Lesmo -MI-21Maggio 2005

Lesmoinstrada

A ritmo di rock

di Davide Orrera

 

 

Mi ricordo i miei 20 anni, quando “andavo forte”, mi allenavo di piu’ ed affrontavo ogni gara con maggior cattiveria e determinazione di quanto faccia oggi. Per carita’, giusto cosi, il passare del tempo ti cambia le priorita’ ed ora la competizione e’ per me l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con chi ha la mia stessa passione ma stasera ho fatto un salto indietro nel tempo.

Oltre alla corsa, infatti, per me un altro dei piaceri della vita e’ la musica e quando ero agonista trovavo il modo di fondere insieme le due cose affrontando gli allenamenti piu’ leggeri con il walkman; musica e fatica insieme, per me un mix da sballo; Accadeva spesso che cosi’, in gara, il ritmo dei miei passi si univa a qualche pezzo musicale che cominciava a rimbalzarmi in testa e cio’ mi permetteva di correre “di conserva” e di preservare cosi’ le energie fisiche e mentali per i momenti clou della competizione. Ora una cosa del genere e’ istintiva, non ti succede a comando ed e’ appunto in questa per me magica serata l’ho ritrovata dopo un sacco di tempo.

Giunto sul luogo del ritrovo e dopo aver espletato le formalita’ di rito (ritiro pettorale ecc.) ritorno con tutta calma all’autospogliatoio mobile dove con tutta calma indosso la divisa da “guerra” e li’, complice il fatto che sono da solo, decido di stare qualche minuto ad ascoltarmi l’autoradio, giusto una canzone. Fatto cio’ torno in zona partenza, indosso la mia bandana “portaculo” nera alla Klajdi di Amici, e dopo il mio riscaldamento di rito che stranamente riesco a fare bene, mi schiero sulla linea di partenza dove trovo un mio ex compagno di societa’ dei miei anni d’oro. Altro salto indietro nel tempo; a proposito, Luigi, i tuoi 60 anni te li porti proprio bene, c’e gente della mia eta’ che un fisico come il tuo se lo sogna! 

Pronti via e riesco nella per me difficile impresa di non partire “a palla” ma di tenere un ritmo che mi permette di correre in decontrazione; la distanza di appena 9,600 km non deve trarre in inganno, il circuito da percorrere 2 volte e’ estremamente nervoso e per di piu’ gli ultimi 1500m circa sono tutti in salita, se alla fine del primo giro sei alle corde sei fatto.

Invece, guarda un po’ mi inserisco in un gruppetto dove riconosco diverse facce che mi arrivavano regolarmente davanti alle campestri invernali, tra cui il mitico Tino di Villasanta; penso che ora sto bene in quel gruppo ma sicuramente in salita mi molleranno; in effetti quando arriviamo al punto per me critico cominciano a prendermi metri, ma questi non diventano piu’ di una ventina alla fine del giro e cosi’, alla prima discesa, mi riporto sotto.

Ancora penso che le salite che devo affrontare per la seconda volta potrebbero essermi fatali ma poi mi dico che, come recita quello spot in tv, “pensare troppo fa male” e mi godo la compagnia dei miei amici-rivali, gli incitamenti del pubblico fuori dalle loro ville da urlo (se sapevo venivo qui a cercar moglie!!!)  fin quando non giungo alla resa dei conti: il muro finale!!! Stavolta decido di concentrarmi solo sul ritmo dei miei passi e del mio respiro senza pensare ad altro e qui si compie il miracolo: passo dopo passo dopo passo comincia a rimbalzarmi in testa “november rain” dei Guns ‘n roses  che avevo ascoltato prima in macchina, ho in testa solo quello ed il rumore dei miei passi, il gruppo si assottiglia ed io sono sempre li’, restiamo io e Tino, poi lui comincia a prendermi qualche metro, io ho sempre la mia canzone in testa e siamo al cartello dell’ultimo Km, comincio a tirar su cadaveri, riconosco facce da “gente forte” e non mi par vero di passarli via per di piu’ in salita che e’ sempre stata la mia croce, i Gunners sono sempre in testa, riprendo Tino, mi dico “si puo’fare” e gli vado via ma nella mia testa ci sono sempre le note di quella canzone, non mi rendo conto piu’ nemmeno dei miei passi fino a quando non si rientra in paese. Qui esplode il boato della piccola folla accorsa ad applaudirci (bonta’ loro) ed io rientro nel mondo reale, mi faccio prendere dalla mia showman dipendenza dispensando “five” ai bimbi e “grazie mille” ai grandi con tanto di

Inchino. Ho fatto una gara tutto sommato soddisfacente, ho battuto gente che non battevo da anni e non mi importa se il Tino mi ha fregato una posizione in volata sotto lo striscione; essere arrivato insieme a lui per me e’ gia’ un successo visto che fino a 2mesi fa mi dava 1 minuto in 6 km.

Piccola nota polemica: C’e’ certa gente che in alcuni periodi dell’anno ride e scherza con me e nelle gare mi arriva regolarmente alle spalle. Com’e’ che poi gli stessi soggetti in altri periodi me li vedo passar via manco fossero keniani e quando poi faccio per salutarli a stento rispondono ed evitano lo sguardo? La cosa mi lascia un po’ perplesso….

Dopo la gara un bel massaggio e via in macchina verso casa, la musica stavolta e’ dei Nickelback e l’obiettivo non e’ il traguardo ma la pizza con la birra che mi aspetta a casa.

Il cibo, altro piacere imprescindibile.

Alla prossima.

 

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