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San Damiano di Brugherio (MI) - 09 Giugno 2010 25^ Du pass APNEA… PRONTI… VIA! |
E’ sicuramente la più veloce del mio piccolo programma di gare estive. E’ vicina a casa e anche se l’organizzazione e’ semplice e spartana nei dettagli (al momento in cui scrivo stiamo ancora aspettando una classifica ufficiale) richiama sempre un folto gruppo di forti e medio-forti podisti della zona.
L’avevo fatta altre due volte: la prima, come si dice dalle nostre parti, ai “temp del Carlo Cudega” e il percorso non mi era piaciuto granchè, ma alla mia seconda partecipazione mi sono subito affezionato a questa gara.
Vuoi perché ha rappresentato il mio rientro ufficiale nelle corse su strada dopo due anni di più o meno fortunate gare montane; vuoi perché da lì partì una stagione, quest’ultima, che mi sta regalando grandi soddisfazioni e poche “sberle”. E, perché no, anche per i ricchi premi distribuiti un po’ per tutti a fronte di una quota d’iscrizione alquanto modesta.
Certo, non ci sono chip da noleggiare e gabelle statali da pagare, ma tutto sommato e’ piacevole, come e’ piacevole il dopo, consumato su tavoloni in legno e portate di ogni tipo.
Mi presento in giusto anticipo per assolvere il rito dell’iscrizione in brevissimo tempo e per fare quattro chiacchiere con chi e’ già lì. Il cielo e’ plumbeo e poco più tardi si decide a scaricare cinque minuti di acqua che avranno la funzione di riscaldare ed umidificare ulteriormente l’ambiente; come se ce ne fosse stato bisogno…
Ma veniamo alla gara, come direbbero i cronisti bravi. La mia di gara, una volta tanto, non si discosta molto dalla gara dei primi. Non dei primissimi: quelli venivano da mondi lontani, come recita uno degli slogan cari al Primo Ufficiale Spok e alla sua flotta spaziale: Kenia, Marocco e… CTL 3, che per noi che ne sappiamo e’ un po’ come dire: “gioco nel Real Madrid, ops pardon, nell’Inter di Mourinho”; anche se, permettetemi questa sferzata di immodestia, i miei Gamber ora come ora non sono secondi a nessuno.
E quelli fortissimi e primissimi, al via, scattano velocissimi sul lungo rettilineo che percorreremo una volta andando all’insù e due volte scendendo: l’ultima per il giusto e meritato tributo di una folla di presenti, come ogni anno, di tutto rispetto.
Avevo raccomandato ad Ahmed, che partiva giusto davanti a me, di fare i primi 500 velocissimi perché i miei “fettoni” 46,5 lo avrebbero sgambettato da dietro e lui, con il suo solito sorriso di chi la sa lunga, aveva annuito: forse mi prendeva anche un po’ in giro.
Ma all’abbassarsi della bandierina il suo scatto non e’ stato tanto ma tanto più veloce del mio. Lo vedo, lì avanti, che lotta subito col keniano uguale a tutti gli altri (parola di Ahmed: “che ne so come si chiama? Tanto sono tutti uguali”), con i suoi fratelli del Maghreb e con il fratello della CTL3.
E dietro? Beh.. dietro ci sono anch’io, che “sparo” un primo mille a 3’25 tanto per far capire a tutti ma soprattutto a me stesso che, in barba alle palle che “sparo” prima del via, questo e’ sì un ultimo giorno di scuola, ma con compiti in classe e verifiche compresi.
Però e’ veloce, troppo veloce il mio avvio e anche se la “sofferenza” sarà solo di 7,5 km decido di mettermi un po’ in riga anche se passo al termine del mini giro di lancio buon 13esimo.
Secondo chilometro e sono solo: il cronometro dice sette minuti esatti ma un folto gruppo di inseguitori mi da’ la caccia come i “Foxhounds” alle volpi del Cheshire.
Si esce dall’abitato per entrare nelle campagne al confine tra Agrate e Brugherio. Una decina-quindicina di anni fa teatro dei miei allenamenti. Come la conosco bene questa stradina asfaltata tra cascine e allevamenti. Piatta, poche curve: splendida per far andare le gambe: 14.40 al tremila e ho già recuperato un’altra posizione. Mi presento alla coda di un trenino di tre atleti e uno, appena mi vede, cede di schianto. Lo sostituisco e mi accodo prendendo un po’ di fiato e mentre mi chiedo se vale la pena seguirli loro aumentano. Bene, mi dico, e ne approfitto per lasciare definitivamente alle spalle i cacciatori di volpi del Cheshire: Dario e Tommy compresi.
Ci diamo un po’ il cambio per tener viva la nostra andatura ma un inconveniente, che poteva divenire fatale, ci attende all’attraversamento di Viale Lombardia.
Un’auto, incurante del nostro passaggio e delle urla dei quattro addetti al percorso, sfreccia sull’asfalto per poi rallentare proprio davanti a noi. Siamo costretti a rallentare e poi a frenare per un attimo la nostra corsa: un attimo lungo qualche “dolce parolina” e un pugno sulla carrozzeria sferratogli dal terzo e più anziano del trio.
Si riparte a fatica ma ormai i Foxhounds sono lontani, circa una trentina di secondi e il tremila successivo lo termino praticamente uguale al primo.
Ma in tutto questo non ho fatto i conti con i miei avversari che, fiutando l’ultimo milleecinque e poi l’arrivo, aumentano considerevolmente l’andatura.
Un altro addetto al percorso ci conta: nono, decimo e undicesimo… io. A quel punto non so se seguirli o accontentarmi ma scelgo, ormai pago per un’altra ottima prestazione, la seconda soluzione. Corro tranquillo e felice ma vedo che i due la’ davanti non se ne vogliono andare e allora mi rifaccio sotto con le ultime forze che mi rimangono e mentre Ahmed regola il keniano uguale a tutti gli altri, i suoi fratelli dietro e il fratello del CTL3 che arriva buon quinto; mi riaccodo per il lungo sprint finale. Sprint che però non avrà storia: sono e rimango undicesimo assoluto percorrendo però gli ultimi 1500 metri in un gran 5’04 e di più, francamente, non avrei potuto fare.
Arrivo applaudito dagli amici e da Sabrina, che da quando ha avuto l’incidente ormai non se ne perde una (per me o per la salamella del dopo gara? Mah!). Mi complimento e ringrazio gli amici di fuga per avermi “tirato” per un buon tratto; ma quando il nono arrivato mi rivela che corre abitualmente gli 800 in pista a tempi per me improbabili e il decimo si e’ perso Italia – Germania
4-3 di un buon cinque anni (io ne avevo otto e me la ricordo ancora bene) mi metto definitivamente il cuore in pace ed attendo l’arrivo di Dario, Tommy e tutti gli amici che ho ritrovato dopo la serale di Villasanta, prima di ritirare un buon pacco gara riservato alla mia posizione finale.
E mentre quelli fortissimi e bravissimi ricevono il giusto premio, le salamelle tardano ad arrivare, il fratello del CTL3 mi fa i complimenti per la prestazione (lui a me… strano no?) e io li faccio a lui; si chiude il sipario sulla “Du Pass” di San Damiano. L’arrivederci all’anno prossimo, toccando tutto cio’ che si puo’ toccare, e’ doveroso. Anche senza quella Panda marrone e la sua “incauta” autista: “signora: si segni sull’agenda il secondo mercoledì di giugno e stia alla larga da Brugherio. Puo’ succedere che altri podisti le insegnino volgari ma ineccepibili aggettivi non presenti sul Devoto-Oli!”