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Carugate -MI-28/05/06
di Davide Orrera |
Per noi Gamber l’ultima di Maggio e’
istituzionalmente dedicata alla “corsa per la vita”, nobile iniziativa
benefico-podistica alla quale da 22 anni dedichiamo tempo e passione .
Anche quest’anno buon successo di pubblico, il tempo e’ stato clemente ma la
piu’grande vittoria che i concorrenti e gli organizzatori insieme hanno ottenuto
e’ come sempre il fatto di aver ancora una volta aiutato chi soffre nobilitando
maggiormente quella che e’ la nostra passione: la corsa.
Potra’essere stato banale quanto ho scritto ma talvolta le verita’ lo sono.
Anche quest’anno quindi la Lega Italiana per la lotta contro i tumori potra’
contare sul nostro contributo.
A livello organizzativo, invece, i miei soci non hanno potuto contare sul mio,
in quanto ero impegnato in quel nuovo ruolo dal quale mi sto sempre piu’ facendo
assorbire: quello dell’aspirante allenatore.
Teneva banco a Carugate, infatti, una gara provinciale categoria Esordienti e
Chiara, l’allenatrice della Casati Arcore che ormai e’ a tutti gli effetti la
mia “maestra”, mi chedeva in settimana se potevo prendervi parte visto che
l’altra “coach” Alessia non poteva esserci (a proposito tanti auguri Ale anche
se in ritardo) e, tenuto conto del fatto che i piccoli biancoverdi sono quelli
che dalla prossima stagione andro’ ad allenare, non ho potuto esimermi dal
compito.
Parto alla volta di Carugate portandomi dietro anche la famiglia, chissa’ se
riusciro’ a coinvolgerli nella mia avventura.
Giunto al campo non c’e ‘ tempo per i convenevoli, cartellini al petto e via per
il riscaldamento!
Faccio un po’ fatica a spostarmi di qua e di la per via di uno stiramento al
polpaccio procuratomi in settimana ma subito mi dirigo nel settore della prima
gara, i 40 ostacoli.
Si parte con le serie maschili alla faccia della cavalleria e qui le nostre
“punte” sono Michele e Daniele rispettivamente primo e terzo di categoria agli
ultimi campionati provinciali di specialita’.
Il Dani mi dice di non sentirsi tanto in forma perche’ il giorno prima ha
passato ore ed ore a giocare a calcio mentre Michele fa capire tra le righe che
comincia ad essere stanco. Coraggio Miki che oggi e’ l’ultima!
Le premesse dei due vengono rispettate perche’ finiscono terzo e quarto nelle
loro batterie.
La cosa positiva e’ che non si abbattono piu’ di tanto ma e’ giusto cosi’, a
quest’eta’ devono solo divertirsi e dal loro comportamento sembrano proprio
farlo alla grande.
Partono le batterie femminili mentre io ed i nostri atleti familiarizziamo
sempre di piu’ e qui arriva la prima delle 2 medaglie di giornata per merito di
Silvia. Non c’e’ tempo da perdere e subito si consegnano le iscrizioni per i 50
piani e salto in lungo categ. B e C.
Mentre assisto alla prima delle due gare mi rendo conto di quanto bello sia
quest’ambiente: c’e’ complicita’ non rivalita’ tra i piccoli atleti anche di
societa’ diverse e la stessa cosa succede tra allenatori, tra questi ultimi e i
giudici, una piccola tiratina d’orecchie invece va ai genitori che ogni tanto
“invadono” il campo un po’ di troppo.
Fallisce intanto miseramente il mio tentativo di coinvolgere la famiglia: mia
figlia non ne puo’ piu’ di stare sugli spalti cosicche’ mi accordo col papa’ di
Daniele per un passaggio al ritorno e la “libero”.
Partono nel frattempo i 600: brutta la gara maschile con solo 3 atleti in gara
mentre quella femminile e’ piu’ coinvolgente anche per via della presenza della
nostra Erica Bertinotti ( che storia, una Bertinotti del paese di Berlusconi!).
