La Monza-Resegone 2007 una metafora: la tartaruga e la lepre
 
 
  di Pasqualino "Mino" Passoni  

 

Dal racconto di Esopo:

“Una tartaruga e una lepre continuavano a far discussioni sulla loro velocità. Finalmente, fissarono un giorno e un punto di partenza e presero il via. La lepre, data la sua naturale velocità, non si preoccupò della cosa: si buttò giù sul ciglio della strada e si addormentò. La tartaruga, invece, consapevole della sua lentezza, non cessò di correre, e così, passando avanti alla lepre che dormiva, raggiunse il premio della vittoria.”

La favola mostra che spesso con l’applicazione si ottiene più che con i doni naturali non coltivati.

 

Questo e' l'aneddoto che accompagna il racconto della Monza-Resegone 2007, senza togliere ovviamente niente a nessuno e nel rispetto di tutti e della grande fatica che i partecipanti hanno fatto, certi che tutti hanno avuto motivo di soddisfazione o di rammarico a seconda dei casi.

Sabato ho vissuto una bella giornata di atletica, prima all'Arena di Milano dovo ho visto finalmente ragazzi e ragazze motivati nel portare la maglia azzurra della nazionale, e sopratutto ben disposti a dare il massimo per far rialzare la testa, perlomeno in chiave europea, a questa nostra atletica.

Poi, con un notevole salto di ambiente, sono andato a seguire la Monza-Resegone, maratona atipica che si corre in formazioni di tre atleti per squadra.

E’ con professionalita' e passione, indipendentemento dal loro livello tecnico, che ho accompagnato Pietro, Francesco e Costantino nella loro preparazione a questa e altre gare a partire dall'agosto del 2006 quando ho procurato loro a St Moritz l'alloggio presso al tipica localita' svizzera, vero tempio della preparazione del fondo.

Da lì Pietro, Costantino e l'esperto e piu' "anziano" Francesco hanno cominciato a preprare questa gara. Io allenavo gia' Pietro, mentre Francesco e Costantino hanno visto nel lavoro che svolgeva Pietro (anche di Stefano ed del resto del gruppo) un programma adatto alle loro esigenze, possibilita' e tempo. Hanno tutti, quindi, cominciato a seguire una programmazione strutturata e simile per entrambi con qualche accorgimento a seconda delle esigenze personali.

Prima sono passati da alcune maratone, quali Milano dove Costantino chiude decimo in 2h29', o Alessandria dove Pietro centra il personale a 2h24'13", poi ancora Carpi dove il maturo Francesco (42 anni e viene dalla mountain bike) fa 2h35'. Poi tutti e tre a Firenze: Pietro 2h27', Costantino 2h31', Francesco 2h36', ma faceva caldissimo. Poi ancora Reggio Emilia: Pietro 2h25' e Costantino 2h32’.

L'inverno è trascorso tra mezze maratone e gare di lunga lena (la 50 km di Romagna ha visto Colnaghi secondo dietro a Barbi e Costantino Simonetta quinto) e sopratutto con grandi lavori di potenza aerobica, misti in collina tra i sentieri del parco del Curone e tra i boschi vicino Proserpio (Erba, dove abitano i fratelli Simonetat). Molti i lavori al parco della villa comunale di Arcore e al parco di Monza, dove lavora tutto il gruppo di mezzofondo e fondo e triatleti che io seguo per conto di alcune societa' (Camelot, Cento Torri Pavia, Fiamme Azzurre, Tritahlon Lecco, Ctl3, ecc..).

In primavera e’ cominciato il periodo dedicato alla Monza-Resegone: Pietro era gia' giunto sesto alla maratona di Pisa in 2h29' con 30 gradi, e Costantino nono in 2h33', mentre Francesco e' giunto terzo a 32 gradi nella maratona del Riso con un non esaltante 2h39' (con Zenucchi secondo in 2h37'… solo due minutini meno, forse un segnale?).

Tutto ruota intorno alla preparazione di Francesco, diciamo il piu' maturo dei tre e quello che ha i peggiori risultati tecnici. Invece Costantino e Pietro inanellano risultati importanti, sempre per le loro possibilita', in gare brevi e non. Nella mezza maratona di Gaggiano e' primo Costantino, seondo Pietro e terzo Stefano (Ripamonti), un altro buon elemento del gruppo (già secondo alla Monza-Resegone nel 2006). Nella Double-Classic di Besana Colnaghi in coppia con Zenucchi vince, mentre i due fratelli Simonetta sono ottavi.

Ma e' sulle stradali veloci che si vede la crescita di Francesco, prima a Villasanta un 10.000 in 33'30" e poi ancor meglio a Lesmo una settimana prima della Monza-Resegone.

E’ fatta, il terzetto e' ok! Va solo sistemato l'aspetto emozionale e psicologico, qui entra in gioco l'influenza importante di Francesco che, seppur il meno dotato dei tre, ha dato una carica determiante al fratello Costantino e a Pietro.

