilometro prima di partire definitivamente per un ottimo 1.21; mentre noi Gamber siamo addirittura in 17: con l’aggiunta del supporto fotografico di Roby “Superclick” e di MarcoBo.
Partiti e formiamo subito un bel quartetto: Carlo “Tex”, Gerardo, Claudio ed io, mentre Gianluca non ha ancora inserito il “turbo” e se ne sta 4-5 metri davanti a noi. Cosi’ per qualche chilometro, poi Carlo si stacca leggermente, solo pochi metri, e Gianluca inserisce il turbo e se ne va.
Mario, altro “speedygamber”, e’ gia’ lontano: partenza folle la sua, che paghera’ nel tratto finale. Ne scorgiamo la sagoma, sembra ormai imprendibile, ma questa gara riservera’ molti colpi di scena e.. di calore.
Norberto, che e’ alla prova del nove dopo gli infortuni post-Roma, rimane dietro: per lui e’ una sorta di visita medica e se il responso sara’ favorevole dara’ l’ok per essere il terzo della mia squadra, alla Monza-Resegone.
Rimaniamo io, Claudio e Gerardo e giriamo ancora sotto i 4’, stabilizziamo la nostra andatura e cio’ ci permette di riprendere Mario, che gia’ sta pagando la sua partenza razzo.
Il percorso, nervosissimo, “rompe” i trenini che via via si formano: e’ difficile mantenere una costanza di rendimento proprio perche’ c’e’ chi ha maggiore attitudine per le salite e chi invece le sfrutta per poi prendere, come me, le discese a razzo. E al nono km Claudio decide che con noi non si diverte piu’ e parte: e’ in gran forma e poi lui col caldo si esalta… a tal punto da timbrare il suo primato personale in 1.21 e rotti: con una giornata come quella di ieri c’e’ solo da fargli tanti, tanti complimenti!
Da qui comincia una gara nella gara: quella che vede protagonisti Mario, Gerardo e il sottoscritto, mentre Stefano, un compagno di squadra di Carlo, in sella alla sua moto funge da “radiocorsa” e mi aggiorna su quanto sta accadendo davanti e dietro di me. Non sembra ma mi fa una buona compagnia e mi fa dimenticare, per quanto possibile, quanto possa essere dura per me oggi.
Con i miei due compagni di viaggio ci stacchiamo e ci riprendiamo, cosi’ passiamo al termine del primo giro quasi appaiati: io e Gerardo spalla a spalla, mentre Mario e’ attardato di qualche metro ma non cede e anzi, dopo la salita, tremenda, della ferrovia, ci riprende e scappa di nuovo.
E li’ comincia il mio calvario: lascio Gerardo, che mi supera, e mi fermo al ristoro a bermi un bicchierino. Le gambe sono pesantissime ormai, e mancano ancora 6-7 km…la testa e’ ancora piu’ pesante, complice un tremendo capogiro, e a posteriori credo che mi abbia abbandonato piu’ quella che le gambe.
Riparto, poco convinto e un km dopo mi rifermo, superato da un atleta che mi incita a proseguire. Lo faro’ dopo qualche secondo, ormai stremato… almeno credo.
Chilometro 18 e riprendo quell’atleta che viaggia ormai a ritmi bassissimi: la cotta che avevo io un mille fa sembra ora essersi impossessata di lui mentre io trovo inaspettate energie e riprendo ad un’andatura attorno ai 4’ al km… davvero strano.
Passaggio al 19esimo e recupero Gerardo, gia’ cotto duro, e lo sprono a fare una ripetuta sui 2000, tanto oramai quello manca. Mi risponde con una faccia da spavento e con un grugnito: lo interpreto come un rifiuto e lo lascio: ancora a 4’ al km, nonostante due durissime salite e li’ riprendo un serpentone di atleti che ormai non ne hanno piu’… mentre Mario, davanti a me, si fa sempre meno piccino e allora ci do’ dentro, manca solo un chilometro e se facessi un mille come lo faccio di solito…
Detto e fatto, lo prendo sull’ultima salita: mi accorgo che anche lui ha speso tutto e anche di piu’ e io invece mi rendo conto di avere decisamente un altro passo e prova ne e’ che il chilometro conclusivo lo termino con un assurdo (per le mie condizioni) 3.36!
Rimango solo, dietro ho solo Mario e davanti nessuno e mi godo l’arrivo: piede sul tappeto e andatura turistica, quasi al passo per gli ultimi 20 metri e un sorriso ad uso e consumo dei fotografi.
Il responso finale non e’ entusiasmante, anzi… solo il ricordo della mostruosa “cotta” di Gravellona Toce mi tira su il morale, prima di avere notizie dei miei compagni piu’ bravi e fortunati: di Matteo, che conclude in 1.14 e al sesto posto finale; di Gianluca, che a sua insaputa va a premio; di Claudio, che come detto timbra il personale; di Norberto, che conclude senza dolori e si “offre” per la Resegone; per Alberto, altro personale di rilievo. Lo stesso Giuseppe, terzo di categoria, mi sembra molto soddisfatto.
Al ristoro chiacchiero un po’ con tutti, bevo l’impossibile, finalmente… e aspetto Marco e soprattutto le chiavi della sua macchina. Lo vedo arrivare piu’ di venti minuti dopo, in compagnia di Mario.
Il ritorno a casa e un solo pensiero, rivolto a Padova: a Guido, che ci avra’ sicuramente tentato (e che infatti conclude con un grande 2:37) e soprattutto al motivo principale della mia notte passata in bianco, immerso in un letto troppo grande per dormirci da solo