13 Marzo 2005

MARATONA DI  ROMA
IL PRIMO AMORE

Di Tommy Bollettieri

 

Sei la piu’ bella d’Italia, questo dicono di te. Roma, ti ho scelta nonostante tu sia dura e selettiva, con tutte quelle curve, vestita di monumenti e panorami mozzafiato.

Sono alla mia prima maratona ma ti assicuro che quasi tutti i pensieri della giornata sono rivolti a te.

Mi ponevo mille domande e forse una sola risposta: prova e vedrai.

Cosi’, dopo migliaia di chilometri corsi in allenamento arriva il fatidico giorno: 13 marzo 2005. Adrenalina alle stelle, depositiamo le borse nei pullman e via, verso la partenza.

Barando sul tempo sono riuscito ad avere un pettorale che mi da’ l’opportunita’ di entrare, per fortuna, nel primo box di partenza: sono il numero 2466.

Non vedo nessuno dei miei amici… anzi no: li’ davanti c’e’ Matteo che si scalda con i campioni. Lo chiamo ma c’e’ troppo trambusto e non mi sente. Il cordone dei militari ci porta a stretto contatto dei top runners; la tensione sale; iniziano a scandirsi i secondi: 10, 9, 8, 7… e via verso il primo chilometro.

Tre e cinquanta secco e le gambe che girano bene; cosi’, senza accorgermene, arrivo al quinto, con un bel 19.15. Nel frattempo sopraggiunge Guido che mi guarda e mi (e si) chiede cosa ci facessi li’. Sorrido, gli do’ un cinque, un segno della croce mantenendo una velocita’ costante di 3.50 al km cosi’ fino al sedicesimo. Davanti c’e’ un gruppo: Guido riesce ad accodarsi mentre io da solo passo la “mezza” in 1.21. Sono a meta’ e decido di rallentare ma.. un bruciore improvviso compare sotto la pianta dei piedi. “No! Ti prego.. le vesciche..”  e invece e’ proprio cosi’: ho messo le calze nuove… che stupido!!

E’ ormai il 28esimo e sono sempre da solo; i chilometri non passano piu’ e qualche gruppo comincia a sorpassarmi. Chiedo conferma ad un atleta vicino a me se abbiamo gia’ passato il cartello del 29esimo. La risposta e’ lapidaria: “No!, siamo ancora al 28” e in quel preciso istante il mondo mi crolla addosso ma con caparbieta’ riesco a tenere ancora i 4 al mille e finalmente giungo al 30esimo in 1.57 e… sono stremato!

Federica, la mia fidanzata, insieme alle mogli dei miei amici, sara’ li’ ad aspettare i passaggi e questo mi da’ la forza per andare avanti. Sono esausto e solo al 35esimo; qualcuno ha gia’ mollato e io penso di fare altrettanto ma una vocina mi dice di resistere, perche’ il traguardo non e’ lontano.

Ormai ho rallentato vistosamente…. 4.45 al mille, trascino quel che e’ rimasto delle mie gambe fino al km 39… e’ finita.. mollo… sto soffrendo troppo.. le gambe non mi ascoltano piu’. Tento un’estrema reazione ma e’ davvero finita la benzina. Noooo!!! Non mollare. Ti mancano solo 3 km!! Al 40esimo c’e’ il ristoro e mi fermo.. e bevo tutto quello che vedo. Ripartire e’ dura ma vedo il traguardo, lo passo e stoppo il cronometro che recita 2.52.31!!!

Ora posso piangere di gioia, perche’ e’ cosi’ che deve finire…. Posso piangere di gioia perche ora.. Sono un maratoneta!!!

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