Obbiettivo numero uno, "anche se non vinciamo" dobbiamo fare il record della salita Erve-Capanna Monza. La loro anima da amanti della montagna vuole e desidera con tutto il cuore questo primato. Hanno messo il cuore per questa impresa. Li aiuta il loro sponsor "Impresa Edile Minoretti" che li mette a proprio agio dandogli una estrema fiducia.

Partono con il numero 101, 1'30" dopo la terna Ardemagni-Cortinovis-Carbone (questi ultimi due insieme all'altro maratoneta del gruppo Stefano Ripamonti erano giunti secondi nel 2006, Stefano invece questo anno ha dato una mano ad altri due amici, Danilo e Cesare poi al termine 11esimo), dopo di loro a 5'30" i favorittissimi Zenucchi-Cilento-Calcaterra. Da non sottovalutare assolutamente il trio Armuzzi-Fattore-D’Innocenti (che davano alla pari con loro).

Li ho aspetatti a Carnate dopo 13 km, dove io abito: lì dovevo valutare i parziali delle squadre piu' competitive per poi vedere come poter dare qualche indicazione utile.

In efeftti a Carnate, Pietro-Francesco-Costantino avevano oramai quasi azzerato lo spazio temporale che li divideva da Ardemagni-Cortinovis-Carbone, e avevano perso invece un po' di tempo nei confronti di Zenucchi-Calcaterra-Cilento, mentre erano alla pari con Armuzzi-Fattore-Innocenti. Ho esitato un po' a seguirli per vedere qualche altro passaggio... e qui ho fatto un errore. Infatti non mi e' stato piu' possibile raggiungerli se non a Erve. Moltissima gente infatti era al seguito della manifestazione, aggiunta al traffico locale, così si e' creta praticamente una coda di quasi 20 km. Andavo in auto piu' lentamente che gli stessi atleti i quali hanno dovuto fare un fumento di gas di scarico per tutto il tratto della statale 36. Sta di fatto che raggiunto il ponte di Caloziocorte non avevo ancora raggiunto il "mio terzetto". A questo punto non restava che andare a Erve, nella speranza di raggiungerli per dargli se non tutte le indicazioni necessarie almeno l'apporto morale.

Finalmente il traffico era quasi svanito in quanto avevo superato tutte le terne in gara. Nella ripida salita che porta a Erve ho visto per strada Antonio Armuzzi che correva solo senza i compagni: strano, ma indice certo di una crisi del terzetto. Sul ponte dell'Adda ho visto in un gesto tecnico piuttosto lento Ardemagni-Cortinovis-Carbone. Nessuna traccia di Zenucchi-Cilento-Calcaterra e di Pietro-Francesco-Costantino e nemmeno della terna con Stefano-Cesare-Danilo (Redaelli Stampi) che seguo tecnicamente sempre io, e che volevano essere i primi a passare da Erve prima del pra di ratt che porta a Capanna Monza.

Ad un certo punto ho pensato che non li avrei mai raggiunti, poi ho guardato il cronometro e ho pensato che era impossibile che fossero gia' arrivati. La gara passa per delle gradinate che tagliano le curve dei tornati, quindi era anche possibile che mentre io facevo la strada loro si trovassero sui gradini. A circa un km da Erve, finalmente vedo una lucina, con me in macchina vi erano mia figlia e mia moglie, e mi gridano “sono loro, sono loro!”. Era vero, Pietro-Costantino e Francesco, che aveva uno sguardo decisamente concentrato, erano lì nel piu' profondo buio della notte..

Pietro subito mi ha chiesto: "Dov’è Emanuele (Zenucchi)". Io sinceramente salendo non avevo visto nessuno prima di loro, e gli ho potuto solo dire di andare diritti e decisi verso la salita e di non preoccuparsi. Poco dopo ho incontrato Danilo-Stefano-Cesare che erano la prima terna di tutta la manifestazione ad essere in prossimita' di Erve, come loro speravano .

Ho raggiunto velocemente Erve, qui ho atteso il passaggio dei terzetti. A 150 metri dalla cima, Pietro, Costantino e Francesco raggiungevano Stefano-Danilo-Cesare, e gli toglievano la possibilita' di transitare per primi (anche se sono amici, non potevano permettersi di non superarli) ad Erve. Grande festa e affluenza di pubblico.

Tecnicamente do il tempo dei "miei", 2h22'40", veramente ottimo il passaggio, molto meglio del 2004 quando erano transitati in 2h28'. Dopo 20" passano Cesare-Stefano-Danilo e subito dopo la prima terna femminile. Il cronometro scandisce i secondi e i minuti, non arriva la terna Zenucchi-Cilento-Calcaterra, 2 minuti nessuno, 3 minuti nessuno... se arrivavano a 5'30" erano alla pari (tolto il gap iniziale), a 3'15" sento una moto, a 3'25" ci sono, sono loro, ma sono in quattro. Uno fa parte della terna Armuzzi-Fattore-D’Iinnocenti, nella confusione ho ancora il dubbio se era o no Armuzzi. Sta di fatto che Zenucchi cambia la maglia, mentre sono compassati Cilento e Calcaterra che in verita' ha una espressione piuttosto sofferta.

