Coira (CH) 28 Giugno 2008



6^ Graubünden Marathon

di Alberto Giardini

 

Erano diversi anni che pensavo di correre questa gara, ma c’era sempre in concomitanza la mitica Monza-Resegone.
Ma l’anno scorso l’avevo detto prima di correre la Resegone, per un anno non l’avrei corsa per fare questa gara unica nel suo genere: maratona con un dislivello +2682/-402 mt, con partenza da Coira (590 mt) ed arrivo in vetta al Rothorn a 2.865 mt, come recita la homepage del sito “La più dura maratona del mondo”.Per questa gara siamo in quattro: io, Luca, Maurizio e Cosimo.

Partiamo il venerdì passando dall’Engadina poiché molte maratone in Svizzera si svolgono di sabato. Arriviamo a Lenzerheide per il ritiro pettorali, ma prima c’è tempo per visitare i due laghi apena fuori dalla città e rilassarci.
La mattina della gara c’è poca tensione, in questo genere di gare l’importante è arrivare, e ci ritroviamo a partire tutti e quattro in seconda fila dietro ai campioni.
Il poker svizzero è fatto (Zermatt, Jungfrau, Davos e Graubunden), adesso penseremo alla prossima maratona!
Puntuale come un orologio svizzero alle 9.15 lo sparo della partenza, attraversiamo il centro storico di Coira per poi addentrarci nella valle che ci porterà a Foppa (1754m – 17°km), che rappresenta il primo gpm (gran premio della montagna) della giornata.
I primi km siamo tutti e quattro insieme, poi sulle prime rampe si ricompone il grande trio della Monza-Resegone dell’anno scorso, con Cosimo appena dietro, la salita è prevalentemente nel bosco su sterrato e nel tratto finale su asfalto, scolliniamo io e Luca mentre Maurizio ci raggiungerà in discesa; il paesaggio è molto suggestivo con passaggi in mezzo a grandi prati fioriti, attraversiamo Parpan e Valbella ed arriviamo nello splendido scenario dei laghi di Lenzerheide (1469 mt - 26° km) ancora con il trio compatto.
Qui inizio a guardare la vetta dove è posto l’arrivo, il tifo è sempre splendido (a differenza di certe gare in Italia…) tra un “Hopp”, un “zuper” e un “bravo” superiamo il centro di Lenzerheide (31° km) e qui inizia il tratto più duro, che in 11 km ci farà compiere un dislivello di circa 1400 mt (peggio della Resegone…).
In questo tratto Luca prende il volo (è un Falco…) e un po’ più avanti mi raggiunge Maurizio, sono in crisi e mi fermo al ristoro a dissetarmi.
Riparto e dopo qualche minuto riprendo a correre su un traverso molto bello immerso nel bosco che porterà a Sharmoin (1904 mt – 36km), le gambe sembrano girare meglio e rimonto diverse posizioni, guardo l’altimetro e sto andando a 1150 m/h!
Di tanto in tanto il mio sguardo si rivolge alla vetta del Rothorn, che si avvicina sempre di più. In lontananza vedo Maurizio, lo raggiungo verso il 40° km e decido di arrivare insieme a lui. Sugli ultimi tornanti verso la vetta sentiamo Luca che ci incita, terminiamo entrambi la gara in 5h09’57, felici e soddisfatti del traguardo raggiunto. In cima ci sono parecchi italiani che hanno partecipato al campionato europeo di corsa in montagna e incontriamo il “parroco volante” (come mi piacedefinirlo) Don Franco Torresani che ha degnamente rappresentato l’Italia giungendo secondo assoluto e primo della sua categoria.
Arriva anche Cosimo che ha avuto problemi ai tendini, il bilancio è comunque positivo con Luca 52°, io 72°, Maurizio 73° e Cosimo 118°. Scendiamo con la funivia e incontriamo il vincitore della Gara, il neozelandese Jonathan Wyatt ed il secondo arrivato l’inglese Martin Cox con cui facciamo una foto di gruppo e gli facciamo i complimenti per l’ennesima vittoria.

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