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26 Aprile 2009 Parco di Monza (Mi)
Desmila al
Parco - Special
Thanks to… |
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Partirei dai ringraziamenti finali, cosa che di solito non si fa quando si incomincia un film, un libro o un semplice racconto di una mattinata “speciale”. Poteva essere una domenica triste: il cielo era triste; l’atmosfera era triste per il fatto che, come tutte le domeniche ormai, mi aspettava una dura giornata di lavoro e triste perche’, qualora ci fossi andato, non immaginavo minimamente come l’avrei fatto questo diecimila e soprattutto come ne sarei uscito.
Lasciamo casa, Sabrina ed io, e piove. Piovera’ sempre di piu’ fino al nostro arrivo a Villasanta.
Un’ulteriore occhiata al cielo e al parcheggio incontriamo il Mau e il Ticozzi. Loro prendono la borsa, io no. Non ho mica ammazzato qualcuno, penso, per correre sotto questa incessante pioggia. E arriviamo al luogo della partenza. Claudio mi da’ dell’attore perche’ non pensa mai che davvero questa mattina non ne ho assolutamente voglia. Poi cerca di convincermi, e con lui Sabrina finche’ Battista mi rifila in mano il cartellino. Insistono, guardo il cartellino ormai tra le mie mani e mi fiondo alla macchina per cambiarmi. Ritorno, un riscaldamento sommario con Claudio e Luca e tanti stop dovuti a saluti a destra e a manca, un bacio portafortuna al mio amore e via: si parte.
Sempre dietro, sempre piano e guardo Alessandro fare una gara a se’ e Claudio, in compagnia di Luca, darmi subito venti metri che di li’ a poco diventano trenta, poi cinquanta e piu’… e io, partendo dietro, mentre la pioggia diminuisce, mi preparo ad arrivare bene in cima a quello che noi chiamiamo volgarmente il milleecinque, con quella discesa che ti lancia per gli ultimi 5 chilometri di fatica. Nel frattempo, durante il tratto piu’ duro del percorso, di fatica ne faccio poca e ne supero ancora molti per poi stabilizzare il mio passo e vedere ancora lontani Luca, Claudio e piu’ indietro un altro gruppetto con Giorgio che tira le fila. Troppo lontani, come l’anno scorso: come quando li vedevo piccoli piccoli ma mi basto’ un decente 38’11 chiuso in totale affanno e grande fatica per avvicinarli almeno un po’.
E invece stavolta non ho la sensazione dell’affanno, non sento la fatica e vedo, inesorabilmente, quelle piccole sagome che si avvicinano. Aggancio Giorgio e un amico di Vimercate a due km circa dall’arrivo. La tentazione di stare con Giorgio mi abbandona quasi subito, come quasi subito abbandona la sua tentazione di stare con me: a quel punto troppo diverso e’ il passo e a grandi falcate avvicino quelli che fino a pochi chilometri prima erano due puntini lontani lontani. L’obiettivo e’ Luca, mentre Claudio, sentendo il clappettio dei miei passi giungere pericolosamente, si produce in un allungo che mi fulmina. Luca e’ preso ai trecento finali, Claudio e’ troppo lontano e “piombo” sul traguardo quasi al passo, senza affanno e fatica, facendo segnalare un bel (per questi tempi) 37’48”.
Nemmeno il tempo di salutare Sabrina e di ringraziarla per avermi convinto a partecipare controvoglia, che vengo “inghiottito” dal gruppetto che mi ha preceduto per una decina di minuti di defaticante e per l’ormai doveroso “processo alla tappa” di Zavoliana memoria.
Risate, scherzi e prese in giro durante il piacevole cambio sotto la tettoia della cascina, mentre l’acqua non cessa, e poi le premiazioni. Delle categorie prima e assolute poi, che incoronano Gianni nuovo campione Gamber.
Ci sta pure il rito del caffe’ post-gara in compagnia soprattutto di Norberto, piu’ volte compagno d’avventure ora datosi al ciclismo, che non vedevo da tempo e che mi ha fatto immensamente piacere rivederlo in canottiera e pantaloncini. Chissa’ se un giorno…