Arriva quarta Erica, e vorrei spendere due parole su di lei:
A me per quel po’ di esperienza che ho questa ragazzina sembra nata per fare la
mezzofondista: fisico asciutto, passo rotondo con tanto di ginocchia portate in
avanti e talloni sotto il gluteo, azione decontratta ma soprattutto
atteggiamento mentale giusto: parte tranquilla per poi scatenarsi nella seconda
parte di gara; solo una cosa devi capire cara Erica: la seconda parte di gara in
questione non sono gli ultimi 70/80 metri, impara a partire un po’ prima e non
ce ne sara’ per nessuno.
E’ dunque la volta dei 50 piani e qui si comincia a rivedere la “solita” Gaia
della Forti e Liberi Monza che in questa gara vince la prima di una serie di
medaglie che se alla fine della giornata passasse da un metal detector lo
farebbe impazzire.
Chiara intanto comincia a scambiare con me pareri tecnici riguardo i nostri
atleti e spesso condivide le mie tesi; delle due l’una: o mi sta prendendo in
giro o davvero comincio anch’io a “capire il mestiere”:
Intanto si sta svolgendo la gara del lungo categorie B-C, Chiara mi affida gli
atleti maschi e femmine in toto , ed io all’inizio mi sento un po’ impacciato,
non ho pratica ma niente paura: si autoproclama mia “assistente” Sara Colombo,
classe 1998 che mi spiega per filo e per segno cosa le allenatrici fanno fare in
queste situazioni di pre-gara.
Ora Sara non lo sapra’ mai, perche’ un buon educatore, allenatore o maestro o
qualsiasi cosa sia, deve sempre mostrarsi imparziale, ma lei e’ “la mia cocca”;
forse perche’ con quel suo caschetto biondo mi ricorda mia moglie nelle foto da
bambina e mi fa tanta tanta tenerezza.
Esauriti i preliminari parte la gara e qui la nostra Giulia F. azzecca un
ottimo secondo posto guarda un po’ dietro a chi? Manco a dirlo alla Gaia, quando
c’e’lei arrivare secondi e’ come avere vinto.
Dopo aver messo giu’, questa volta in tempo utile, le formazioni delle
staffette, ha inizio la gara del salto in lungo categoria ESO A. Quasi
contemporaneamente arriva il ragazzo di Chiara (a proposito, che cafone che
sono, non mi sono neanche presentato, chiedo scusa ) e lei che fa? Mi molla gli
staffettisti a fare le prove dei cambi; “lo fa sempre Alessia” dice lei, ma
sosituirla con me e’ come sostituire nel Barcellona Ronaldinho con uno della
Concorezzese; fortuna vuole che la solita Sara mi viene in aiuto e mette una
pezza alle mie insicurezze.
Ormai pero’ comincio ad avere dimestichezza sia con quello che c’e’ da fare che
con gli atleti e cosi’ li accompagno in zona cambi, a qualcuno do qualche dritta
tecnica e mi metto a guardare le gare da vicino per imparare ad osservare le
sfumature, quello che i piu’ non vedono ma che rappresentano il materiale su cui
un allenatore deve saper lavorare.
Non vanno male le nostre staffette, nelle loro batterie arrivano seconde,
massimo terze, ma nel computo dei tempi siamo fuori dal podio. La gara di
staffetta e’ vinta dalla Forti e Liberi; indovinate un po’ chi era l’ultima
frazionista?.
Intanto e’ in svolgimento l’ultima gara: il lungo categoria A maschile e
femminile e, mentre la prima delle due procede senza intoppi, nella seconda dopo
un’ora devono ancora fare il primo salto; in pedana c’e’ a difendere i nostri
colori Silvia Spinelli che poverina, complice anche il sole a picco che nel
frattempo e’ uscito, non ne puo’ davvero piu’. Nonostante tutto, pero’ imbrocca
due salti oltre i 3m,50 che pero’ le regalano la “medaglia di legno”. Quarta per
un centimetro ma lei sembra piu’ felice per aver finito la sua fatica che delusa
per il risultato. Meglio cosi’.
Finisce con questa gara la giornata e vado a casa con Luca dopo che la mia
famiglia mi ha mollato ed in testa mi rimane cio’ che segue:
Le staffette devono lavorare sui cambi; i lunghisti devono imparare a saltare un
po’ piu’ in alto;
comunque e’ bello vedere come tutti si divertano nel fare atletica; ma
soprattutto non sparate sull’allenatore, che non e’ ancora esperto.