25 Maggio 2008 Concorezzo -MI-

 


da sinistra: Antonio, Fabio, Sabrina, Ettore e Gianluca


 

 

24^ "Una Corsa Per La Vita"
di Fabio Maderna (Presidente dell'Atletica Lambro di Milano)

Spengo la sveglia! Nonostante siano passate poco più di 5 ore da quando sono entrato nel letto, riesco, anche oggi come sempre, ad anticiparla. Non sono neanche passate 12 ore dalla Milanino sotto le Stelle e nell’alzarmi me ne accorgo alla grande. Farei prima a fare “l’inventario” di ciò che non mi fa male, ma non voglio rinunciare, per il terzo anno consecutivo, al mio fine settimana CMC (Cusano Milanino Concorezzo) che in Daniela scatena, da tre anni a questa parte, la stessa reazione: “corri anche domani mattina? Tu non sei normale!” Probabilmente ha ragione, ma per cercare di riabilitarmi ai suoi occhi le assicuro che farò solo il percorso dei 6 km e non i 16, ma non sembra convincersi molto.

Le previsioni meteorologiche, benedette dallo Scianca impegnato nella mezza di Cernusco sul Naviglio, predicevano acqua a catinelle, ma allungando l’orecchio non mi sembra di sentire il rumore della pioggia, ma anzi, alzando la tapparella della cucina, scopro che c’è addirittura il sole.

A Concorezzo c’è il Comparelli che mi aspetta con il mio cartellino della “Una corsa per la vita”, la manifestazione organizzata dai Gamber de Cuncuress con la finalità di raccogliere fondi per la Lega Italiana per la lotta contro i tumori. L’ho scoperta 3 anni fa, proprio grazie all’invito del Compa e da allora è diventata il mio defaticamento dopo Cusano Milanino.
Alle 8,00 in punto entro nel bel parco di Villa Zoja. Non c’è ancora molta gente e fervono ancora i preparativi, con i Gamber che sembrano tante formichine operose. Non faccio fatica a scorgere la figura imponente del Compa che stazione, come gli anni scorsi, sempre nello stesso punto e che sta parlando con Massimo.

Consegno a Ettore i 5 euro e lui insieme al cartellino mi da’ il riconoscimento: un orologio da tavolo che parla (gira voce che sia il Mandelli a farlo in stretto dialetto brianzolo!) comunicando ora, minuti e temperatura.

Poco dopo arrivano anche Marco Stra e la Pantera Sabrina e altri amici reduci dalla gara (Mininno, Elli e Brillo) di Cusano, ma loro sono atleti veri e mi dicono che faranno i 16 km!
Intanto il parco si anima sempre di più in particolare sono tantissimi i bambini che si stanno preparando a correre la loro gara di 2 km.
Nel frattempo sembra che le condizioni del tempo peggiorino, dando ragione allo Scianca, ma fortunatamente per noi, le nuvole minacciose che erano arrivate si disperdono poco dopo.

Robertosparafoto è già all’opera con la sua macchina e fotografa tutto e tutti.
Manca mezz’ora alla partenza e vado a cambiarmi. Ho portato 2 canottiere, ma oggi utilizzerò quella della Brigata Tapasciona.
Mentre aspetto con il Compa di portarmi all’esterno del parco per la partenza, arrivano anche Antonio, Gianluca e Giorgia che, insieme, tenteranno la rivincita con la Monza Resegone fra poco più di un mese. Alla mia esclamazione ma ci siete anche voi, Antonio mi guarda storto e mi dice: ma sei stordito? Te lo avevo detto che ci saremmo stati anche noi!
Anche la Sabri, il Compa e Gialuca indossano la maglia della Brigata Tapasciona e allora chiamo Roberto per una foto e poi insieme ci spostiamo all’esterno.

Sono l’unico, del gruppetto, che farà solo i 6 km. Anzi i tre della MO-RE ipotizzano 2 giri da 16 come allenamento!
Alle 9,15 lo sparo e le prime falcate sono devastanti, salvo poi riprendere un’andatura decente dopo qualche centinai di metri. Giorgia e Gianluca, come concordato con Antonio, sono partiti forte, mentre il Compa e Sabrina li lascio alle spalle e proseguo con Antonio. Il percorso ormai lo conosco a memoria e, come sempre, è ben presidiato dai volontari (fa un certo effetto vedere Massimo con la bandierina, ma quest’anno non fa scherzi indicandoci il percorso sbagliato).

Dopo la partenza decisamente difficile, le gambe hanno ripreso ad andare normalmente (un po’ più lente della sera precedente, ma va bene così) e i 6 km volano via e dopo quasi mezz’ora saluto Antonio per rientrare nel Parco di Villa Zoia per lo sprint finale.
Qualche passo per riprendere fiato e poi via al ristoro dove mi attendono brioches fresche di pasticceria. Al tavolo affianco un bimbo che sembra indeciso su cosa scegliere. Una signora, al di là del tavolo, smette di tagliare le brioches, ne afferra un pezzo e lo porge al bambino dicendogli:”tieni amore!” Nel frattempo, alla velocità della luce, il bambino è scomparso e al suo posto c’è un signore sudato che allungando la mano e con lo sguardo sorpreso le dice: A me?

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