| Treviglio (BG) 15.05.2010
2° edizione Staffetta 21 X ½ ora
GAMBER UNITED |
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E adesso qualcuno mi dira’ che mi piace vincere facile. Qualcuno, scherzando, me l’ha gia’ ricordato. Dovevo disputare la penultima frazione e per problemi legati al mio lavoro non avrei potuto scegliere altro passaggio. Certo, c’era disponibile l’ultima; ma in caso di arrivo in volata chi piu’ di Gianni, che aveva gia’ sperimentato questa esperienza con successo in quel di Salsomaggiore, poteva “immolarsi”?
E a me rimaneva la penultima: una medaglia dalle due facce. La prima: in caso di “testa a testa” sarebbe dovuto toccare a me tentare di rendere meno problematica possibile la fatica di Gianni.
La seconda: il vantaggio poteva essere tale da permettermi una mezzora in scioltezza. Correndo, questo si; ed impegnandomi, vero… ma senza l’assillo di dover per forza fare gli straordinari.
E grazie ai compagni che mi hanno preceduto mi sono presentato al cambio con Giorgio nelle migliori condizioni possibili per fare una gara “sull’uomo” e non sul tempo, come temevo alla vigilia.
E’ un bel sabato quello che ci attende, anche metereologicamente parlando ed io la sento, questa mia partecipazione. Lavoro e guardo l’orologio: tra poco parte Massimo, il primo. Poi tocca a Claudio e chissa’ Matteo… con quella voglia e quella grinta che sempre ci mette quando conta la maglia.
Il messaggio di Claudio mi rassicura: siamo gia’ primi e tocca a Matteo. Lascio Rogoredo per portarmi a Treviglio e vedere qualche passaggio prima della mia partenza.
Li’ trovo Sabrina armata di digitale e Roberto gia’ con il dito caldissimo e i suoi cannoni al collo.
Anche Gerardo, dopo Matteo, mantiene con una buona frazione la prima piazza e a calcare l’anello ora e’ Giuseppe, mio compagno d’avventure nella recente Double Classic.
Inizio a vestire i panni del tifoso, prima di indossare quelli del podista e a ogni passaggio di Giuseppe e a quelli che verranno, faccio scattare il mio cronometro per comunicare i passaggi e i distacchi. Prendo i tempi anche degli altri atleti che potrebbero impensierirci. Qualcuno viaggia a ritmi notevoli, qualcun altro meno o molto meno e Giuseppe da’ il cambio a Dario mantenendo la vetta della classifica. Dario compie un’ottima frazione collezionando 20 giri e quasi otto chilometri: quei venti giri che alla vigilia sarebbero teoricamente bastati per aggiudicarci la gara, a meno di amare sorprese. Siamo omogenei, nel senso che piu’ o meno tutti riusciamo a mantenere i distacchi anche se le altre due squadre di vertice schierano saltuariamente atleti in grado di competere con i nostri “big”.
I successivi nostri due frazionisti, i Galbiati’s Brothers, mantengono la vetta anche se il distacco si assottiglia: ora sono solo due i giri che ci separano dallo scomodo secondo posto ma Francesco, che partira’ dopo Luigi, e’ una garanzia assoluta. E infatti parte in tromba, forse troppo e dopo qualche giro si assesta su ritmi che comunque gli permettono di incrementare il vantaggio portandolo a tre giri. Nel frattempo mi vedo la frazione di Carlo, dell’Atletica Treviglio, e scambiare quattro chiacchiere con Vittorio, accompagnato dalla dolce figliola Alice.
Vittorio mi ricorda alcune parole da me espresse tempo addietro: “l’importante e’ divertirsi, me lo hai insegnato tu”. Mai frase fu piu’ profetica: e mentre Giorgio si “gode” la mezzora precedente la mia, inizio a scaldarmi ma… la collanina mi da’ fastidio, e la tolgo. Le scarpe sono allacciate male: le metto e le tolgo e le rimetto e le ritolgo… Sabrina non mi sopporta ormai piu’ quando le chiedo di appormi il pettorale dietro la schiena.
Mi scaldo, poco… anche perche’ non riesco a togliere gli occhi dalla pista per vedere come va Giorgio. Lui e’ sempre molto modesto nelle sue previsioni e ormai ho imparato a non credergli piu’. Prova ne e’ che, al momento delle foto di rito, mi guarda con un ghigno che trasuda sicurezza mentre insieme osserviamo i suoi avversari.
