Vignate (MI),  30.10.2005

Giro dei Fontanili

Un assaggio della mela

 di Marco Stracciari

 

Vignate come lo scorso anno, quando “usai” questa piccola grande pseudo-competitiva come ultima sgambata domenicale prima del mio viaggio transoceanico.

Vignate meglio dello scorso anno: per il clima, sicuramente migliore rispetto alla passata edizione e di conseguenza migliore in termini di tempo e fatica. Ricordo che lo scorso anno corsi solitario tra enormi pozzanghere e fanghiglia che si attaccava ai battistrada delle scarpe come la vecchia Coccoina alle figurine di quando eravamo bambini e al ritmo di “celomanca - celomanca” ci scambiavamo un Martiradonna per un Pizzaballa: una fatica infernale e un arrivo con il fiatone.

Vignate meglio dello scorso anno, anche per la compagnia. Mi dirigo con l’ormai fissa e graditissima presenza di Sabrina verso un’inconsueto, rispetto allo scorso anno, luogo di incontro e da li’ (Gorgonzola) tutti verso Vignate, dove so che incontrero’ altri battaglieri amici.

Il clima e’ molto umido e nebbioso, segno che di li’ a poco spuntera’ il sole… bello e caldo per il periodo; tant’e’ vero che la maglietta a manica lunga mi sembra fin troppo per la mite temperatura che inaspettatamente ci ritroviamo.

E dopo un abbozzo di riscaldamento, sempre con Sabrina e altri amici, il via alle otto e mezza puntuali con uno “pseudo” giudice di gara che invece della pistola ci fa partire sbracciando come un vigile in piazza Loreto all’ora di punta!

Lascio Sabrina nella “pancia” del gruppone e con Davide, trovato li’ per caso gia’ sudato madido solo dopo il riscaldamento, lascio la pista del piccolo stadio, dove arrivero’ un’ora e un quarto dopo.

E in quest’ora e un quarto la gioia di poter godere di tutti i colori dell’autunno concentrati in quello sconfinato angolo verde alle porte di Milano: le foglie ingiallite che fanno filtrare i raggi di uno splendido sole; le cascine che ospitano i ristori e che fanno tanto venir voglia di fermarsi; i sentieri che attraversano boschi e prati senza fine… e viene veramente voglia di andare, senza cronometro e senza pensieri!

E subito incontro Moreno, uno dei miei compagni di sgroppate al Parco di Monza. Moreno e’ gia’ stato lasciato dai suoi due amici Giuseppe (che arrivera’ secondo nella 12km) e Mario, che mi precedera’ in classifica dopo una gara tutta a manetta. E con Moreno prendo Castagna, un amico podnettiano con tanto di rilevatore satellitare. Due chilometri con lui per avere l’ulteriore conferma del fatto che non e’ poi cosi’ difficile misurare un percorso, anche se questo non si sviluppa su strade asfaltate ma su sterrati di campagna.

Il ritmo e’ buono, poco sopra i 4 al mille e forse la compagnia e l’ambiente mi fanno esagerare un po’, in considerazione dei miei prossimi impegni. E infatti dopo due chilometri anche Castagna si stacca (chiudera’ comunque con un ottimo 1.17) e con Moreno ci allontaniamo. Moreno sbuffa, ogni tanto mi riprende per l’andatura troppo allegra: per lui che doveva fare un semplice test prima della mezza di Trecate, e soprattutto per me che tra sette giorni andro’ oltreoceano; ma oggi va cosi’ e ogni tentativo di ridurre l’andatura si infrange prima ancora di incontrare le nostre caviglie. Nemmeno il congiungimento con la prima donna ci fa desistere dal tirare un po’: io mi stacco subito, Moreno invece l’accompagna per qualche decina di metri ma la poverina e’ davvero provata (e mancano ancora piu’ di 10 chilometri): la lascia per tornare sui suoi e miei passi.

Un saluto a Iole e Peppino e un rimbrotto a quest’ultimo che, nonostante l’esperienza e i dolori, affronta con podistica incoscienza la distanza piu’ lunga. Loro non sono competitivi e hanno scelto una tranquilla partenza anticipata, cosa che ci permette di raggiungerli solo oltre 10 chilometri dal via.

Passati anche loro, Moreno mi comunica che e’ ora di diminuire le cadenze… mancano sei chilometri o anche meno e sarebbe anche bello e salutare abbassare i toni e rilassarsi un po’ di piu’ ma la voglia e’ tanta e anche di piu’ e ogni suo tentativo di convincermi cade nel vuoto. Pero’ non molla e mi segue e se da questa sgambata cercava delle conferme per una buona mezza dal ritmo direi che le conferme sono ben chiuse in banca e grazie ad un lungo e ombreggiato rettilineo (lo scorso anno piscina di fanghiglia) di rallentare proprio non se ne parla.

Ci raggiunge Giuseppe, che ha finito la sua fatica sulla dodici e si mette fianco a fianco con Moreno, comunicandoci una posizione di classifica leggermente troppo ottimistica rispetto alla realta’. Ora e’ lui che scortera’ Moreno fino al traguardo: io mi stacco un po’ aumentando la falcata negli ultimi due chilometri, giusto il tempo di veder arrivare Mario che chiudera’ ottimo sesto.

Un ultimo ma leggero su e giu’ e poi l’entrata allo stadio: un mezzo giro e l’arrivo. E poi l’arrivo di Moreno scortato dal forte Giuseppe con una faccia che e’ tutto un programma ma con la consapevolezza di aver finalmente raggiunto un buono stato di forma.

Due giri di orologio e anche  Castagna attraversa lo striscione: giunge a fagiolo per segnalarmi che il percorso di 18 chilometri in realta’ e’…praticamente di 18, a differenza di altre piu’ importanti e blasonate competitive che invece presentano delle misurazioni a dir poco sommarie, oltre che molti servizi in meno.

Misurazione esatta, un buon pacco gara, spogliatoio ampio e confortevole e docce calde, ampi parcheggi (gratuiti) a pochi passi, un percorso bello e suggestivo… manca qualcosa? Forse una notorieta’ (voluta?) ristretta ai podisti di zona che comunque sono accorsi numerosissimi in questo piccolo centro dell’est milanese. Me la sono goduta, tutta, fino alla fine, fino all’arrivo di Sabrina, anche lei felice di aver goduto di questo bucolico regalo, fino ad essere gli ultimi ad abbandonare il ristoro finale e questa piccola ma suggestiva localita’… in attesa di imbarcarci (e’ davvero il caso di dirlo) in una grande avventura all’interno di una grande mela, bella e frenetica come lo scorso anno o magari di piu’.

Bella e’ Vignate con i suoi fontanili, i suoi colori, i prati, i boschi e il sole d’autunno, ma questa e’ gia’ storia….

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