30 Aprile  2006  Gaggiano -MI-

7^ I Colori del Naviglio Half marathon

MAI NOME DI CORSA FU PIU’ AZZECCATO.

di Massimo Bertarelli 

 

 

Non tanto per il colore del Naviglio, perché a Milano tutti i navigli hanno più o meno lo stesso colore: e non si tratta certo della tonalità dell’acqua limpida e cristallina, anzi.

Ma di colori oggi, alla mia maniera, ne ho visti proprio tanti, potrei quasi dire di averne visti “di tutti i colori” ed allora, se vi fa piacere, seguite questa scia cromatica che vi porterà fino alla sorpresa finale.

Verde:

il colore del portafoglio dopo aver pagato la quota d’iscrizione.

18 euri non sono pochini per una mezza, anche se alla fine torni a casa con un pacco gara straricco. Io li ho sborsati volentieri solo dopo aver letto che parte della quota viene devoluta a favore dell’Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali (A.N.F.F.A.S.): spero tanto che gli verrà destinata una fetta “generosa” della torta, perché quando si tratta di vera beneficenza non è mai abbastanza.

Ma è anche il colore della speranza che sia una bella giornata di sport (eccome se lo sarà). Difatti dopo un sabato di forti temporali, mi alzo prima delle sette e metto fuori il naso dalla finestra: c’è il sole, pallido ma c’è, e soprattutto annuso quella leggera e fresca brezza che tanto male mi fa alla cervicale ma che adoro perché significa che non ci sarà l’umidità opprimente e la respirazione ne trarrà un gran beneficio. Le sensazioni sono buone, via si parte. Antonio è più puntuale di un orologio svizzero, attenti che arrivano i TapaGamber.

Bianco:

il colore dei capelli di Antonio. Che però traggono in inganno perché in fin dei conti ha solo un anno e mezzo più di me, lui che da qualche mese mi (in)segue fedele e costante e piano piano progredisce sempre più verso i cronometraggi un po’ più nobili del settore “tapascioni”. Da tempo gli ripetevo che solo continuità e costanza gli avrebbero fatto fare un salto di qualità e guarda caso in questa settimana si è cimentato con onore in 2 mezze, una tapasciata di 12 km e venerdi pomeriggio la terribile serie di ripetute che solo io riesco a fargli fare (devo raccontarvi la prima – pronti a partire, come sempre preoccupato che non gli sto preparando qualche tranello, mi chiede “Quante ne facciamo?”  “ 5 o 6 gli dico”  “E no, o 5 o 6, c’è differenza”  “Dai partiamo con 5, poi vediamo come va” – ci posizioniamo alla partenza del km misurato, 3..2..1..via – dopo 200 mt mi sussurra “non è che siamo partiti un po’ forte?”  “ ma va, dai che andiamo bene”. Lo tiro fino alla fine e quando arriviamo si piega sulle gambe e dopo 20 secondi di rantoli guarda l’orologio e visto il tempo (4 minuti e 10 secondi) mi apostrofa cosi “ Max, ma vaffa…, guarda che ripetute significa che le devo ripetere!!”.

Normalmente il bianco è il colore della resa: in Antonio invece è il segno distintivo della volontà vincente e se va avanti di questo passo sarà la macchia di colore da inseguire. Grande Boss. Avanti cosi.

Rosso:

il colore del cartellino per l’espulsione nel calcio. Me lo merito, rosso diretto senza passare per il giallo perché lascio a casa la canotta sociale. Proprio oggi che finalmente io ed il mitico FotoSuperQuick Mandelli riusciamo ad incrociarci alla grande, mi ritroverò in un mare di foto con un’anonima maglietta. Sono proprio forte, già sono quello che i compagni di squadra conoscono per essere colui che va da un’altra parte quando c’è il campionato sociale, adesso non metto nemmeno la divisa il giorno dove l’arancione/bianco/nero dei Gamber è una nota di colore importante nella corsa (guardare un po’ nei primi posti della classifica). Max, espulso.

Giallo-Blu:

il colore della maglietta dei runners del Gruppo Podistico la Michetta che mi hanno superato in corsa. Certo che tra Michetta loro e Gamber io, messi insieme, ne viene fuori quasi un pranzo. Ed è vigliacca quella scritta sulla schiena perché ad un milanese quel nome evoca sapori e fragranze ben conosciute: non è carino far correre chi ti segue con l’acquolina in bocca, soprattutto se è un grande estimatore di quei fantastici ristori che trovi ogni 6 km nelle tapasciate Fiasp (da fonte attendibile – Martedì 25 a Briosco, al primo ristoro alle 8.30 di mattina, dispensavano già polenta e luganega – da non credere, peccato non aver potuto assistere a chi non ha resistito). Fortunatamente la fiaccata della mezza non ha assolutamente inciso sul mio appetito, che alla vista del grandioso ristoro finale mi ha fatto zompettare allegramente tra tutto quel ben di Dio che ci hanno fatto trovare.

