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27/02/2005 MEZZA MARATONA DI TREVIGLIO
Il miraggio di Vera
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Finalmente posso riprendere a rimpinzarvi delle mie idiozie su gare fatte o
viste dopo che anche il mio PC e’ venuto fuori dalla sua malattia. (mancava solo
lui!!); a questo punto un doveroso grazie
Va a Marco (che figata XP) ed alla brava (e bella) Monica, ma veniamo al dunque.
La corrente di aria gelida proveniente dalla Siberia annunciata da Uffailgufo Giuliacci non si e’
Fatta attendere e si e’ subito capito che non si sarebbe corso in canotta.
Si viaggia alla volta di Treviglio discutendo sull’ interpretazione della gara che si andrà ad affrontare; per tutti si tratterà di un test in vista di una prossima maratona, per la maggior parte di noi sara’Roma; Per quanto mi riguarda, si sa, 40 km a settimana sono pochini pochini per chi nutre velleità agonistiche a breve e cosi’ decido di interpretarla come un allenamento in compagnia in attesa di tempi migliori in cui potro’ seminare e raccogliere di piu’.
Giungiamo sul luogo della gara 1 ora e 45’ prima dello sparo, gli addetti ai lavori stanno ancora allestendo la zona di partenza-arrivo ed il vento e’ sempre piu’ forte e gelido; e’ presto, ci diciamo, sicuro che al via, tra la gente e l’adrenalina che sale, non lo sentiremo neanche (seee).
Ritiro del pettorale e caffé di rito nel bar adiacente la zona spogliatoi e li’ il Tommy ci delizia con la sua mise di gara: la maglia rosa fucsia della Milano Marathon, dire un cazzotto nell’occhio e’ un complimento, ce l’ho anch’io ma non avrei mai il coraggio di indossarla in gara.
Si torna con tutta calma in zona spogliatoi e, prima di cambiarci, il solito Tommy ci propina, tra un discorso e l’altro, la storia dell’origine della monogamia nella nostra religione; Marco Straccia giunge alla conclusione che essere monogami non e` una vera e propria legge ma un indirizzo da seguire o meno a seconda delle circostanze. Grande Straccia, per me maestro di vita.
Si va cosi al riscaldamento (si fa per dire) e si nota subito che il lotto dei partenti e` piu` numeroso e qualificato rispetto a quello della passata edizione che vedeva la concomitanza con la gara di Gaggiano
Spiccavano i nomi di Abdelhadi El Hachimi, Lele Zenucchi ,Alfredo Cosentino e del Baldini della Brianza Pietro Colnaghi.
Prontivia e decido, fedele ai miei dettami di gara/non gara, di partire tranquillo per poi aumentare, se ne ho, negli ultimi 5/6Km finali.
Percorro il primo 1000 in 4`15, va bene partir piano, pero` cosi e` troppo ed aumento leggermente cercando sempre di stare coperto per non prendermi tutto il vento addosso.
Al 6. Km vedo un gruppetto davanti a me e decido di provarci; stacco il mio fino ad allora compagno di viaggio e parto, col vento gelido e forte che sbatacchia dove vuole lui i miei 63 kg scarsi, faccio un po’ fatica ma vedo che quelli avanti a me non aumentano il distacco quindi e’ normale. Li becco al 10. e decido di farmi tirare un po’ per riprendermi; nel gruppetto c’e’ anche Paola Sanna, nazionale di ultramaratona, una pin-up versione bonsai e penso che e’ la prima volta che affianco in gara una nazionale.
Noto pure un portacolori del Gruppo Sportivo della Polizia che non lesina battute sul clima e su altro, io gli tengo botta e decido che quelli sarebbero stati i miei compagni di viaggio. Appunto, sarebbero stati….
Al km 13, localita’ Canonica d’Adda, vedo le brulle campagne circostanti ed il mio intestino pensa sia il caso di dare un contributo alla causa agricola e cosi’ sono costretto al primo pit-stop tecnico per concimare l’ambiente….
Mi tiro il collo per andare a riprendere il mio gruppetto, sempre solo e sempre contro il vento; l’impresa mi riesce dopo un paio di km ma, dopo un chilometro ancora mi tocca un’altra sosta sempre della stessa natura di cui sopra. Questa volta, pero’, i miei compagni di viaggio non mi staccano di molto perche’ forse la Paola ha un po’ mollato, lo capisco dal fatto che il gruppo ha inglobato altri 2 o 3 elementi provenienti da dietro, segno che ha rallentato. Lo raggiungo e sullo slancio gli vado via seguito da un armadio a 6 ante che trovo buono per ripararmi dal vento; dopo un po’ pero’ provo a mettermi io davanti ma, ormai vuoto di corpo e di gambe, cedo il passo a questo tipo che mi dice “dai che l’e’ finida!!!” ma non ne ho davvero piu’, solo la testa non molla
(chi l’avrebbe detto, spesso mi ha tradito proprio lei ) cosi’, cedendo un paio di posizioni nell’ultimo chilometro, taglio il traguardo stringendo i denti ma soddisfatto, e’ comunque stato un
Buon allenamento e, dopo aver finito ho fatto due riflessioni; la prima: certo che noi popolo della corsa, dal piu’ talentuoso dei fuoriclasse al piu’ scarso dei tapasci domenicali siamo proprio tosti da paura per metterci in gioco anche in condizioni climatiche simili; la seconda: ma se proprio dovevo
Beccarmi addosso qualcosa di siberiano invece dell’aria fredda non poteva essere Vera Atyuskina?
(la velina bionda di Striscia).
Per la cronaca la gara ha visto la vittoria di Abdelhadi El Hachimi su Zenucchi e Cosentino mentre tra le donne il successo e’ andato alla Keniana di Brescia Josephine Wangui.
Alla prossima.