Cernusco sul Naviglio (MI) - 23 maggio 2010

14^ Maratona del Naviglio da Cernusco a New York

Un Titolo inaspettato!

di Marco Stracciari 
 

Se me l’avessero detto prima ci avrei riso su. In realtà ci ho riso su anche dopo averlo saputo. Non avrei mai immaginato di tornare a casa con il titolo di campione provinciale di mezza maratona della mia categoria. Anche perché, e vado solo a memoria, in provincia di Milano (e in quella di Monza) ve ne sono almeno una ventina e forse ancora qualcuno oggettivamente più forti di me. Ma come si dice in questi casi: gli assenti hanno sempre torto.
Ero proiettato all’idea di correre un bel 10.000 serale il sabato antecedente, sennonché Claudio mi convince a partecipare a questa mezza che non conosco nella sua parte organizzativa, non avendola mai fatta; ma che conosco perfettamente per il percorso, che è uno dei miei preferiti durante la stagione invernale. E se ci aggiungiamo che l’intero incasso sarà devoluto ad associazioni benefiche beh.. questo fa cadere ogni dubbio: Ci sarò! So anche che si sviluppa quasi totalmente sotto il sole, e correre una mezza con una trentina di gradi addosso e questa palla infuocata che ti segue ovunque non è il massimo, visto che sono considerato e mi considero “uomo da clima freddo”.
Serve quindi una tattica di gara che non mi permetta di farmi condizionare dal cronometro, ma che mi faccia innanzitutto arrivare abbastanza sano da riconoscere chi mi parla.
E allo sparo, avvenuto senza alcun preavviso, parto guardingo creando subito un gruppetto con Matteo, che aveva corso il 10.000 la sera precedente, Claudio, che celebrava la vittoria dell’Inter con un’improbabile (per l’occasione) maglietta di Cambiasso; subito dietro al duo Simonetta e Ripamonti, abituati questi ultimi a ben altre andature, ma anche loro reduci da fatiche serali.
Al secondo chilometro mi accorgo subito che non serve tirare al massimo per recuperare posizioni: Mario, partito ovviamente più avanti di noi, è ripreso come è ripreso Enzo, che ringrazio per lo scomodo passaggio a casa. Si viaggia su ritmi attorno al 4’ al km e di aumentare non penso, anche perchè il favore di recuperare posizioni me lo fanno e me lo faranno le decine e decine di podisti che prenderò lungo questi 21 chilometri.
Un cavalcavia e subito un altro, tanto per gradire, e poi sarà solo ed esclusivamente alzaia del Naviglio, che come detto, conosco buca per buca, strappetto per strappetto. Si toccano i comuni di Cassina de Pecchi e poi di Gorgonzola e passo giusto davanti al nuovo ufficio di Sabrina, prima del giro di boa al ponte successivo. E qui, al ponte del nono chilometro, inizio la mia gara “vera”. Le cadenze aumentano e il crono diminuisce: vado deciso sotto i 4’ e sento il tossire nervoso di Claudio alle spalle. Lui è a poche decine di metri e al passaggio dal ponte lo vedo, lui mi vede e mi incita. Sarebbe una buona gara anche per lui, sennonché dopo poco esplode come tanti e si prenderà, al traguardo, quasi sette minuti.
Intanto prosegue la mia gara di recupero e anche Matteo, qui solo per onor di firma e reduce dal terzo posto di categoria a Cusano, non lo vedo più. Ne prendo a gruppi: la tentazione di rallentare e di sfruttare la scia mi viene anche per la paura di scoppiare da un momento all’altro, ma le gambe reagiscono e ad ogni ristoro bevo e mi bagno (sante quelle mani che porgono bottigliette: non bicchierini insulsi e non capienti ma bottigliette perdiana!). Però c’è sempre un intoppo e l’intoppo di oggi è rappresentato da un lungo e sconnesso sterrato che mi costringe a rallentare molto e come me rallenta il trenino che mi precede. Di sorpassare nemmeno l’ombra, tanto l’ombra oggi, in tutte le sue espressioni, è vietata e allora mi accontento di far compagnia a quei tre “Runners Bergamo” per tutto questo angusto percorso, superato il quale riprendo magicamente le forze e li lascio. Si torna verso Cernusco e al 14° raggiungo la prima donna nel tratto sicuramente più bello di tutta la gara: il Parco. Frotte di bambini e mamme, di pseudo-podisti e di signori di mezza età accompagnati dai loro “fido” si abbattono sui concorrenti, ma le numerose moto messe a disposizione dall’organizzazione, fin qui impeccabile, aprono uno spartiacque di biblica memoria tra noi e i “vacanzieri” della domenica.
“Vai tranquilla, sei prima e hai almeno un paio di minuti di distacco”: è questo l’annuncio che faccio alla capofila del gentil sesso una volta raggiunta e decido: questo è il treno buono che fa per me.
Lei è in compagnia di un ragazzo, forse “raccolto” sul momento, con il quale dialogo amabilmente (il tutto ormai sotto i 3’55” al mille) sui miei e suoi tempi migliori e quando mi confida di avere 1h15 sulla mezza e di aver fatto quest’anno per ben due volte 1h18 mi spavento e fingo di lasciarlo andare per poi ripresentarmi sotto e staccarlo definitivamente: il caldo ha decretato un’altra sentenza.
Gli ultimi chilometri li faccio da solo, teoricamente parlando perchè la gente che ha pensato bene di passare una mattinata sul Naviglio è tanta ma si sposta con molta cortesia: le mamme richiamano all’ordine i propri figli e i ciclisti si fanno da parte e ci incitano, anche perché chi pratica certi sport si sente un po’ fratello di fatiche spesso simili.
Un’occhiata alla sponda opposta, che mi accoglierà di lì a poco e vedo che i podisti che mi precedono ormai sono pochi. Ci sono i vari Colnaghi e Bottura ed altri ancora, che giustamente mi sono davanti… guai per loro se non fosse così!

All’ultimo giro di boa, cartello 19, sento l’incitamento di Matteo che sta ancora percorrendo la parte opposta del fiume; il ritmo non cala anche se di aumentarlo non ne vedo ne’ la necessita ne’ tanto meno ho la forza per poterlo fare ed entro allo stadio Scirea. Ma proprio negli ultimi metri un redivivo compagno di fatiche mi supera, ma invece di prodigarmi in uno sprint spacca gambe di bavarese memoria lo lascio andare. Ormai non mi interessa più: il crono recita 1h23’23 e francamente non potrei aspettarmi nulla di meglio. La giornata caldissima e la settimana tutt’altro che da atleta che ho passato non lasciavano presagire a nulla di buono e invece… e invece mi ferma prima Giuseppe e poi Gianluigi per comunicarmi quello che all’inizio poteva sembrare uno scherzo o una presa in giro: campione provinciale di categoria! Già sento il rumore delle unghie smangiate da chi non c’era… ma chi c’era merita tutta l’ammirazione: correre una mezza maratona in quelle condizioni mi fa fare un pensiero che non è retorico ma pura realtà. Oggi a Cernusco hanno vinto tutti!

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