3°  ECOMARATONA DEL VENTASSO – Busana (RE) – 10.7.2005

I TORRENTI DEL LUPO
di Marco Stracciari

 

Non avevo assolutamente idea di cosa fosse una ecomaratona. Ne avevo sentito parlare ma la consideravo una prova di forza al di fuori della mia portata: tante salite, sentierini impervi, discese a perdifiato. No, non faceva per me tutto cio’ ma la curiosita’ rimaneva e comunque fatta cosi’, senza pretese, con il solo scopo di godermi la “cornice”… un qualcosa in piu’ da aggiungere a tutto cio’ che ho fatto nel podismo finora. Sabrina, con il suo consueto entusiasmo, mi aveva riacceso questa “fiammella” fino al punto da farla diventare un vero e proprio falo’ e allora, mi son detto, quale occasione migliore per provare anche questa esperienza?

Detto e fatto, e sabato 9 siamo in macchina: direzione Busana, provincia di Reggio Emilia, per spegnere questo “falo’” e per provare l’ebbrezza di questo che, a giochi fatti, potrei definire “un incrocio tra una normale maratona e una skyrun”.

Il luogo e’ come si suol dire: “tra i lupi” e credo non sia un caso se qui i sentieri vengono definiti “del Lupo”. Molto carina Castelnuovo ne’ Monti, nella quale ci fermiamo giusto il tempo di un caffe’ e di una capatina in farmacia, non per il doping ma per un collirio che servira’ a lenire i fastidi di una congiuntivite presa qualche giorno prima.

Molto carino e’ il luogo nel quale pernotteremo, un bed and breakfast gestito da una ciarliera e gentile signora, e poi Busana… e Sabrina che come sempre saluta questo e quello e mi presenta il solito fiume di persone a lei care e con alcuni di questi: Luisanna e Alfredo, Claudio Leoncini e il suo amico Hulk con moglie e prole e poi Fabio e papa’ Antonio di ritorno da una gara nei paraggi,  consumiamo con loro  il primo dei due ottimi ed abbondanti pasta party messi a disposizione da un impeccabile organizzazione.

E venne domenica: oggi niente gara, dopo la sfacchinata della domenica precedente, ma solo da sparring partner per la settima maratona dell’anno di Sabrina, sicuramente la piu’ impegnativa e la piu’ imprevedibile. Come e’ imprevedibile il cielo sopra i sentieri del Lupo, ora tendente al sereno, ora coperto da nubi plumbee e minacciose.

Giungiamo sul luogo di partenza quasi allo sparo, raggiungiamo Fabio Rossi, che ha deciso all’ultimo di provarci, e partiamo con lui buoni ultimi o quasi. Li’ dietro si respira un’aria diversa rispetto a dove mi posiziono abitualmente per partire. Facce piu’ rilassate e piu’ ridanciane, piu’ chiacchiere e meno sordi  “beeep” di cronometri. Insomma: il tutto, nelle retrovie, sa piu’ di festa di paese che di gara vera.

Ed e’ con questo spirito che affronto i primi chilometri con Fabio e Sabrina: una battuta di qua e uno scherzo di la’ e, dopo un secondo passaggio a Busana, ci troviamo a Casale prima e a Cervarezza poi. Il borgo e’ molto carino e sono molte le persone che si sono portate sui bordi della via principale per incitarci. Si scambiano battute e sorrisi e intanto anche la leggenda Govi, Tommaso Minerva (che si “spegnera’” dopo qualche salita) e la signora Marri vengono  inglobati nel nostro piccolo gruppetto.

Con Sabrina e’ tutto un “amoreee… tesoroooo” e non ci mettiamo molto a farci conoscere da chi sta con noi e alcuni ci prendono in giro chiamandoci con gli stessi mielosi appellativi, tanto da far esclamare a Fabio, qualche chilometro dopo: “Ma qui siamo da Marta Flavi?”.

Ma tant’e’ che, arrivati ai piedi del tirone, massacrante e stretto sentiero tutto rocce e radici, perdiamo i nostri compagni e ci ritroviamo soli.

Sabrina perde il suo abituale sorriso e comincia a faticare… sempre di piu’, ripetendomi di non digerire le salite e poi un sasso, una spina, uno scivolone e i crampi: prima alle dita dei piedi e poi ad un polpaccio… non ce la faremo mai!

E invece si rimette di buzzo buono e risaliamo: con un passo a dire il vero piu’ da camminatori da Via Centrale che da podisti o alpinisti ma l’importante e’ arrivare in vetta, a quota 1550 dove ci attende il ristoro del 20° , situato a Santa Maria.

