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28 Ottobre 2007 Venezia
Una gita con annessa
maratona |
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Venerdì 26
ottobre, l'avventura inizia con il ritrovo in Stazione Centrale, affollata e
caotica con il traffico del week-end e gli ultimi pendolari che tornano a casa.
Il gruppo dei prossimi maratoneti e degli accompagnatori si avvia lungo il
binario, la carrozza è in testa al treno e la strada per raggiungere i posti
riservati è lunga, soprattutto quando al seguito si hanno borsoni pesanti da
portare.
Praticamente è il presagio, e un buon riscaldamento, della quantità di strada
che ci toccherà percorrere durante il weekend.
Il viaggio inizia e in tarda serata arriviamo a Venezia-Mestre, dove cerchiamo
immediatamente l'albergo e depositiamo le borse nelle camere.
Affamati, decidiamo per una "pizzata" veloce tutti insieme e, dopo esserci
sfamati, considerata l'ora tarda, ce ne andiamo a dormire. L'indomani, a
colazione, facciamo un veloce briefing per organizzare la giornata.
Il primo appuntamento è all'Expo per il ritiro dei pettorali. Alle 10.30, l'Area
del Parco Giuliano riservata alla manifestazione è affollata e un lungo
serpentone ci indica il percorso da seguire per entrare e avere il desiderato
pettorale!
Al bancone ci sono tanti volontari che ci indicano il sentiero da percorrere e,
man mano che si avanza, la sacca dell'iscrizione viene riempita di magliette,
biscotti, integratori, pasta, volantini, gadget vari.
Poi, ognuno, fino a mezzogiorno, gira per i padiglioni dedicati al “running”
per immergersi nell'atmosfera. Qualcuno si butta nello shopping, provando gli
ultimi ritrovati tecnici per la corsa, pantaloni, magliette, calze e giubbotti;
qualcun altro invece riempe la sacca di barrette energetiche, frutta e bevande,
forse pensa al dopo gara quando la fame si farà sentire!
Dopo un pranzetto veloce e necessariamente a base di carboidrati, ci avviamo
con il bus verso la mitica Venezia. Percorriamo il ponte della Libertà che è lì
a ricordarci, con i suoi 4km circa, che all'indomani avremo raggiunto Venezia
solo con le nostre gambe.
Arrivati a P.le Roma nel primo pomeriggio, dopo aver attraversato il Canal
Grande con il primo vaporetto, ci ritroviamo con la guida turistica che per due
ore ci fa scoprire la Cattedrale di San Marco e alcuni angoli nascosti di
Venezia. Con 1 Euro, abbiamo avuto la possibilità anche di vedere la famosa Pala
di San Marco. E' un’enorme opera artistica in oro con circa 2000 pietre preziose
incastonate nelle figure (per fortuna, il solito Napoleone non è riuscito a
trafugarla!) che rappresentano la storia dell'arrivo dei resti di San Marco e,
quindi, la nascita della città veneta con la repubblica, i dogi, il potere
ecclesiastico totalmente autonomo rispetto a Roma e l'enorme progresso raggiunto
con i suoi mercanti (uno tra tutti Marco Polo) e i traffici commerciali.
La visita, purtroppo, finisce velocemente e, come da suggerimento della guida,
riprendiamo il traghetto e andiamo alla Basilica della Salute dove scattiamo
alcune foto e tocchiamo con “mano” un pezzetto di percorso della corsa prevista
l'indomani. Quasi tutti provano l'ebbrezza di correre su una passerella già
posizionata e tutti ci immaginiamo già quasi all'arrivo ...
Dopo il rientro in albergo e una rapida doccia, ci ritroviamo per andare a cena
da “Bepi el Venesian” che ci tratta veramente bene, dall'antipasto, ai primi ad
una grigliata di pesce fantastici con “sgroppino” finale che ci aiuterà a
digerire.
Dopodichè, una breve passeggiata, e tutti a nanna per una notte che speriamo ci
riposi al meglio per la fatica che ci attende.
Ore 6.00: la sveglia suona, il completino da corsa è indossato e,nella sala
colazione, ci ritroviamo con una compagnia di napoletani che, come noi, poco
dopo, raggiungerà Stra e la partenza della maratona.
Prendiamo il pullman dell'organizzazione che ci porta alla partenza. La tensione
sul pullman cresce, ripercorriamo il tragitto che, dopo qualche ora,
attraverseremo correndo; è bellissimo, ricorda la campagna inglese, enormi
distese di verde con ville storiche affacciate sul fiume Brenta. Il cielo è'
coperto, ma verso il mare si sta schiarendo; la giornata promette bene.
