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10 Febbraio 2008 S.Margherita
Ligure (GE) 3^ Maratonina delle due Perle E ADESSO LE PERLE SONO TRE… di Massimo Bertarelli |
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Perché tre se sto per raccontarvi la mia Maratonina delle 2 Perle? Perché era la terza edizione e perché io ho incastonato nella mente e nel cuore la mia terza partecipazione a questa meravigliosa gara.
Gara che nasce giusto un anno fa in quanto, senza saperlo, la seconda edizione fu l’ultima vera gara della mia stagione 2007: difatti poco dopo, in una fredda e piovosa mattinata a Vigevano, si strappavano insieme al mio bicipite femorale destro tutti i sogni e le aspettative di quella stagione, la quale mi regalò sofferenze, cure, riabilitazioni, rincorse ed illusioni ogni volta disilluse ed a fine anno l’autentico suicidio podistico culminato con il ritiro alla Maratona di Reggio Emilia. Quella fu la giusta ed inevitabile conclusione ma, fortunatamente, avevo toccato il punto zero e forse anche un pochino più sotto, da lì non potevo che risalire e piano piano, con calma, modificando atteggiamento mentale e metodologie di allenamento mi ritrovo all’inizio di Febbraio con la serenità, la goliardia e la mia ben nota stupidera ai livelli del 2006 e mi sento pronto per provare a correre finalmente “una gara”.
E quale modo migliore poteva esserci per riconciliarmi con questo sport? Un percorso spettacolare che è un autentico regalo della natura, nessuna automobile neanche parcheggiata, le suole delle nostre scarpette sull’asfalto, i nostri respiri e le nostre battute la fantastica colonna sonora e per il terzo anno di seguito un sole caldo immerso nell’azzurro terso del cielo. E l’organizzazione che migliora sempre di più, quest’anno c’è finalmente lo speaker (avrebbe dovuto esserci anche un maxi-schermo ma non fa niente), la logistica della consegna pettorali e del recupero chip e pacco gara ampiamente migliorate, lo spazio del ristoro finale purtroppo è quello che è (ricordiamoci che è un paesotto di mare!!) e non è certo colpa degli organizzatori se per i residenti ed i turisti è diventato uno sport praticatissimo la caccia ai “nostri” pezzi di focaccia. Ed io che amo veramente questa corsa mi permetto di cominciare fin da Novembre una civilissima e costruttiva querelle con il Sig. Fenelli (organizzatore della manifestazione) in merito alle convenzioni alberghiere promesse e sbandierate ma nella sostanza non attuate. Il nobile intento era quello di attirare podisti con le famiglie in modo da unire sport e turismo, ma di fronte a solo due convenzioni con gli alberghi più cari in assoluto del posto era evidente un sicuro naufragio dell’iniziativa. Ma il problema è sentito e so che per l’anno prossimo chi di dovere si muoverà per tempo, io ho promesso che vigilerò ed attendo sviluppi positivi.
Arrivo con mia moglie nel primo pomeriggio di sabato, con il treno, comodissimo e veloce da Milano. Giusto quattro passi e scopro con piacere che l’albergo consigliatomi dal Sig. Fenelli è veramente carino e comodissimo, lascio la borsa in camera e sono già al ritiro pettorali. Roby Fotosuperquick mi aveva ammonito: “me racumandi, Max, le foto” ed io comincio a darci dentro con la digitale, anzi no, veramente è mia moglie. In 10 secondi ho in mano il mio pettorale e quelli di Gianluca (l’amico Brigatista che mi farà da pacer) e Paolo il sindaco. Loro sono in un agriturismo vicino a Sestri ed arriveranno la domenica mattina. Mi concedo una lunga visita agli stand della Km Sport e della Saucony e poi comincia quella che per me e mia moglie è una piccola ma graditissima vacanza. Passeggiata lungo mare, scopriamo che c’è una piccola ma affollatissima pista del ghiaccio, ci sediamo su una panchina a prendere il sole e nonostante i 100 anni abbondanti in due passiamo un quarto d’ora a ridere come due pischerli nel tentativo (infine riuscito) di farci un autoscatto.
Quando cala il sole ci rifugiamo nel caldo di un bel bar, scaldiamo lo stomachino con cappuccino e marocchino ed alle 18 siamo in Duomo, pieno zeppo, ad assistere alla Messa. Il nostro ristorantino che ci ospita da tre anni è sempre uguale, stessa calda accoglienza, stessi ottimi manicaretti, inevitabile adeguamento all’inflazione nel conto finale, ma niente di drammatico.
Ed in tutto questo rilassante pomeriggio nemmeno una volta mi viene in mente che in fin dei conti sono qui per una gara!!
E dopo una bella dormita alle 7.15 di domenica entro nella sala colazioni già gremita di runners ed è troppo simpatico quel gioco che facciamo tutti, ma di nascosto, mica farsi vedere né?, che consiste nel cercare di sbirciare i loghi od i simboli sulle nostre tute.