Non si ferma, Sabrina, anche se il suo passo e’ sempre piu’ incerto e la faccia sempre piu’ sofferente ma finalmente la vetta… pensiamo che oramai il piu’ e’ fatto, senza sapere assolutamente che fin qui sono state rose e fiori.

Una sosta al ristoro, un paio di scatti con la sua fotocamera appena acquistata e via: il panorama da quassu’ e’ meraviglioso e l’andatura, tutt’altro che da top runner, ci aiuta a godere di questo bene che Madre Natura ci ha donato. Qui il tutto fa molto skyrunning: uno strettissimo sentiero con una incerta barriera formata da pali in legno e fil di ferro ci divide dal burrone e poi ancora sentieri in vetta: un bel su e giu’ fino ad arrivare in un posto meraviglioso.

E’ il Lago Calamone, che sta ospitando un numero impressionante di escursionisti. Davvero un luogo da favola ma, a differenza che nelle favole dove la fine e’ sempre lieta, nella nostra realta’ sta accadendo il contrario:  cominciano le prime gocce di pioggia, che al Passo Pratizzano, dove raggiungiamo e superiamo un provatissimo Fabio; diventano enormi, tante e fredde.

Un acquazzone di dimensioni ciclopiche si abbatte su di noi: siamo di punto in bianco fradici e infreddoliti e dopo aver percorso un tratto asfaltato, ci ributtiamo nei boschi e nei sentieri, che ormai sono diventati pozze di fango e acqua e dove improvvisati torrenti, un tempo denominati “Sentieri del Lupo”, “accolgono” le nostre scarpe e le nostre caviglie. Un vero disastro! Impossibile correre, e anche camminare diventa un’impresa. La pioggia non smette di cessare e anzi, piu’ si scende e piu’ aumenta e piu’ fa freddo. Siamo in compagnia di altri quattro podisti, due sono di Oggiono e con loro scambio impressioni sulla recente Monza-Resegone, corsa anche da loro.

Si fa di tutto per passare il tempo e cercare di dimenticare quel lungo momento di sconforto che ormai ci attanaglia ma Sabrina non ce la fa piu’: e’ nervosa e infreddolita e ogni mio tentativo di spronarla cade nel vuoto, o meglio, tra il fango che ormai raggiunge livelli mai visti prima.

E piove, sempre di piu’, fin quando non scorgiamo il cartello del 35° km: Sabrina sembra quasi contenta mentre io penso ai sette chilometri, per lo piu’ percorsi ad un’andatura che piu’ lenta non si puo, che mi dividono dall’auto e da una mai come oggi meritatissima doccia calda!

E ancora salite, che sembravano finite ma che sono ancora piu’ numerose delle discese anche se, dalla cartina, a questo punto dovremmo solo scendere. Ci aggrappiamo alle radici, ai sassi conficcati nel terreno, agli alberi e ai loro rami e mai e poi mai mi sarei immaginato di “correre” una maratona in quel modo, sognando i lunghi e dritti rettilinei di Salsomaggiore!!

Un’ultima salita, con scalini annessi, e poi finalmente dei signori dello “staff” che ci comunicano che mancano solo due chilometri, due chilometri di asfalto, finalmente!

Sabrina riprende improvvisamente coraggio e vigore, i due di Oggiono pure e insieme percorriamo quell’ultimo tratto fin dentro a Busana, nuovamente, e poi ancora giu’ fino al piu’ sospirato ed agognato degli arrivi. Un bacio sotto il gommone del traguardo e’ il giusto premio a Sabrina per questa piccola impresa, non sapendo ancora che di li’ a poco verra’ premiata come prima nella sua categoria (anche se le modalita’ di questa premiazione sappiamo che porteranno a numerose battute!).

E mentre papa’ Antonio ci chiede di quel figlio dato sperduto sul Pratizzano e la moglie di Tommaso ci chiede di quel Minerva spentosi molto prima; Sabrina ed io, zuppi, infreddoliti e stanchi, ci portiamo prima alla macchina e poi alle tanto sospirate docce. Un saluto poi a Claudio (undicesimo assoluto e primo di categoria con tutti i rilevamenti questa volta al loro posto) e a Fabio (Busetti, questa volta) che ha chiuso in 4h30 (beato lui) e via verso il solito, abbondante pasta party.

Meritato, senz’altro, mentre ormai e’ tardo pomeriggio e gli ultimi (Govi compreso) raggiungono il traguardo… cosi’ si spegne l’eco di questa ecomaratona, la mia prima e non so se sara’ la mia ultima: mai dire mai e poi a Sabrina, nonostante tutto, e’ piaciuta cosi’ tanto!

Ah… le donne…!!

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