|
|
26 Febbraio 2005 Carate Brianza -MI- CAMPIONATO BRIANZOLO
MEMORIE DI
UNO LE MIE
PRIME CAMPESTRI – parte 5^
di Marco Stracciari |
6° REGOLA: MEGLIO CORRERE CHE
SOFFRIRE!
L’approccio a quest’ultima prova del “Brianzolo” di cross e’ particolare. Sapevo
di non correrla perche’ all’indomani mi aspettava un durissimo appuntamento con
la “regina” in quel di Salsomaggiore Terme ma purtroppo l’ennesimo infortunio mi
dovra’ tenere lontano da scarpette, pettorali e canotte in poliestere.
E allora l’approccio a quest’ultima prova diventa da “cronista zoppo” e come fanno quei calciatori che, infortunati o squalificati, vogliono comunque sedersi in tribuna ad incitare i compagni anch’io mi sono adoperato in questa pratica affiancato da Norberto, che non corre ma che almeno sta sufficientemente bene per partire l’indomani verso la provincia di Parma.
Oggi tra infortuni, virus e appuntamenti vari l’Arancia Meccanica non spiega per intero le proprie batterie d’assalto anche se chi si presenta con pettorale e cartellino sembra molto agguerrito: e’ l’ultima e chi ha “problemi” di classifica vuole quantomeno confermarsi e per farlo… giu’ la testa, fuori gli occhi dalle orbite e senza respiro per venti e passa minuti.
A cominciare da Matteo, che deve difendere un fin qui grandioso quinto posto a Claudio, che ha nel mirino un’insperata (alla vigilia) decima posizione… poi il Pier, che con quell’aspetto corre anche attorno al tavolo e il Fausto, che con quell’aspetto e’ diventato la nostra icona della sofferenza sportiva.
Ma, andando per ordine, come sempre tocca alle donne. Presentiamo ai nastri di partenza Rosanna e Paola. La prima ormai una veterana delle “chiodate” mentre la seconda, che ha debuttato la scorsa settimana a Vedano, e’ ancora alle prime armi. Partono e mentre Paola inizia spingendo, Rosanna si accomoda nelle posizioni centrali per poi fare gara di recupero e termina lasciando alle spalle la stessa Paola (che finisce con la spia rossa accesissima) e molte altre podiste. Sorride, Rosanna, ed e’ sufficientemente lucida per tenere il polso fermo ed affettare in parti uguali una torta alle mele confezionate dalle sue manine sante…. E ho trovato un valido motivo per essere qui anche in veste di spettatore.
Li ho definiti “diversamente giovani” e sono coloro che giovani non sono piu’ (partono dai 50 anni) ma che sono giovani dentro, per lo spirito con il quale affrontano queste fatiche. E la frase detta dal Ripa (Angelo Ripamonti per quei due o tre che ancora non lo conoscono) la dice lunga: “Amici prima e dopo, ma durante non ho amici”! Traducetela in dialetto brianzolo e abbinatela ad una faccia poco raccomandabile di un ragazzo del ’42 con i capelli bianchi che la pronuncia serio serio ed avrete l’idea di cosa sono capaci di fare questi “diversamente giovani”.
Tra i diversamente giovani non schieriamo le due punte di diamante. Detto di Norberto, anche Giuseppe (che sicuramente sarebbe arrivato secondo) non e’ della partita e allora l’attenzione e’ tutta su quella testa senza collo incassata tra le spalle, quelle braccia alte, quella perenne smorfia sofferente e quell’andatura pesante pesante… insomma: attenzione al Fausto Benelli (ormai nostro idolo) il quale, immortalato la settimana scorsa dall’onnipresente “superclick” Mandelli, ci regala autentici “Momenti di Gloria” … e manca solo la musica anche se l’incedere e’ da rallentatore ma, come sempre si dice, l’importante e’ esserci: e lui c’e’!
