16 Settembre 2007  Monza -MI- 

 

4^ Mezza di Monza

di Gianluigi Perego

le foto su podisti.net
 

 

Era l’anteprima di una serie di mezze maratone con prospettiva il miglioramento del tempo da anta (avendo nella mia prima fase di runner nei mitici anni settanta un 1h20’ in una delle prime Stramilano competitive) ma complice un’apnea in fase di riposo notturno con battiti a 31 svelato da un Holter per extrasistoli durante la visita medica, tutto è stato sconvolto.

“Riposo assoluto da gare agonistiche” la diagnosi della cardiologa e la mia seconda mezza di Monza si trasforma in un sevizio fotografico per la mitica Brigata Tapasciona con molti misteri da svelare.

Mail a Mandelli per l’orario e l’ubicazione del ritrovo, risposta ore sei davanti ai box, pensiero personale “l’è matt”: per esaudire le disposizioni del Mandellik mi sarei dovuto alzare alle quattro e trenta (ho il metabolismo lento), sorbirmi 15 km in bici nelle prime ore mattutine rischiando di essere stirato da qualche ubriaco mattiniero, quindi tutto con calma ricordando i consigli della cardiologa.

Arrivo ai box alle sette e quaranta (senza prendere il treno… ma la bici) ed impassibile con il suo armamentario trovo Roberto già al lavoro che mitraglia di scatti i runner che arrivano a ritirare il pettorale. Scambio due parole e mi metto alla ricerca dei brigatisti per la foto ricordo, che il Presidente ha deciso di fare al box 9 alle 9.

Il primo che trovo è Mario che dopo avermi chiesto come stavo comincia a sparare una sequenza di gare che seguiranno questa mezza da farmi rabbrividire,. Alla mia domanda “ma quando riposi” segue la seguente risposta “a novembre, quando farò solo alcune mezze….”. Sconvolto me la svigno e trovo il buon Lamber seguito da “non ci posso credere…Claudia!” .

Immortalati da Roberto sicuramente saranno oggetto di sfottò da parte di Max che come al solito stabilisce un appuntamento e poi non si fa trovare.

Da lontano arriva Scianca con Asfalto (alias il fratello) col pettorale ben visibile, con sopra quello della Maratona di Riccione valevole per il titolo iridato amatori, che ancora in crisi idrica ci annuncia che non partirà non avendo smaltito il caldo della gara precedente.

Alle nove, dopo aver salutato Antonio e Gianluca, si presenta il Presidente con Daniele annunciandoci una sorpresa, motivo del suo tardare.

Infatti arriva la Dani col marito, pronta a cimentarsi sulla mezza, quando il “dove saremo della brigata” la dava in quel di San Donnino di Modena per un’altra mezza. Baci e abbracci, la conferma della mia presenza a Parma e tutti a far la foto con Danilo disperso.

Primo colpo di scena: i solerti signori dello staff, senza numero ed anche solo per una foto di gruppo, non mi fanno passare e secondo colpo i brigatisti schierati al box 9 attendono invano il Mandellik: lui è in altre faccende affaccendato, non resta che disporsi al nastro di partenza.

Esco dai box ed inizia la mia seconda parte della mezza avendo già accumulato 16 km. Attendo i miei soci all’uscita dell’autodromo e qui scopro la prima magagna di questa gara: da una porta non custodita entra gente sulla pista in direzione contraria alla gara, chi in bici chi correndo, e poi ritorna correndo o pedalando davanti ai primi anche se di qualche minuto. Non sarà la sola perchè troppa gente in bici seguirà poi i corridori zizzagando tra di loro.

I primi due come fulmini escono dal sottopasso e s’immettono nel parco, rimango in attesa di immortalare i  brigatisti e mentre la marea di gente sale spuntano Gianluca, Mario e Danilo che si diverte a rovinare le foto, poi Antonio, e Fabio e Max con Claudia in mezzo, e la povera Dani sola che mi saluta in attesa che il “samaritano” si accorga che è rimasta dietro. Mentre mi avvio al 9° km, stando ben attento a non dare fastidio a nessuno, intravedo Asfalto che in salita dopo soli 5 km denota già una evidente stanchezza.

Sono al 9° km, i primi sono già volati via, vedo volti strafatti e gente che schiaccia il lap dei cronometri alla ricerca del tempo di media, ai lati della strada i famigliari incitano e danno indicazioni a chi sta loro davanti. Vista da fuori è una sofferenza altrui, mi domando che faccia avrei io a quel chilometro.

