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Besana B.za -MI- 28.3.2005
3^ BRIANZA DOUBLE CLASSIC IL GIOCO DELLE COPPIE
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Avevano pensato a tutto, gli amici della Polisportiva Besanese, per offrire alle 100 e piu’ coppie presenti un’impeccabile organizzazione. Avevano pensato a decine e decine di premi, a spogliatoi caldi con docce, un bar per il caffe’ pre-gara e un buon ristoro finale; oltre al percorso: il solito, nerboruto e difficile. Per podisti veri, quelli col cronometro al polso, quelli che “…non mollo mai!”
Non avevano pensato pero’ alla pioggia, fitta ed insistente il giorno di Pasqua a fare a pugni con la splendida e fresca giornata dell’anno prima. Ma oggi e’ lunedi’ dell’Angelo, e forse e’ lo stesso Angelo (ma non vorrei cadere nel blasfemo) che da’ una mano agli organizzatori e presenta alle cento e piu’ coppie presenti una mattinata soleggiata, fin troppo calda di questi tempi.
E allora, anche in questo caso, credo di non cadere nel blasfemo se penso ad una gara perfetta, per organizzazione e per sviluppo, dove nessuno ha nulla da recriminare.. dove tutti, se proprio devono prendersela, possono e devono prendersela solo con se’ stessi.
Galvanizzati dalla prestazione corale della settimana scorsa sulla “mezza” di Cernusco Lombardone ( a proposito, un “bravi” anche alla “Libertas Cernuschese” per l’organizzazione) ci presentiamo ai nastri di partenza in 4 coppie piu’ Claudio G. che come compagno di avventura si sceglie Corrado, incontrato mille volte anch’egli su e giu’ per i vialetti del Parco.
Nessuno di noi,pero’, e’ in perfette condizioni: di me sanno gia’ tutto anche gli alberi di suddetto Parco, Matteo alle prese con la tallonite e il mal di schiena, Norberto (l’altra meta’ della nostra coppia) con una fastidiosa (ahia!) pubalgia.
Stanno bene invece Pier e Luca, che formano la terza coppia e Mario e Sergio, il cui unico lamento e’ rivolto bonariamente agli organizzatori per non aver istituito un premio alle coppie “over 130”,, suggerimento da girare e… chissa’!
E come la settimana scorsa si vedono gli stessi volti (Tex e Gianlu ad aumentare le mie conoscenze), gli stessi colori e ci si scambiano impressioni, commenti e saluti poi, a distanza di 30 secondi, si parte.
Siamo la coppia numero 86 e come lo scorso anno siamo inseriti sul fondo della starting list. Un buon riscaldamento e alle 9.43 partiamo. Norberto (e lo immaginavo) si dimentica della pubalgia e ancora sulla pista, dopo pochi metri, lo devo riprendere. E’ partito a spron battuto e qui questa tattica non paga: troppo impegnativo si presenta il percorso per poter pensare di farlo tutto “a palla”!
E subito si sale, un chilometro abbondante in salita e poi giu’ per Correzzana, Lesmo, Gerno, Canonica; citati in ordine sparso. Sinceramente sono piu’ attento alle andature che ai cartelli indicatori anche perche’ non vorrei cuocermi e non vorrei veder cuocere il mio socio in discesa per poi affrontare le salite col fiato corto. E infatti tattica di contenimento in discesa anche se ad ogni chilometro l’orologio ci segnala che siamo ampiamente sotto i 4’ al mille.
E come l’anno scorso sto stranamente ed incredibilmente bene in salita, che affronto quasi sottoritmo, parlo per tenere viva l’attenzione del mio compagno sulle mie parole piuttosto che sulle dure rampette che ogni tanto spezzano il ritmo. Ma siamo appena all’inizio o quasi e non vorrei che questo improvviso benessere, accompagnato dalla quasi totale scomparsa dei miei dolori, non provochi una cottura postuma come e’ successo otto giorni prima a Cernusco.
E invece niente.. scendiamo verso Canonica con ancora un buon ritmo, io continuo a parlare senza apparente problema e anzi, saluto i numerosi addetti agli incroci e ho persino fiato per intonare una canzoncina, nonostante il parere contrario di Norberto che invece ha la stessa espressione di quando era partito, di quando era in discesa, di quando era sul piano, di quando dorme, di quando guida la macchina, di quando azzanna la “salamela”, di quando… (curiosi eh?).
Correzzana: ed e’ salita… quella lunga, quella che temiamo. Giravolta verso destra e su e sinceramente io sto esattamente come l’anno scorso, anche se il caldo si fa sentire molto piu’ dell’anno scorso e il crono e’ leggermente superiore. Ma la tattica e’ la stessa, io davanti e lui dietro. Davanti cercando di non strafare e di non staccare, fare l’elastico sarebbe un suicidio tattico e allora, anche se alcune coppie gia’ ci superano, viaggiamo con un passo decisamente buono ma mai esasperato.