E dopo, sangue al cuore. Tocca a noi, o meglio, a loro..e alcuni di loro mi chiedono il perche’ non mi spoglio e non mi scaldo.. e stai li’ a spiegargli della presunta maratona fantasma, del reale dolore lancinante all’anca che mi fa camminare come un cowboy appena sceso da cavallo ecc. ecc.
Carico Claudio, anche se non ce n’e’ bisogno. Claudio che avrebbe dovuto fare da spettatore 24 ore prima del debutto con la “regina” e che invece un impegno di lavoro gli fa posticipare questo appuntamento di una settimana. E allora sotto a cercare quel decimo posto che tanto bene gli farebbe. E gli altri: il Marco Rivolta bello tonico dall’inizio alla fine, mai spettinato e sempre elegante ed impeccabile (gli manca solo la cravatta); il Paolo Solfrizzo “tarato” sempre alla stessa andatura, che sia maratona o campestre o mezza o shopping per il centro di Caponago; e l’incredibile “Gio” Villa, che si presenta con un’acconciatura anni ’70: una meta’ tra il Johnny Rotten di Sexpistolsiana memoria e l’ultimo Andy Warhol. Paolo Ziliani nelle sue pagelle lo definirebbe “alternativo”, le nostre definizioni meglio non metterle su bianco!
Partono e Claudio ha la rabbia giusta, dopo pochi metri e’ gia’ nei venti per poi assestarsi attorno al 13esimo e 14esimo posto, che non abbandonera’ piu’ fino al termine concludendo una gara regolare e di altissima qualita’. Bene anche Marco, forse la sua migliore campestre di quest’anno, mentre Paolo lotta con i soliti da 5’ al mille dovunque e comunque. E Gio’? Non pervenuto, anche se una lunga sagoma semiferma e semifredda appare dalla brughiera e al grido “Italia unooooooo” si presenta al termine onorevolmente quartultimo!
E poi partono, per ultimi, i piu’ giovani: quelli fino ai 39 anni e… sorpresa, tra di loro anche Alessandro, figlio di cotanto padre (il sempre grande Franco Rocca) una grande promessa mai esplosa per tanti, troppi problemi fisici. Si presenta dopo piu’ di due anni di inattivita’ e ancora riesce a dire la sua piazzandosi non lontano dal gruppo di testa.
Matteo invece ha da difendere un quinto posto straordinario. La sua tattica la conosciamo gia’: e col dono della sintesi ce la spiega da Concorezzo a Carate (una bella mezz’oretta di strada), al bar del Parco, sulle stradine che ci portano sul luogo della gara, prima e dopo la gara stessa.
E durante? Durante da’ spettacolo: tolto il dente e tolto il dolore nel vero senso della parola. Domenica dal dentista e posizioni subito attorno alla dodicesima – tredicesima (e sta bene!!) e poi recupero fin dentro i dieci. E anche per lui forse la migliore campestre dell’anno!
Anche Pier, Luca (che l’indomani mattina partira’ per Salsomaggiore), Claudio e Antonio si comportano molto bene. Anche se per un attimo mi sembra di vederne due di Pier: uno che ha appena tagliato il traguardo e un secondo (il tempo di girarmi) che e’ gia’ al ristoro con un improbabile numero di fette biscottate e bicchieri tra le mani, piccolo antipasto di quello che lo aspettera’ dopo: focacce, pizzette e la torta di mamma Rosy.
E cosi’ fini’ il Campionato Brianzolo di Corsa Campestre 2005: sportivi veri che si affrontano per il gusto di commentare davanti ad un piatto ed un bicchiere le proprie piccole imprese (e l’assenza di virgolette non e’ a caso) e lanciarsi nei classici sfotto’ di chi arriva davanti, che sia decimo o centesimo posto. Ma durante: “de amis, ghe n’e’ minga!”… Parola del Ripa, uno che di queste cose se ne intende!