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2° Corsa dei Mulini – Liscate, 12.6.2005
QUANDO LO SPARO INGANNA |
“Anche se sentiamo lo sparo, facciamola tranquilla tranquilla… sabato c’e’ la Resegone!”
In sintesi questo e’ cio’ che ci eravamo detti Claudio ed io nell’immediata vigilia di questa gara, entrata a far parte da un paio d’anni a questa parte nel calendario AGAP milanese.
Questa era una promessa che ci eravamo fatti, per non strafare e per non rischiare in vista della sicuramente piu’ importante impresa che ci attendera’ sabato notte: la madre di tutte le gare… la Monza-Resegone.
Quindi riscaldamento praticamente assente, come Sabrina insegna, anche lei presente per la gioia degli occhi di tutti.. soprattutto per i miei e posticino nelle retrovie in attesa dello sparo.
Ma quel sordo suono di pistola ha su tutti noi uno strano effetto: un misto di magia e di spavento e allora via, subito a far andare le gambe ad un ritmo che di tranquillo aveva ben poco. Stefano, davanti a noi, percorrera’ i 12km e parte a razzo per fare i primi 5 alla grande per poi rallentare e noi, che faremo i 15 (o 16…o 15,5.. mah) lo seguiamo e, impietosamente, il cronometro dopo il primo mille ci segnala che siamo leggermente sotto i 4’, partenza lenta e sterrato compresi!
E impietosamente Claudio comincia a redarguirmi cercando, invano, di ricordarmi il patto preso i giorni precedenti e i momenti precedenti alla gara ma, come morso da una tarantola, invece di diminuire aumento l’andatura, spalleggiato da un ragazzo con barba e maglietta rossa che ricorda piu’ un reduce della guerra civile cubana che un podista. Naturalmente alla partenza ho perso (ahime’) le tracce di Sabrina, che ritrovero’ al ristoro finale implorante per un panino col salame (prontamente accontentata) e un bicchiere di vino (il suo Polase, pero’ gia’ terminato) ma il ritmo con il quale percorro i primi 5 km sembra davvero troppo anche per Claudio, che mi ricorda l’appuntamento di sabato per l’ennesima volta e poi millanta, senza troppo crederci, un fastidio alle gambe che definisce “pesanti”.
Passaggio al quinto in 19.23 e… doveva essere una tranquilla mattinata! Ma il percorso, sterrato e tra le campagne melzesi, invoglia come invoglia la mattinata tutt’altro che calda ad elevare l’andatura e poi quei sentierini tra i boschetti sono un invito a nozze e allora sotto… non mi fermerei piu’ ma… l’ennesimo “ammonimento” (anche se definirlo cazziatone sarebbe meglio) di Claudio mi desiste dal mantenere certi ritmi, lascio andare il reduce della Baia dei Porci e aspetto Claudio; finche’ all’undicesimo vedo la prima donna.
La voglia di andarla a prendere e’ tanta: ad occhio lei viaggia tranquilla sui 4’15 al km e, mentre mi produco nell’ultimo scatto della giornata, sento la voce di Claudio sempre piu’ lontana farfugliare qualcosa. Prendo la prima donna (si tratta nientemeno che di Antonella Bizioli) e da li’ decido anch’io di abbassare i ritmi e di trasformarmi nel suo ufficiale gabbiano…
Un gambero che fa il gabbiano stride un po’ con le leggi della natura ma per la prima volta mi ricordo del patto che avevo fatto con Claudio i giorni prima e accompagno Antonella verso un facile e meritatissimo successo, scambiando con lei e con il suo “pacer” ciclista chiacchiere varie e considerazioni sul percorso.
Concludo in un’oretta questa mia ultima “fatica” prima della Monza-Resegone, saluto Antonella e vado incontro a Claudio che di li’ a poco arriva, per poi defaticare fino all’auto e attendere l’arrivo di Sabrina che, come detto, vedo al ristoro nel pieno delle sue attivita’ post-gara.
Un saluto agli amici del GPG e via verso Cassano D’Adda, ad incitare chi ha affrontato una fatica vera, partendo da Lecco in una mattina che doveva essere “tranquilla” per tutti ... non per me, e non per loro.