Quindi hanno 2'05" di vantaggio su Pietro-Costantino-Francesco. Il loro accompagnatore dice che

orami e' fatta, con 2'05" di vantaggio la gara e' loro (non conosceva ne me, ne mia moglie, ne mia figlia).

A me vien subito in mente il lavoro fatto in villa ad Arcore, e di come Francesco corresse davvero forte in salita, in pianura le prendeva di santa ragione da tutto il gruppo ma sul lavoro combinato di salite finale no! Sopratutto mi sono ricordato del loro intento base: fare il record del tratto della salita Erve-Capanna Monza.

Mi sono scomposto dicendo all'accompagnatore che 2'05" erano molti, ma che con Francesco detrminato avrebebro dovuto vendere cara la pelle per farcela. In verita' tutti pensavano, io compreso, che qui a Erve, la terna del "Forno di Colombo" avrebbe gia' dovuto aver raggiunto e forse anche superato l 'Impresa Minoretti. Forse un po' troppa sicurezza o superficialita' o forse i soliti problemi che in maratona possono sorgere, sta di fatto che non era così.

Ho consultato Laura, mia moglie, che dalla fine degli anni ‘80 agli inizi anni ‘90 e' stata per diverse volte in nazionale di atletica ( 4 mondiali di cross) e che di gare in montagna ne ha vinte diverse. A fine carriera (1h 13' nella mezza e un solo tentativo di maratona in poco piu' di 2h40') , anche lei ha capito quello che pensavo, la tartaruga batte la lepre, il vantaggio accumulato da Zzenucchi-Calcaterra-Cilento era troppo poco, perche' negli occhi e nel cuore dell' equipaggio Pietro-Costantino-Francesco c'era tanta, ma tanta determinazione e forza.

Loro non sapevano, perche' non avevo potuto dirglielo, quanto avevano di svantaggio o vantaggio o chissa che… loro hanno butatto l'anima, il cuore e il lavoro di mesi fatto insieme, le risate e le battute fatte durante gli allenamenti, e il coraggio e la volontà. Tutto questo, dicevamo, l'hanno buttato su quella irta salita. Francesco che era stato trainato sino a lì dai compagni, ha messo la trazione integrale e ha dettato il ritmo su tutta la salita. Pietro e Costantino che lo avevano portato in perfetto equlibrio fino lì hanno capito che stavano giocandosi la vittoria.

A Capanna Monza il grido di gioia di Francesco ha gelato il pubblico, il record della salita è fatto: 40'43", frantumato il precedente (42'03" del terno che inseguiva) .

I minuti passavano 2' - 3', 4'30" e il Forno Colombo non arrivava. Dopo i 5'30" e un centesimo arrivava l'emozione, era oramai matematicamente certa, la vittoria era loro. Tre amici, tre compagni, tre atleti, non certo piu' giovani, ma che hanno corso dando un senso compito alla loro gara, certamente come hanno fatto tutte altre terne. Ancora una volta l'impegno e la dedizione assoluta hanno superato "il talento", non me ne vogliano Eemanuele-Pietro-Giorgio (il differenziale in termini di personale nella maratona e' piu' che evidente, il solo pietro e', diciamo, alla portata , ma qui si corre in tre).

Mentre per il trio Zenucchi-Cilento-Calcaterra forse la Monza-Resegone rimane una gara impegnativa e dura, ma pur sempre una maratona quasi come le altre, per Pietro-Francesco-Costantino la Monza-Resegone invece (essendo abitanti della zona) rimane un traguardo, un impegno, un obbittivo pieno di motivazioni e di passione.

Ho seguito nella mia carriera di tecnico diversi atleti, qualcuno ha fatto i campionati del mondo, qualcun'altro gli europei, qualcuno e' stato lì lì per fare le olimpiadi: risultati importanti e ottimi, ma posso garantirvi che non ho visto alcuna differenza in termini di soddisfazione tra questi semplici atleti e coloro che hanno raggiunto i risultati sopra citati. Una soddisfazione immensa, sono davvero contento per questi piccoli-grandi atleti.

Chiudo come ho aperto l'articolo, dal racconto di Esopo:

Una tartaruga e una lepre continuavano a far discussioni sulla loro velocità. Finalmente, fissarono un giorno e un punto di partenza e presero il via. La lepre, data la sua naturale velocità, non si preoccupò della cosa: si buttò giù sul ciglio della strada e si addormentò. L tartaruga, invece, consapevole della sua lentezza, non cessò di correre, e così, passando avanti alla lepre che dormiva, raggiunse il premio della vittoria.

La favola mostra che spesso con l’applicazione si ottiene più che con i doni naturali non coltivati.

Bavi ragazzi, da parte di Mino

 

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