Dietro la Brigata hai voglia di scherzare: Gianluca sbraita per farsi fotografare, Danilo fa linguacce, Mario e Daniele impassibili fanno girare le gambe, Fabio tacchina Claudia e m’invita a fotografare Giorgia, Max “il samaritano” e Dani con la sua giarrettiera si divertono a sfottermi.

Risalgo i gruppetti in senso contrario: c’è gente che cammina, altri strascicano le gambe e non sono neanche a metà gara. Mi porto verso il 13° km e all’altezza del vialone che collega Monza a Villasanta incontro il primo che sta già tornando verso l’autodromo e dietro di lui il vuoto assoluto.

Mi apposto davanti al cancelletto che porta ai giardini della villa Reale, passa Gianluca che stavolta mi anticipa e si mette in posizione per la foto. Danilo mi saluta con la mano (sarà gia in crisi o gli manca l’aria del Trentino?), passano anche Mario e Daniele ma sono troppo concentrati sulla gara.

Poi iniziano i misfatti: Antonio, prima tutto solo, adesso si accompagna con un bei ciapet dai pantaloncini gialli (come direbbe il Compa, perso in quel di Cologno e non venuto qui perchè il tempo massimo era dichiarato di 2h15’, in realtà poi portato a 2h25’, tempo a lui congruo). Fabio  prima gomito a gomito con Claudia è nel lato opposto della strada e rallenta aspettando Giorgia, infine arriva quel matto di Max che continua a tormentare Dani già stanca per i tre km di riscaldamento fatti per non rimanere imbottigliata con la macchina.

Taglio in mezzo ai boschi sorbendomi un assalto di zanzare attirate dal sudore perchè anch’io nonostante tutto sto faticando: a fine di giornata saranno 60 km in bici e non è poco per uno debole di cuore.

Sono all’altezza dell’inversione di marcia che riporterà i corridori verso il vialone di ritorno all’autodromo e dopo aver fotografato la sede per i pensionati della Brigata (la ben nota voliera del parco), aspetto i miei compagni.

Passano per primi Gianluca, Danilo, Mario e Daniele tutti troppo concentrati e stanchi per vedermi, solo il solito Danilo tenta ancora di scherzare e poi ecco Claudia ormai sola, il Lamber è lontano ormai dimenticato oppure scoppiato.

Ecco i tacchinatori: Antonio solo (allora al 13° km era tutta una finta, voleva solo farsi fotografare coi bei ciapet gialli) poi Fabio alias Lamber che sembra inchinarsi al passaggio di Giorgia e poi i due che chiudono il gruppo, povera Dani ancora 3 km di sopportazione.

Filo veloce verso il sottopasso del 19° km perché voglio immortalare i “due siamesi” sulla salita che porta al rientro in autodromo, non faccio in tempo a fotografare Fabio, ma lo ritrarrò  poi all’arrivo. Scatto un’altra foto a Giorgia e riprendo Max e Dani ormai cotta a puntino. Mi accodo a loro ma i solerti signori dello staff non mi concedono di seguirli nel tratto finale e neanche poi di riprenderli sulla linea di arrivo.

Impreco perchè so che perderò l’arrivo dei primi brigatisti che si schiereranno accanto a Mandellik sotto il gonfiabile ad aspettare gli altri, riesco a fotografare di spalle Fabio che allargando le braccia grida a squarciagola “Claudia dove sei” poi il duo arriva mano nella mano, chissà se sarà cosi anche a Parma.

Conoscendo Max non penso, a Parma sarà battaglia con Fabio, Antonio e Daniele, però oggi avrà guadagnato in salute se correndo sarà riuscito ad ascoltare il proprio corpo e non la sua mente e dovrà ringraziare Dani che oltre a sorbirsi le sue chiacchiere l’ha costretto a dosare gli sforzi.

Ritornando verso il parco incontro Marco, dimenticato in questa cronaca, è alla disperata ricerca di Asfalto e a ritroso compie gli ultimi km.

Mi fermo e l’assicuro, il fratello girovaga fra la massa dei runners alla sua ricerca, non è arrivato prima del previsto ma si è ritirato, troppa la fatica al 5° km.

Pedalo verso casa ma domenica a Parma sarà un’altra cosa, metterò le scarpe e correrò con i tapascioni. Le foto le lascio al buon Roberto che è ancora sulla linea del traguardo a fotografare la gioia degli ultimi che hanno vinto la loro gara, contro se stessi e la fatica.

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