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21 ottobre 2007 Cremona - 6^ Maratonina Città di Cremona di Fabio Maderna |
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Servizio
Fotografico su Podisti.Net |
Cremona, la Brigata Tapasciona torna a colpire!
Oggi ho corso, per la terza volta di seguito, la Maratonina Città di Cremona e, purtroppo, credo che sarà anche l’ultima. Attenzione, questa ipotesi non dipende dalla mia volontà! Infatti io a Cremona ci correrei sempre perché mi piace la città, perché la gara è organizzata benissimo, perché è sempre l’occasione per incontrare vecchi e nuovi amici e poi perché mi piace il percorso che, con quello strappetto finale prima di entrare in piazza del Comune, mi galvanizza.
Il problema è che dopo il nostro arrivo di oggi (oltre a me, Max, Daniele e,
incredibilmente , lo Sciancato) credo che per un po’ di anni i Cremona Runners
rifiuteranno le nostre iscrizioni, costringendoci a ripensare alle belle
domeniche trascorse sotto il Torrazzo.
Già lo scorso anno avevamo rischiato grosso con l’arrivo a carponi all’indietro di Max e Antonio (io attardato non avevo potuto partecipare), ma visto che non era arrivata nessuna lettera di diffida a ripresentarsi in quel di Cremona, abbiamo deciso che anche quest’anno ci si poteva divertire.
Era il 26 agosto. Da neanche 24 ore ero tornato dal mare ed ero già in canotta a
tapasciare in quel di Merlino (Mi) con Max e Daniele. Non ricordo come, ma a un
certo punto domandai: “Che si fa quest’anno a Cremona?” e subito dopo “che ne
dici se si arrivasse …………..?” L’occhio di Max brillò e capii che il nostro
arrivo alla 6^ Maratonina di Cremona era stato, almeno a grandi linee, deciso.
Come giusto un mese fa a Parma, anche il viaggio a Cremona lo faccio in
compagnia di Carlos super felice per il terzo posto conquistato dall’Argentina
nel mondiale di rugby. Alle 8,05 siamo a Cremona e Carlos chiede di poter bere
un caffè e ci fermiamo al primo bar pasticceria che incontriamo dopo aver
lasciato l’auto al parcheggio. Il bar brulica di podisti e fra questi Lorena
Panebianco con cui scambio qualche battuta e poi, manco ci fossimo dati
appuntamento, Daniela Superdanix e
Bruno Baruffaldi e con loro ci avviamo in piazza del Comune.
Alle 8,30 abbiamo già ritirato il pettorale (come al solito operazione
velocissima) e salutato i miei compagni di squadra Andrea, Fabio, Silvia e
Francesca. La giornata è limpida ma fredda e sono tantissimi i podisti che hanno
scelto la sala della Camera di Commercio per cambiarsi al caldo e, fra questi,
anche i fratelli Scianca in compagnia di Davvi.
Poco dopo arrivano anche Max e Daniele, siamo al completo.
Mentre Max e Daniele appuntano il pettorale alla canotta della Brigata, io lo appunto alla mia maglia sociale. Nei giorni scorsi, via mail, avevo spiegato a Max le ragioni della mia decisione e lui, con il solito acume, dopo timidi tentativi di farmi cambiare idea (se non la indossi non ti saluto più o te la faccio pagare prima o poi quelli riportabili in questa sede) aveva subito capito e condiviso la mia scelta.
Alle 9,00 siamo all’appuntamento sotto il palco dove Fabio Rossi sta già
speakerando (la nostra attenzione però la cattura la ragazza, molto carina, al
suo fianco), per la foto di gruppo e finalmente conosciamo Andrea in arte “Parolman”.
Ci attardiamo e quando ci incamminiamo verso il deposito borse sono le 9,10. Mi
accorgo che c’è qualcosa di strano perché passando davanti alle solita tende
dietro al Duomo non c’è ressa e soprattutto non ci sono i cartelli del deposito
borse. E’ lo Sciancato a informarci che il deposito borse quest’anno è stato
spostato e allora dapprima camminando e poi proprio correndo, raggiungiamo il
nuovo spazio adibito a deposito borse. Alle 9,28 siamo nelle retrovie del gruppo
e puntualissimo alle 9,30 lo sparo.
Per realizzare l’idea è necessario essere in quattro e quindi oggi si deve
correre obbligatoriamente tutti assieme e senza dare troppo peso al cronometro e
così ci comportiamo. Al 5° km raggiungiamo e superiamo Carlos che mi dà della
pecora nera per non aver indossata la maglia della Brigata, che invece lui
sfoggia. Gli rispondo di fare il bravo perché se no a Milano torna in autostop.
Lui perspicace, capisce e ammutolisce sparendo dietro di noi. Al 6° km facciamo
un po’ di cinema con papà Rossi per la foto. Passato il 7°, Daniele scorge
Robertosparafoto Mandelli dritto avanti a noi e Max dice: ”Vado un po’ avanti se
no impalliamo la foto”. Lo lascio andare avanti un metro ma poi scatto e gli
passo davanti e a momenti stendiamo il povero Mandelli che sprezzante del
pericolo e con una faccia allibita, continua a scattare foto. Fra l’8° e il 9°
raggiungiamo prima Davvi e poi la Superdanix. Con lei resto fino al 12°. Non è
in gran giornata e, seppur dispiaciuto, la lascio per raggiungere gli altri tre.
I nostri ritmi variano fra i 5,15 e 5,30 al km e mentre io e lo Sciancato siamo
quasi ai nostri massimi livelli, Max e Daniele si vede che stanno correndo con
il freno a mano tirato. Ogni tanto Max, ormai con la testa già a Venezia,
aumenta un po’ il ritmo e dobbiamo richiamarlo all’ordine. I chilometri passano.
L’aria, seppur la temperatura sia un po’ aumentata, è sempre frizzante e si
corre bene. Poco prima del tratto che costeggia il Po vado un po’ in crisi e
sono prima Max e poi Daniele a starmi accanto e a far sì che non perda troppo
terreno. Quando superiamo il cartello dei 19 km siamo di nuovo tutti insieme. Al
20° km Max, come da copione, allunga per andare a preparare il terreno per il
nostro arrivo. Passando davanti a una chiesa alla sinistra della strada mi sento
incitare e riconosco Enzo, un mio ex collega cremonese che saluto. Arriviamo
agli ultimi 150 metri io e Daniele davanti e lo Scianca dietro. Lo strappo, come
detto, mi galvanizza e parto ma so che appena la strada tornerà in piano, se non
voglio compromettere tutto, dovrò di fatto fermarmi. A 50 metri dal gonfiabile
siamo tutti e 4 allineati e, grosso colpo di fortuna, nessuno davanti a noi. A
circa 15 metri dall’arrivo iniziamo a correre in retro running e a 5 metri ci
fermiamo: Max e Daniele si buttano a terra, io e lo Sciancato li prendiamo per
le caviglie e parte una gara a “carriole” che Fabio Rossi commenta alla folla
presente sulla piazza. Tagliamo così il traguardo dopo 1h55’ e spiccioli e poi
sono abbracci e foto, mentre dietro le transenne vedo due che ci indicano
divertiti. OK missione compiuta!
Chiudo con un appello e una considerazione. L’appello è per il comitato organizzatore: se promettiamo di tagliare il traguardo normalmente accettate la nostra iscrizione per il 2008? La considerazione invece è questa: se giovedì sera i miei compagni di squadra decidessero di eleggere un altro presidente, come dar loro torto?
Buone corse a tutti!