Ed infatti guadagna altri 300 metri buoni prima di darmi il cambio. Percorre 20 giri in perfetta “media Gamber” e io parto ormai consapevole di portare a Gianni un comodo vantaggio. Corro beatamente senza nessun assillo. Il nervosismo che ha accompagnato la mezzora precedente la mia partenza svanisce di colpo anche perche’ le gambe rispondono magicamente a quel minuto e mezzo al giro che mi ero prefissato per non cuocere subito. La temperatura e’ mite ma non calda, perfetta per una buona frazione. Non corro per il tempo e me ne accorgo quando mi dimentico addirittura di vedere i miei parziali sull’orologio. Quelli me li da’ Matteo, barando di un secondo o due sull’effettivo tempo al giro.
I pettorali da tenere d’occhio, a questo punto, sono l’uno della “Torre de’ Roveri” e il dodici della “Atletica Castel Rozzone”. Ho un centinaio di metri di svantaggio dal pettorale uno ma in pochi passaggi lo raggiungo e decido di percorrere un giro con lui per vedere come viaggia e come sta. Risposta esatta: a fronte di un modesto passaggio in uno e trentasei lui sbuffa e fatica, io quasi quasi sbadiglio. Potrei accontentarmi di stare li’ e marcarlo a uomo ma mi voglio divertire e riparto.
Regolare ogni passaggio a uno e trenta, o ventinove, o trentuno e il primo quarto d’ora, grazie anche alla musica sparata a giusto volume dalle casse al traguardo, mi aiuta in questa mia gara contro… la noia.
Mi sto divertendo cosi’ tanto che, ad un passaggio, mimo un passo alla Angus Young fintando un assolo di chitarra; faccio finta di prendere un bicchiere d’acqua che Francesco mi porge e glielo scaglio addosso come un piccolo gavettone e quando Roberto mi chiede di rallentare per fare una foto con una bella podista che viaggia un minuto ed oltre piu’ lenta di me rallento e mi metto in posa, scambiando due chiacchiere anche con lei. Poi vedo atleti davanti, una piccola accelerata e… opla’, presi tutti! Prendo e riprendo anche Mario, che sta correndo per la squadra B: qualche chiacchiera anche con lui per recuperare un po’ di fiato, ammesso che ne abbia bisogno.
Un giovane atleta dell’Avis Trevigio, che vincera’ la speciale classifica del mio turno, mi passa davanti ma la cosa non e’ preoccupante anche perche’ ho nuovamente nel mirino il pettorale uno e… detto e fatto, ripreso e doppiato. Del pettorale 12 invece non ho notizie anche perche’ viaggio talmente sciolto che lo doppio e lo ridoppio e nemmeno ci faccio caso.
Termino questa mia mezz’ora aggiungendo altri 600 metri buoni al vantaggio accumulato e per Gianni sara’ una formalita’ portarci sul gradino piu’ alto del podio. Abbraccio Sabrina soddisfatto di aver scavato ormai un abisso tra noi e gli altri senza alcuna fatica e da lei mi prendo immeritati complimenti per l’ottima frazione (??); recupero i miei quattro stracci e mi reco nello spogliatoio per una salutare doccia, non prima di aver chiesto a Igor di prestarmi un paio di ciabatte.
Torno e vedo Gianni correre a perdifiato: dovrei preoccuparmi ma subito mi accorgo che il vantaggio si mantiene nell’ordine di cinque – sei giri. Lui cerca la “Gamber best performance” che non arrivera’, a vantaggio di Matteo, per soli 11 metri!
Termina anche Gianni prendendosi i complimenti di tutti per l’ottima frazione, nonostante l’inutilita’ dello sforzo e gia’ partono i festeggiamenti, anche se ancora manca l’ufficialita’. Che arriva pochi minuti dopo la fine della gara: con circa 95,5 chilometri percorsi vinciamo a mani basse anche qui a Treviglio e la coppa viene alzata in cielo da Francesco: il presidente dei, per ora, “due tituli”, in attesa di altre prove dove, per noi e per i nostri colori, saremo sicuramente protagonisti e daremo sicuramente il meglio. Come hanno fatto tutti, in questo bel pomeriggio di maggio: dagli atleti che si sono misurati con onore ed impegno agli organizzatori, che hanno allestito una manifestazione semplice nei contenuti ma efficace nella sostanza.
Un grazie
a tutti loro, atleti e staff tecnico, a Sabrina per il tifo e Roberto per i
mille scatti e poi… pizza, birra e quella coppa appena vinta che fa bella mostra
di se’ sul tavolo
(Foto di Roberto Mandelli)