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06 Giugno 2008 Villasanta -MI-
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Sono da poco passate le 18, guardo fuori dalla finestra e vedo che un flebile venticello agita le foglie degli alberi, il pallido sole del pomeriggio si nasconde dietro le nuvole e penso: “vuoi vedere che viene a piovere?”. Dopo mezz’oretta piove, nel giro di 1 ora diluvia e poi arrivano pure i tuoni. Vado in camera da letto, prendo la canotta Podisti e la ripongo nell’armadio, sarà meglio tirare fuori una maglietta. Quando arriva Daniele a prendermi la pioggia non vuol sentire ragioni di cessare, sarà come l’anno scorso, acqua a catinelle ma speriamo sia meno freddo. Non è che in una gara di 10km ci sia poi sto granchè da raccontare, gli amici dell’Atletica Villasanta fanno comunque i salti mortali perché
tutto funzioni bene, nonostante l’inclemenza del tempo il percorso è già tutto ben transennato e protetto ed anche stasera tanti fantastici ragazzini si faranno beffe della pioggia e ad ogni passaggio nella cascina ci allungheranno le spugne e subito dopo il traguardo i bicchieri d’acqua, sempre con tanti sorrisi ed incitamenti. E parecchia gente sarà lungo il percorso a tifare. Con Cristiano definiamo il piano di corsa: “allora, partiamo a 4’30”/km poi verso la fine se ne abbiamo vediamo il da farsi.” Lui vorrebbe stare sui 43 minuti, a me basterebbe fare qualche secondo in meno del 45’55” della bellissima 10k di Monza: alla fine lui non ce la farà, io centrerò l’obiettivo alla grande. Si parte,
saremo all’incirca in 200, le prime preoccupazioni sono solo quelle di evitare le enormi pozzanghere, ma dopo averne centrate in pieno un paio non guardo neanche più dove metto i piedi. Ed al terzo km il piano di battaglia è già saltato perché Cris aumenta il ritmo, lo lascio andare tenendolo comunque a vista e mi ritrovo in compagnia di una coppia di podisti con la stessa maglietta: lui sempre davanti a tirare, ogni tanto si volta per verificare che lei lo stia seguendo, quel gesto mi piace, hanno il mio passo ed allora mi aggrego. Con lui ci alterniamo a condurre e mentre i km scorrono e penso che andremo avanti così fino alla fine il folletto dei tapascioni decide di regalarmi qualcosa che non avevo mai
vissuto in una gara. Appena passato il cartello degli 8km vedo che Cris rallenta ed addirittura si ferma. Fa qualche passo e mentre lo sto raggiungendo ricomincia a correre con il suo ritmo (alla fine mi dirà che era stata una fitta al fegato a farlo spaventare un po’). Mi metto dietro di lui e con i miei due compagni di gara formiamo un quartetto che procede di pari passo. Quando siamo all’ultimo chilometro stiamo per riprendere un podista che ci precedeva e nel frattempo, da dietro, arrivano di gran carriera una ragazza in compagnia di due ragazzi. Probabilmente pensavano di passarci via facile ed invece solleticano il nostro spirito competitivo: non li lasciamo andare via e si forma così un
gruppo di 8 elementi. Ho la fortuna di essere ancora lucido per captare una magnifica e per me nuova sensazione: in fin dei conti siamo runners che stanno andando in media a qualche secondo meno dei 4’30”/km, niente di trascendentale, non posso sapere se tra di noi c’è chi stasera poteva andare meglio o chi invece sta andando benissimo, però siamo tutti qui insieme e percepisco chiaramente che ognuno vuole giocarsi al meglio questo arrivo di gruppo. E difatti si piazzano in 5 davanti, ma non in fila, uno di fianco all’altro, io e gli altri due subito dietro e poco alla volta l’andatura aumenta. Mi piacciono da matti quegli attimi, ho come la sensazione che ognuno si sia trasformato in uno squalo
che ha sentito l’odore del sangue, tutti pronti a buttarsi verso la preda che si chiama traguardo e che ormai è a meno di 300 metri. E mi viene da pensare che sia come un arrivo di una tappa ciclistica per velocisti, tra questi compagni d’avventura dovrei battezzare la ruota giusta e mentre sto per scegliere chi seguire parte l’attacco. Non è un vero e proprio scatto, ma davanti a me un ragazzo aumenta di colpo. Un attimo di esitazione e Cris è il primo a seguirlo, una frazione di secondo per dare un’occhiata e vedere che gli altri tentennano ed allora parto anche io. Siamo all’ultima curva, saliamo sul marciapiede, manca davvero poco ed a questo punto siamo tutti in fila indiana. E’ una sensazione
incredibile sentire il respiro affannato di chi ti segue, percepire che quei pochi metri che mi dividono da chi mi è davanti sono come una barriera invalicabile, ma lo è anche per chi mi segue e che non riesce a rimontarmi. Ormai sono gli ultimi 100 metri, riesco ad affiancarmi a Cris e mentre penso che arriveremo insieme lui cede un attimo ed arrivo ad un soffio dal primo che aveva lanciato la volata tanto da dargli una pacca sulla spalla proprio sul traguardo. E ci ritroviamo tutti in fila mentre ci staccano il cartellino dal pettorale, con Cris ci abbracciamo soddisfatti mentre Roby ci regala uno scatto, e poi saranno chiacchiere cordiali davanti ad un bel piatto di pasta o una salamella e mentre andiamo via ancora sotto la pioggia quelli bravi vengono premiati. E pochi minuti fa nel vedere la classifica di noi staccati tutti di 1 secondo uno dall’altro mi ha fatto sorridere e pensare che è sempre bella questa gara di Villasanta e che questo sport ha sempre tanta voglia di regalarti nuove emozioni.
Alla prossima.