Comunque la mia Gamber tuta è la più bella e colorata.
Alle 8 sono in zona ritiro pettorali, lì ho l’appuntamento con Gian e Paolo e dalla mia posizione posso vedere come la consegna avvenga nel massimo ordine e molto velocemente. Nel frattempo lo speaker Ballati comincia la sua giornata di lavoro ed anche lui, poverino, ha bisogno di qualche minuto per ingranare visto che ogni 30 secondi ci ricorda che stiamo partecipando “alla maratonina più bella del mondo” la quale dopo 5 minuti dalla terza passa alla seconda edizione….ma è tutto comunque simpatico, anche queste involontarie gaffes dettate dall’entusiasmo ti fanno sorridere e ti sciolgono le tensioni. Agli altri forse, perché io proprio non ne ho, sono calmo, sereno, mi godo il panorama, ascolto gli altri podisti, guardo il via vai delle persone, imparo nuove ed incredibili metodologie di stretching (certi podisti sono veramente uno spettacolo!!) ed attendo l’arrivo degli amici.
Giusto qualche minuto di riscaldamento e poco prima della partenza ci posizioniamo quasi nelle retrovie del gruppone. Che questa gara sia ormai un successo ce l’abbiamo davanti agli occhi: duemila iscritti, non ci saranno tutti anche perché all’arrivo finale saremo in circa 1600, ma siamo molti di più dell’anno scorso e c’è molta più gente dietro alle transenne. Si parte, ci metto più di un minuto a transitare sul tappeto rilevatore, con quella muraglia umana davanti il primo km lo si fa a ritmo jogging, poi la calca un po’ si dirada e con qualche azzeccato slalom prendiamo il ritmo giusto. Gian mi ha promesso di tenermi tranquillo almeno fino al primo passaggio di Portofino, dopodichè il ritmo aumenterà e vedremo come andrà, non abbiamo velleità ben definite, a me basta finirla e divertirmi, lui sta preparando la maratona di Roma e tutto quello che viene va bene. Poco dopo il secondo km riconosco la sagoma di una cara amica, le riserviamo uno scherzetto, qualche battuta ma la gara è gara, Gian allunga il passo ed io dietro. Portofino se è famosa in tutto il mondo un motivo l’avrà, non credete? L’ho già fatto un mucchio di volte in questi tre anni ma il passaggio in piazzetta ed il pezzettino nel budello mi affascinano come se fosse la prima volta. Al 10^ km guardo per la prima ed unica volta il crono, siamo ben sotto i 50 minuti, lo dico a Gian e dentro di me capisco che sto andando di nuovo come sapevo fare con la differenza che non ci sto pensando e mi sto divertendo. L’anno scorso avevo intrapreso una mia personale gara con Gianni Morandi, ero stato al suo fianco per quasi tutta la corsa e poi l’avevo distanziato solo nell’ultimo km. Quest’anno praticamente non lo vedo perché è partito molto più avanti di me e soprattutto perché a 64 anni sta andando a schiantare il suo primato personale: chiuderà con un fantastico 1h37’ e da quella bella persona che è si concederà con il suo immancabile sorriso alla folla che lo acclama. Grande Gianni!!
La gara mia e di Gian scorre parallela, so bene di essere al di sotto dei 5’/km, ma non sto facendo fatica segno che gli allenamenti ed il potenziamento muscolare di Gennaio stanno pagando. Al secondo ristoro di Portofino mi fermo un attimo a bere un po’ d’acqua, Gian tira dritto e mi prenderà quei 200 metri che non riuscirò più a recuperare. Ma lo vedo sempre lì davanti a me, la distanza rimane sempre quella, vuol dire che stiamo tenendo lo stesso ritmo, sono contento cosi e mentre guardo il panorama l’arrivo si avvicina. Nel frattempo quei fenomeni con la pelle scura che abbiamo incrociato ed applaudito più volte saranno già arrivati da un bel po’, quello scricciolino di Gloria Marconi con una grinta da gigante anche lei, ed allora arrivo anche io. Quel rettilineo finale mi esalta e mi emoziona, c’è un mucchio di gente che guarda e applaude, dopo tanto tempo torno a mandare un bacio verso il cielo, stringo i pugni e mi urlo “bravo Max”.
E per premiarmi mi strafogo un buonissimo fritto misto innaffiato da un fresco bianco frizzante e con mia moglie, nell’attesa della partenza del treno, godiamo il caldo sole pomeridiano ed il meraviglioso panorama del Golfo del Tigullio.
Non vi è venuta voglia di correrla l’anno prossimo? Peccato, io sto già facendo un po’ di posto nel mio cuore….ci dovrò mettere la quarta perla.
Alla prossima.