Fine del salitone e ancora le gambe mi reggono, i dolori sono definitivamente spariti e tutto procede bene. O quasi, e giunti al 14esimo, dopo una salitella nemmeno troppo pronunciata, sento le stesse negative sensazioni di una settimana fa. Gambe stanche, “sgonfie”, come dico io; mi sento incredibilmente vuoto dagli inguini in giu’ e mentre mi sorprendo per questo improvviso malessere, Norberto prende coraggio e fiato e comincia a tirare deciso. Lo ammonisco chiedendo pieta’ per qusesto strano atteggiamento dei miei arti inferiori ma mentre patisco piu’ che mai, all’orizzonte due figure femminili molto note con alle spalle qualche coppia da prendere, azzannare e abbandonare al loro destino. E allora, come d’incanto, mi torna la “rrabia” (come la chiamava Diego Pablo Simeone) e torno a fare io l’andatura. Tutto sparito: la stanchezza, lo svuotamento, le gambe “sgonfie”.. si torna a fare sul serio e ci beviamo quelle coppie tutte d’un fiato. Ormai mancano meno di 4 km ed e’ un continuo su e giu’ ma Norberto mi comunica che la sua pubalgia sta prendendo vigore e allora torno a parlare, a fargli coraggio e a chiedere ad ogni salita, ad ogni curva, ad ogni discesa se l’andatura puo’ andar bene. La risposta e’ positiva e allora ancora su e giu’ con un bicchiere d’acqua rovesciato in testa per lenire il caldo (stavolta davvero notevole e fastidioso) che mi/ci circonda.
E poi, finalmente, il cartello dei 17… il piu’ e’ fatto e ora un lungo discesone corso a perdifiato prima di arrivare sulla pista di atletica, dove il pimpante speaker (quello che aveva all’inizio incensato Norberto, citando varie sue imprese sportive) annuncia il nostro arrivo e dove Roberto, sempre appostato e in agguato, ci stampa la foto finale. Finale con sprint, basta poco per rimanere fuori da quel quinto posto di categoria che, visto il livello delle coppie over 100, potrebbe essere alla nostra portata ma anche no.
Il tempo un po’ ci scoraggia: 2 minuti e mezzo in piu’ dello scorso anno ed e’ strano perche’, come l’anno scorso, abbiamo l’impressione di essere comunque andati bene. Forse e’ stato il caldo o forse non lo so ma sta di fatto che la speranza di essere nei 5, e quindi sul gradino piu’ basso del podio, ci abbandona anche se Claudio G. e Corrado, che ci hanno dato rispettivamente 5 e 3 minuti sulla mezza di otto giorni fa, giungono a soli 5 secondi da noi.
Il tempo di vedere l’arrivo di Luca (fresco) e Pier (che tossisce durante, dopo e molto dopo l’arrivo) e di un sofferente Matteo (comunque ottavo assoluto!), e poi sotto la doccia. Con lo show di Giuseppe che piange per non aver fatto un inverno come voleva lui, che e’ da poco che e’ tornato a correre (e allora quel Mininno che faceva le campestri chi era? Suo fratello?) e che comunque si piazza 14° assoluto e terzo tra gli over 100.
E noi? Boh.. al quinto posto francamente ci credo poco ma mentre sto per salutare Cosimo lo speaker annuncia i premiati della nostra categoria cominciando dalla coppia quinta arrivata: “Gianaaaatiiii – Stracciaaaariii!!”. Naaaaaa, ma allora ce l’abbiamo fatta!! E il saluto a Cosimo si trasforma in un cinque alto accompagnato da un suo bel sorriso, di quelli che fanno sognare le donne, almeno quelle (e mica poche!) che lo accompagnano nelle sue sgroppate al Parco.
Cerco Norberto, come avevo fatto alla partenza quando avevo temuto il peggio trovandolo ancora nei pressi del reticolato intento a fare pipi’, lo cerco e ancora non lo trovo.
Roberto ci scherza su ricordandoci che non siamo abituati ai podi (ma forse parla per me, Norberto e’ a premio praticamente ogni settimana), ma il mio socio arriva con comprensibile ritardo dopo aver scambiato due chiacchiere con questo e quello.
E poi il premio per Matteo, che proprio non ce la fa piu’ e zoppica vistosamente e la telefonata di Guido, al solito, per sapere come e’ andata.
E come vuoi che sia andata? Bel percorso, ottima organizzazione, quinti di categoria e la pioggia che ci ha abbandonati sul piu’ bello. Mancherebbe solo la sopresa dentro l’uovo… anzi no: il premio istituito seduta stante alle prime tre coppie miste arrivate e’ una bella sorpresa. L’uovo di Pasqua, che sia al latte o fondente, a Besana riesce sempre bene e a noi basta solo scartarlo; se poi anche la sorpresa ci sorprende….