San Mauro Pascoli -FC- 1 Maggio 2005

27° Giro della Torre
Anche questa e’ casa mia
di Marco Stracciari

 

 “M’era la casa avanti tacita al vespro puro, tutta fiorita al muro di rose rampicanti”

Sono i versi finali di “casa mia”, di Giovanni Pascoli e tornando in terra di Romagna anch’io mi sento un po’ a casa mia. Vuoi per le mie origini della “bassa” emiliana, vuoi perche’ la mia precedente esperienza lavorativa in quei luoghi mi hanno fatto conoscere persone che veramente mi fanno sentire come a casa… ebbene, ormai a quei luoghi posso dire di dare del “tu”.

E in quei luoghi, in quella che ormai considero la mia seconda casa ci sono tornato, rispedito laggiu’ grazie ad un viaggio di lavoro e laggiu’ ho ritrovato gli amici che avevo lasciato a dicembre: Giovanni, con la sua verve organizzativa e che rappresenta una vera “stella cometa” delle mie scorribande podistiche.; Franco, con i suoi discorsi “felliniani” in puro vernacolo… e tutti coloro che incontro su e giu’ in quella splendida palestra naturale che da Cervia porta a Tagliata.

E’ Giovanni a portarmi laddove il Pascoli ebbe i natali per un diecimila in circuito molto ben organizzato, anche se l’orario della partenza (10.45) stride molto con il caldo quasi opprimente di questo periodo.

Ma tant’e’ che accetto la sua proposta senza batter ciglio, prendendo questo appuntamento come ultimo “serio” allenamento in vista di Sommacampagna.

Giovanni lascia la gestione del campeggio alla sorella e di buon mattino ci dirigiamo verso San Mauro, che dista da Cervia pochi chilometri, e li’ troviamo tutti gli altri amici dell’Endas Cesena con tanto di tavolo e ombrellone di riferimento e con Daniele che ancora ha a che fare con i suoi acciacchi.. spero ancora per poco.

Giovanni si offre come cicerone, anche se non riusciamo a fare cinque metri da soli che tutti lo fermano e gli parlano, e lui, come un cortese padrone di casa verso gli invitati ad una festa ha parole per tutti.

Il tempo di vedere un festante Valentino Rossi dominare sotto l’acqua cinese (e col caldo che fa un po’ di invidia la provo…) che e’ ora del “riscaldamento”. Tra virgolette, naturalmente, perche’ l’afa ormai, quando sono le dieci e quindici passate, si fa sentire forte: il sole e’ a picco e il cielo e’ terso come non mai quest’anno.

Gara a circuito quindi, 4 giri per due km e mezzo l’uno e per me non e’ il massimo, dal punto di vista psicologico. Insomma: non ci sono le premesse per un tempo di rilievo e allora, allo sparo, mi metto quatto quatto tra gli ultimi e mi diverto come al solito, a recuperare.

Giovanni e’ dietro di me e da’ retta in maniera precisa al suo cardio, in modo tale da non aver mai a che fare con l’acido lattico, io sto con lui qualche metro poi piano piano lo perdo ma le gambe non girano: troppo “carico” il venerdi’ (lungo da 2h10), troppo caldo la domenica. Troppe anche le libagioni della notte precedente, complici dei “lucignoli” in maglietta gialloblu’ che per festeggiare l’ormai imminente promozione in D mi trascinano fin oltre le tre di notte in uno dei tanti “paese dei balocchi” della zona.

E dopo un primo giro corso sotto i 9’40” decido che non ne vale la pena. Dietro di me un compagno dell’Endas, con il quale avevo percorso parte del primo giro.. lo aspetto, non lo aspetto.. mi volto e mi rigiro anche per vedere se arriva Giovanni. Niente, e allora di nuovo a ritmi leggermente sotto i 4’, come fosse un discreto corto veloce e nulla piu’. Conto i giri piu’ che i chilometri, anche se gli stessi sono segnati al contrario (mancano 2km.. manca un km…), strano a vedersi ma tanto sempre di km si tratta…

I giri invece diventano 3, poi 2 (e il caldo aumenta e con lui i bicchieri d’acqua che mi verso addosso) e alla campanella dell’ultimo giro la mia unica preoccupazione e’ quella di finire sano. Sono stanco, la fatica e’ notevole e sono due i pensieri che mi frullano nella testa: la notte precedente quando con un bicchiere in mano ridevo e scherzavo con i vari Di Matteo, Domeniconi, Ricci, Spagnoli e soci (si’.. i Campioni del cuore, mannaggia a loro!!!) e di finirla al piu’ presto questa gara a circuito davanti alla casa del Pascoli.

Finisco, in 39 e qualcosa, e mai ho corso un diecimila cosi’ lentamente ma va bene lo stesso, anche se potevo fare una figura migliore per chi mi ha ospitato e mi ha fatto correre con indosso una canotta dai gloriosi colori.

Beh.. quanto meno ho visto e conosciuto, grazie al mio cicerone romagnolo, la casa di uno dei piu’ grandi poeti della nostra storia e l’invito, per rendere il favore, e’ presto fatto: una gara sui luoghi manzoniani dove nasce…”Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli…”

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