foto di Marco Bordieri

13 Aprile 2008 Monza -MI-
 

  14^ Desmila Metar
Trofeo Vincis e Mecchia

di Marco Stracciari

 

 

 

 

Dove eravamo rimasti?

Nicola: “Ma chi sono tutti quelli lì vestiti di arancione?”. “Sono i Gamber de Cuncuress… quelli lì sì che sono forti, non come noi! Pensa: molti di loro fanno la Monza-Resegone”.

Li guardavo con molta ammirazione e un pizzico di invidia quelli forti, quelli vestiti di arancione che ogni anno si davano appuntamento sempre nello stesso posto per sfidarsi tra i viali alberati del Parco. Quelli lì fanno la Monza-Resegone?? Impossibile! “Fanno anche tante maratone!”, mi spiegava Nicola mentre arrancavamo a 5 al chilometro sul nostro solito giro dei diecimila: quello nostro… e guai ad immaginare di occupare quello loro, quello di quelli forti!

Sembra ieri, eppure sono ormai passati tanti e tanti anni da allora, da quando arrancavo. E poi, a poco a poco, mi sono guadagnato l’onore di aggregarmi a loro e di correre sul loro giro dei diecimila: quello di quelli forti.

E a distanza di tutti questi anni e a distanza di ben sedici mesi dal mio ultimo pettorale, ritorno su quei viali. Dopo sedici mesi di “sofferenze” e di poca voglia di gareggiare.

Non doveva essere una gara vera, solo una rimpatriata per vedere volti a me noti e cercare di spendere più fiato possibile nel pre e nel post gara, piuttosto che durante… ma si sa: il lupo perde il pelo, solo quello.

Non che nel pre mi sia risparmiato: tutt’altro, ma l’atmosfera e’ diversa rispetto a quando ci tenevo e mi allenavo, duramente, per un tempo soddisfacente. Perche’ oggi e’ giusto esserci, solo quello, anche per ricordare un amico che non c’e’ piu’ e che in questi viali mi, anzi, ci ha accompagnato spesso con le sue battute e i suoi sorrisi. Tommy decide di correre con il completino di Giorgio, l’amico che non c’e’ piu’, per ricordarlo con un gesto nobile, come se il George (come lo chiamavamo, alla francese) fosse li’ con noi.

Ed e’ bello vedere che oggi vi e’ una gara nella gara: molti rappresentanti lombardi di Podisti Net che, accogliendo i richiami dei Gambernet, sono tornati o hanno presenziato per la prima volta; con la speranza che si siano divertiti, con la speranza di rivederli qui ancora.

Purtroppo non c’e’ Sabrina: distanza non congeniale e voglia di stare con i suoi GPGini tra i sentieri dell’altra Brianza, quella al di fuori delle mura del Parco. Mi chiedono di lei e… la giustifico con una leggera smorfia: mi sarebbe piaciuto averla con me ma… diecimila metri non fanno proprio per le sue andature piu’ moderate e rilassate.

E si parte, poco piu’ tardi delle nove e se gara di retrovie deve essere, che sia. Carlo, un amico di Treviglio, mi chiede qualche chilometro in compagnia attorno ai 4 e perche’ non accontentarlo? Ricordiamo un’edizione della mezza di Cremona dove l’ho lasciato sul piu’ brutto (per lui) e intanto sbuchiamo dalle retrovie per affiancare e superare atleti su atleti. Bello così, come una volta, quando mi divertivo e da “dietro” ne passavo a frotte. Affianchiamo Giorgio e il Presidente AlbertoG con i quali avevo pianificato “alla buona” una gita in montagna tutta natura e piatti prelibati. Lasciamo subito Alberto the President e Giorgio, tre uscite ufficiali negli ultimi mesi e un’andatura a 4’, sembra starmi dietro con disinvoltura che sorprende soprattutto lui, anche se nei suoi tabellini di allenamento “omette” volontariamente le tante recenti sgroppate sui monti.

Un mille a 3’50 e Carlo abdica: troppo forte questo ritmo e mancano ancora sette chilometri buoni. Io mi stacco con Giorgio e affrontiamo il Viale Cavriga a buon ritmo e, per me, buonissime sensazioni. Giorgio invece gia’ sbuffa: e’ comprensibile e mi esorta ad abbandonarlo e tentare qualcosa di piu’ di un comunque onorevole 39 – 40. Davanti trovo chi non mi aspetto: Alberto e il suo I-Pod, ma mentre l’apparecchio elettronico sembra funzionare ancora bene, Alberto mi sembra gia’ sgroppare pesantemente a pile scariche. Superato anche lui vedo sullo sfondo prima Mario e poi Roberto ma per ora sono lontani e l’idea di prenderli lontana come o piu’ di loro. Pero’, d’improvviso, quella che doveva essere un’allegra sgroppata si trasforma in una gara vera: ultimi cinquemila come una volta: mi dico, e subito mi porto attorno ai 3’40 e Mario diventa sempre piu’ grande e grosso… lo vedo, lo sento sbuffare e… opla’, superato di slancio. E di slancio, quando manca ancora un bel quattromila, prendo Roberto: loro e le loro ripetute ogni mercoledi’, ogni venerdi… io che ho fatto un “veloce” negli ultimi 6 mesi eppure sono qui con loro e anzi, ne ho ancora e le gambe vanno.

Vanno ancora forte e la fortuna, che mi ha abbandonato in quest’ultimo anno e mezzo, improvvisamente mi accompagna: non un dolore alle mie gambe e non un segnale di stanchezza. Il fiato e’ quello che e’ e agli ultimi due chilometri, dopo aver “riassorbito” e staccato Nicola, sembro una locomotiva di un tempo: di quando la Monza – Milano, seconda in Italia in ordine di costruzione, sbuffava e fumava per portare i ricchi milanesi in vacanza e i monzesi al lavoro, mentre le sentinelle asburgiche, di guardia, ancora non immaginavano quelle cinque giornate la’.

Supero un ultimo atleta, uno dei pochi che non conosco, e ora sono solo, anche se la’ in fondo vedo l’arancione della canotta e l’arancione della maglia di Claudio e piu’ avanti Gerardo e Tommy. Troppo lontani, anche se a occhio sono in decisa rimonta. Ma in decisa rimonta e’ anche Nicola, che nel tratto finale mi “scartavetra” per benino. Ma ci sta: lui e’ atleta vero, io solo prestato per un giorno al “via tutti insieme”.

Concludo in un insperato 38.10, con il fiato cortissimo ma con le gambe che stanno ancora, e incredibilmente, molto bene e sono sincero e fiero di me stesso quando dico che piu’ di uno, vedendomi cosi’ presto al traguardo, si meraviglia della mia performance.

Ma so che e’ stata una performance fine a se’ stessa e con i pettorali ho chiuso: lo confermo anche all’amico TomPlatz che mi chiede, dopo questa prestazione, se ho nuovamente tra le mie corde il proverbiale “animus pugnandi”.

Ma di soffrire, almeno per ora, non mi va piu’: la corsa e’ una cosa meravigliosa e come tale ora la interpreto, senza sofferenze e senza patemi. Ed e’ stato meraviglioso oggi aver visto tutta quella gente “battersi” piu’ o meno seriamente sul “desmila” di quelli forti, come e piu’ di quella mattina di tanti anni fa. Molti di loro vestiti di arancione, come me… e anche Nicola lo sa.

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