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Parco di Monza, 3.Aprile.2005
11°
CAMPIONATO SOCIALE OPEN
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Eccomi qua, Domenica 3 Aprile, data fissata per l’annuale gara sociale dei Gamber. In realtà nel calendario, questa data non ha una collocazione fissa, ma solitamente viene fatta cadere lontana dagl’impegni più importanti che i nostri compagni, assidui nella partecipazione alle competizioni, hanno già stabilito nel corso dell’anno.
Già proprio così, perché se pur con carattere amatoriale un “atleta” dovrebbe preparare in anticipo un proprio calendario agonistico annuale in modo da poter imbastire la corretta preparazione atletica. Poi in realtà succede che un “tapascione” come me si trova spesso iscritto a gare con una preparazione alla “viva il parroco”, che a malapena ti permettono di arrivare al traguardo, ma va bene così.
Per quanto mi riguarda, devo dire che nella scelta del momento, i Gamber hanno sempre avuto una mira incredibile, cogliendo i miei momenti di peggior forma ed anche qui va bene così.
La gara sociale si svolgerà nel parco di Monza con gli ormai classici “desmila dei Gamber”, assumendo un sapore particolare misto tra una rimpatriata tra vecchi compagni di classe e il derby della stracittadina.
Purtroppo alla vigilia dell’evento le condizioni di salute di Giovanni Paolo II peggiorano repentinamente e il Papa dei giovani, il Papa sportivo si spegne, il mondo si ferma, anche quello dello sport. Il lutto si trasforma ben presto in evento mediatico, ma per ogni approfondimento non mi pare questa la sede.
Tornando alla cronaca, la mattina della domenica si avvia piena di sonno sotto la casa di Marco, infatti, parte della notte è passata con la convinzione di avere dei gattini sotto il letto, scoprirò solo poi che la vicina è rientrata a casa dopo un parto gemellare, auguri alla famigliola.
La giornata è limpida, ma fa un freddo inconsueto rispetto i giorni precedenti, arrivati al parco troviamo i prati con una bella distesa di brina. La zona, sebbene sia ancora molto presto, è già animata e piena di Gamber, indaffarati per organizzare la gara, io mi limito a guardare. La Cascina Mulini asciutti sede di ritrovo, partenza e arrivo, ben si presta, come la hall di un albergo, a ricevere tutti i Gamber partecipanti e gli amici di altre società che “l’ufficio stampa” ha provveduto ad invitare. Personalmente sfodero subito la mia arma migliore, la chiacchiera, sicuro di non compromettere la prestazione cronometrica, l’opportunità è ghiotta ritrovare volti da tempo lontani, allacciare nuove relazioni. Intanto il piazzale si riempie di un centinaio di partecipanti “blasonati” e non, di spicco la fondista mondiale Calissoni che non conosco di persona, ma che non perde l’opportunità di vedermi in ginocchio ai suoi piedi (dopo avermi rovesciato addosso il contenuto del suo zainetto).
Tutto prosegue come da copione con l’ufficialità di una gara vera, pettorali, cartellini, fotografi e alle nove il posto brulica d’atleti scalpitanti presi dalle fasi di riscaldamento. L’abbigliamento è dei più svariati e va dalla canotta al pile, qualcuno opta per i guanti.
Ci spostiamo sulla linea di partenza, io mi assesto tra le retrovie, di lì non sento bene, ma vedo la avanti Matteo sensibilmente commosso, ci spiega le motivazioni della scelta di correre nonostante il lutto nazionale, si decide un minuto di silenzio, l’adesione è sentita, un minuto è lunghissimo e la natura prende il sopravvento con il rumore del vento tra le fronde e il canto degli uccelli.
Un applauso e subito lo sparo del via, il gruppo si allunga e complice la strada in curva, riesco a vedere benissimo il serpentone che si snoda sul percorso, l’impressione è che la davanti non stiano esagerando, intorno a me i volti sono i soliti, anzi no qualcosa stride Guido e poco più avanti Matteo (?) vicini a me al punto di poterci parlare, ma il mio fiato è subito corto e cerco di tenerlo entro certi limiti. (Al traguardo mi spiegheranno che altri come loro non hanno voluto indossare il pettorale per il Papa e saltare quindi la competizione, questo procurerà un po’ di confusione hai cronometristi e al nostro webmaster,fotografo, organizzatore e caso eccezionale anche CORRIDORE).
Il tutto ritornerà nella normalità, quando li vedo allontanarsi con una facilità disarmante lasciandomi sul posto, così resto a “gareggiare” con chi è più alla mia portata, il sonoro di sottofondo è sempre lo stesso: il mio fiatone.
Lungo un percorso che conosco a memoria, minuto dopo minuto guadagno terreno verso il traguardo, la mia posizione è invariata, solo a poco dall’arrivo nel tentativo di guadagnare una posizione riesco a perderne due. Il cronometro si ferma a 46.33, e va bene così. Pochi istanti ed ho già ripreso a pieno l’attività che più mi si addice, il bianco da una parte il salame dall’altra, il tutto gentilmente offerto dal 43enne Claudio. Chiacchiere, foto, premiazioni, applausi e si chiude anche la festa di quest’anno. Ma per me la festa è appena cominciata, casa doccia, e subito fuori alla volta del Santuario della Madonna delle Grazie – Monza, dove si svolge l’annuale fiera, un bagno di folla, altra salamella metre si guardano le bancarelle e usciti dalla “vasca”, via alla volta di Agrate.
Anche i piccoli si devono divertire, quindi parco giochi “Aldo Moro” dove i figli mi finiscono, come attaccato al giogo spingendo una diabolica giostrina.
Il rientro a casa in serata mi vede “rotto” come se avessi fatto una “Resegone”, le previsioni dicono che i gemellini questa notte non saranno un problema, e va bene così.