Arrivati! Ci svestiamo, ci riscaldiamo, ci salutiamo, un “in bocca al lupo!" e
tutti dentro le gabbie assegnate.
Mancano pochi minuti al via e l'elicottero per le riprese televisive continua a
sorvolare il fiume di gente che attende il via. Si compattano i gruppi e.. si
parte! Al bordo della strada, il pubblico si fa sentire con applausi,
fischietti, sonagli, incitando festosi tutti i partecipanti.
I paesi si susseguono: Dolo, Mira (dove i numerosi complessini musicali di
ragazzi del posto, bande del paese e una squadra di sbandieratori ci salutano e
c’incoraggiano), Oriago, Malcontenta. La strada è un susseguirsi di centinaia e
centinaia di persone che applaudono e che fanno il tifo a tutti i corridori,
qualche ciclista segue la corsa e scatta qualche foto. Si arriva a Marghera, i
km percorsi sono ormai 25, si vede un bel punto di ristoro e i pullman per chi
si arrende. E’ di molti il pensiero di arrendersi in quel punto: Barbara
confesserà che, per un attimo, guardando il cronometro, ha pensato di ritirarsi,
ma un “vicino di passo” l‘ha incoraggiata e, giustamente, le ha ricordato di
essere già a più della metà!
Si prosegue e si entra al Parco San Giuliano, il viale iniziale ricorda il Parco
di Monza e i colori autunnali della natura danno un po’ di respiro. Da qui
iniziano quei saliscendi che renderanno il percoso più duro nella seconda parte.
Dopo qualche km nel verde, si sale sull'ennesima collinetta e magicamente
compare sullo sfondo Venezia. E' ormai lì che aspetta, si supera il muro dei 30
km e via sul ponte della Libertà percorso in bus, il giorno prima.
Effettivamente c'è un leggero venticello contrario che asciuga la maglietta e fa
sentire qualche brivido, il ponte non finisce mai, lungo, dritto e con le
macchine a pochi metri sulla carreggiata opposta: una tortura! Ma finalmente
Venezia è vicina, ancora pochi metri e si svolta a destra verso il mare, le navi
della Costa Crociere sono parcheggiate in attesa di salpare, beato chi parte!
Ultimo ristoro e inizio dei famosi ponti; la prima scritta “mancano 14 ponti”
toglie il respiro e, dopo averlo superato, inizia il conto alla rovescia.
Si corre a pochi metri dall'acqua, sull'altro lato, i turisti gridano e battono
le mani.
Un'altro ponte, 13, 12, si vede già il prossimo, 9, 8, qualcuno si aiuta
aggrappandosi al corrimano, sotto si vede qualcuno seduto al ristorante, al
largo passano i battelli con gli atleti già arrivati che ritornano sulla
terraferma. Ecco il ponte di barche, si muove e un leggero senso di nausea sale;
ecco Piazza San Marco e il famoso ponte dei Sospiri, è proprio il caso di dirlo,
4, 3 ponti alla fine, la folla cresce e già sul penultimo ponte, si vede
all'orizzonte il traguardo: eccoci arrivati finalmente!
Le braccia alzate e medaglia per tutti quelli arrivati al traguardo. Barbara
chiude le fila della BPM, mentre Dario dal podio, dopo aver incitato Marilena
appena arrivata, grida il suo nome e incita anche lei fino alla fine.
Qualcuno non ce la farà ad arrivare a Venezia, ma almeno ci ha provato fino
all'ultimo: ci ritenterà ancora, ne siamo certi!
Il rientro in albergo è accompagnato dalla stanchezza e dalla gioia della fatica
appena compiuta. Intorno alle 17, dopo una bella doccia, ci ritroviamo tutti in
albergo per ritornare a Milano, contenti del tempo trascorso assieme e con un
ricordo di Venezia che difficilmente sarà cancellato dalla memoria.
A Dario Bacis, Massimo De Lazzari, Massimo Bertarelli, Giovanni Tornaghi, Enzo
Fumagalli, Massimo Gessago, Sergio Verga, Antonio Trapani, Enrico Intiglietta,
Marco Marchi, Campagnano Marilena, Barbara Brusegan e Dario Parisi, un sincero
“bravi!” da tutta la sezione.
Un complimento particolare va a Dario che è riuscito, battendo il suo record
personale, a giungere al traguardo in 2h53’ e guadagnarsi la terza posizione di
categoria per i Campionati Interbancari di Maratona 2007.
Arrivederci alla prossima gita