Nero:

il colore del mio umore tra l’ 11mo ed il 14mo km. Già, perché mentre domenica scorsa un’agguerrita moltitudine di “Gamber” andava all’assalto della rocca brianzola di Cernusco Lombardone io me ne stavo a “ponteggiare” in quel di Firenze a riempirmi gli occhi di meraviglie artistiche e la panza di pappa col pomodoro, ribollita e succulente bisteccone. Direte voi, “bravo ciula” (per i non lombardi significa più o meno pirlone), ma ogni tanto bisogna pur rifiatare e staccare un po’ la spina: dopotutto quella di ieri è stata la mia terza half marathon corsa in Aprile. Forse devo aver staccato un po’ troppo e cosi, ad un certo punto, ho rivisto davanti a me la maestosità del David di Michelangelo e mi sono ritrovato con le sue gambe: due pezzi di marmo. Ma anche psicologicamente deve aver influito la tattica di corsa del simpatico e loquace Antonio dell’Atletica San Marco che con il suo modo di correre ad “elastico” ho visto allontanarsi proprio nel momento in cui non riuscivo a tenere un buon ritmo e parecchi runners mi passavano. Poi di colpo la spia rossa della riserva si è spenta e con Antonio siamo andati fino alla fine insieme.

Azzurro:

se la felicità avesse un colore per me è questo. Terza mezza del mese, terza volta che il mio record personale crolla. Ed oggi, addirittura, demolisco il muro dell’ora e 40 minuti, tempo che ad Ottobre, quando ho corso per la prima volta una mezza sembrava un miraggio. Posso farmi un po’ di auto complimenti? Son sempre tapascione ma dai, proprio tanto scarso non sono.

Rosa:

il colore simbolo del primato al Giro d’Italia. La mia maglia rosa voglio virtualmente farla indossare agli organizzatori di questa corsa veramente bella, per aver avuto il fiuto di piazzare una gara in un posto cosi decisamente attraente ed anche per averci supportato con tutta una serie di servizi ben curati. Certo, i soliti criticoni cominceranno a pensare “ma se ho dovuto lasciare la macchina là in fondo” “ci hanno messo 10 minuti per trovare il pettorale” e allora? Tutto qui? Preferivate come spogliatoi i ridicoli gonfiabili della Stramilano al grande ed accogliente spazio al coperto di oggi? L’avete visto il ristoro finale quando a mezzogiorno c’erano ancora tutte quelle cibarie ed un simpatico signore ancora continuava a tagliare tocchi di grana? Vi ricordate (sempre alla Stramilano) il ritiro delle borse? Certo là eravamo tremila, ma con tutto lo spazio intorno all’Arena ci hanno fatto fare a botte in tremila dentro venti metri. Ed oggi eravamo comunque più di 800 e quanto tempo ci avete messo?

Maglia rosa anche per tutti i volontari e collaboratori, gentili, sorridenti, efficienti. Bravi davvero, grazie a tutti voi.

E per concludere, in questa fantasiosa tavolozza, quale può essere la tonalità mancante?

Ovviamente la più bella e significativa.

Arcobaleno:

bello, sontuoso, stagliato proprio dietro il gonfiabile dell’arrivo. E’ chiaramente un’immagine metaforica che però mi accompagna in ogni arrivo delle mie (finora poche) gare: significa essere riuscito ancora una volta a terminare una corsa, aver vinto la piccola ma importantissima sfida contro me stesso, quando lo vedo di colpo mi passa la stanchezza, mi riesce addirittura di scattare e soprattutto di tagliare sempre il traguardo sorridendo. Solo chi vive le corse con questo spirito sa bene che questa è la meravigliosa essenza di questo sport.

Mi è venuto un finale un po’ troppo sdolcinato e poetico, non sembra anche a voi? Infatti mentre lo scrivevo mi si è fatta strada nella mente l’idea che la realtà è ben altra cosa.

Che ne dite, sarà il caso che cerco di migliorare un po’ la qualità dei miei allenamenti per tentare di arrivare in fondo ad una corsa senza avere le visioni?

Buone corse a tutti ed alla prossima.

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