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28 Maggio 2006 Concorezzo -MI-
BENEFICENZA E
PODISMO: |
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Domenica 28 Maggio, ore 16.30 circa. L’automobile viaggia tranquilla sulla statale che da Milano porta a Cremona. Alla guida mia moglie, al suo fianco mia suocera.
Sono immerse nelle loro chiacchiere italo-cremonesi, lo vedo dal movimento delle labbra e mi domando come facciano a capirsi quando parlano in contemporanea.
Io sono comodamente stravaccato sul sedile posteriore, bloc notes sulle gambe e biro in mano. Dalle cuffiette del Mp3 le rilassanti melodie di David Gilmour mi aiutano a concentrarmi su quello che ho vissuto stamattina e che vi voglio raccontare.
Ad un certo punto mia suocera si gira, mi guarda perplessa ed esclama “cusa fet, studiet?”.
No, sto solamente cercando di scrivere qualcosa che spero di riuscire a rileggere perché ad ogni buca, saltello o frenata la biro schizza su e giù che è una meraviglia.
Non è semplice fare la cronaca di un avvenimento organizzato dal tuo gruppo sportivo: troppo facile lasciarsi andare alle facili e scontate lodi e cosi spero di evitare questo insidioso tranello con poche considerazioni:
A) si è trattato di una corsa organizzata per la raccolta fondi a favore della Lega Italiana per la Lotta contro i tumori;
B) quella di stamattina è stata la 22ma edizione;
C) alla partenza c’erano runners, ragazzi, famiglie con i bambini a piedi e in bicicletta con i palloncini colorati.
Se manifestazioni di questo genere riescono bene per cosi tanti anni, ci sarà una ragione: chi ha orecchie per intendere…e visto lo scopo principale dell’iniziativa beh, l’anno prossimo veniteci, male che vi vada avrete comunque contribuito a fare del bene.
Domenica mattina, ore 8.40 circa. Arrivo al Parco di Villa Zoia con buon anticipo e mi colpisce subito un’enorme palco già pieno di coppe e trofei: dov’è il trucco, mi chiedo, se è una non competitiva per chi sono i premi? Al banchetto delle iscrizioni riconosco immediatamente il volto sorridente dietro l’obiettivo digitale più famoso della zona: come poteva non esserci il mitico FotoSuperQuick Mandelli? Arriva quasi subito anche Fabio Maderna che nonostante la gara di Cusano della sera prima mi aveva promesso che non sarebbe mancato.
E qui comincia la lunga serie delle mie prime volte.
Questa corsa non l’ho mai fatta ma finalmente è la prima volta che partecipo ad una iniziativa del mio gruppo sportivo.
Fabio mi presenta Marco Scianca e si comincia a discorrere cordialmente.
Ho indosso (era ora!) la canotta sociale che mi sembra l’avvenimento più atteso della giornata visto che ricevo grandi complimenti. Ed infatti con Marco Bordieri, Fabio e Scianca sono immortalato da Roby Mandelli in una foto che era ora che facessi.
Tra una chiacchiera e l’altra vengo a sapere che questa è si una corsa non competitiva, ma per modo di dire. Mi indicano Luca Speciani che non ho mai incrociato prima (e come facevo visto i tempi che fa in corsa) e capisco il perché delle coppe.
Alle 9 mi ricordo di avere ancora in mano le monetine dell’iscrizione, sarà meglio muoversi e, senza volere, faccio il riscaldamento per portare in macchina lo stereo in regalo. Alla partenza con Fabio e Scianca, intenti ad ascoltare Comparelli che simpaticamente ci illustra il suo nuovo, fiammante crono-cardio-Gps che ha al polso, veniamo colti di sorpresa dallo sparo del via. Loro faranno il giro di 6 km, io vado per i 16 e li saluto con un “vado, che se no mi scappa Speciani”.
I primi km su strada sono un tour turistico di Concorezzo, con tanto di attraversamento del centro. Le segnalazioni ci dirigono poi verso la periferia: passo davanti alla panetteria dove ogni sabato mattina mi rifornisco dell’ottima pasta di pane base della mia ormai quasi trentennale pizza del sabato sera. Dopo la Dogana il percorso va via dritto verso Villasanta e quando ci arriviamo mi dico “dai giriamo di qua, che cosi passo sotto casa”: deviamo invece dall’altra parte e mi accorgo solo ora che per la prima volta sto correndo completamente da solo. Davanti a me vedo giusto 3 o 4 runners a buona distanza, dietro il vuoto. E penso cosi ad Antonio, l’altro TapaGamber, che oggi è assente più che giustificato.
Oggi si sposa, ma non per la prima volta: è a quota 30. Mica mogli, anni. Grande Antonio.
A non vedermelo di fianco in questa domenica mi fa un certo effetto, anche perché dopo l’attraversamento di una cascina il percorso è quello tipico di una tapasciata: sentieri sterrati, campi, boschetti, vale a dire il nostro percorso preferito.
E mentre penso a lui e alle sue “nozze” il fantastico mondo dell’imprevisto è li che mi sta aspettando. Lungo un sentiero vedo fuori da una cascina un gruppo di persone ben vestite, fiori all’occhiello e mise eleganti, inequivocabili segni di un matrimonio in zona. Guardo distrattamente i segni direzionali per terra che indicano che bisogna andare a destra, ma troppo preso dall’ambiente giro si a destra, ma con venti metri di anticipo e mi fiondo di corsa nella cascina della sposa. Mi fermano giusto in tempo i parenti con un “no, no, non di qua, è più avanti”. La mia innata fesseria mi fa borbottare” non si può baciare la sposa?” poi mi giro, sorrido a tutti e sparo nell’aria un potente” Auguri”. Ragazzi, mi sono preso degli applausi.
Una pecca? I cartellini di segnalazione dei km: mi accorgo che esistono quando su un palo riconosco un “13 km”: ah, ma allora ci sono, un po’ piccoli, per occhi di falco, ma ci sono.
Ormai sono rientrato in paese, manca poco ma le sorprese non sono finite.
L’arrivo è giusto un vialettino, posto dietro una curvetta, che una grande siepe nasconde. La mia abitudine di terminare le corse in allungo a momenti mi fa travolgere un bimbo in bicicletta: arrivo cosi al traguardo pregustando che Roby FotoSuperQuick è li pronto ad accogliermi. Infatti c’è ed ovviamente quando arrivo io è girato di spalle.
“Berta, mi dice; ma sei proprio rognato”. Vorrei dirgli “qualcosa” ma il fiato manca e lui ne approfitta. “Dai, rifacciamolo” Cosa? “Ma l’arrivo”, mi dice”.
Secondo voi, una qualsiasi altra persona di 52 anni, con un po’ di sale in zucca, con alle spalle 16 km piuttosto tiratini, sudato come appena fuori da una sauna, una fesseria del genere l’avrebbe fatta? No? Peccato per lui, io si, con tanto di foto ricordo di una bella corsa con due arrivi.
Dopo un generoso ristoro mi fermo volentieri a vedere le premiazioni; steso sull’erba del parco e con il sole che mi asciuga la canotta applaudo con calore i vari Mininno e Speciani e gli altri che si portano a casa i trofei. Bravi.
E consentitemelo: bravi Gamber de Cuncuress, bravi davvero.
Ed ora di “corsa” verso la 23ma edizione.
“Buona vita”, magari di corsa, a tutti.